Vantarsi di essere sempre impegnati è diventato un fenomeno sociale e culturale. Il busy bragging, nato dall’unione di due parole inglesi – busy che significa occupato e to brag che vuol dire vantarsi – è diventato un must per chi trae soddisfazione nell’affermare di essere pieno di impegni di lavoro e di avere a disposizione poco tempo libero. Spesso però è solo una questione di disorganizzazione, unita alla volontà di farsi notare.

Impegni di ogni sorta sembrano assorbire le giornate e, spesse volte, parte delle nottate di chi non è mai reperibile per una chiacchierata leggera tra amici. Molti sono i rischi sia fisici che psicologici che porta con sé questo fenomeno, ma uscire dalla trappola del busy bragging è possibile.

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Cosa si nasconde dietro al busy bragging e quali i rischi

Nella cultura dell’iperconnessione, essere molto impegnati e costantemente in affanno sono caratteristiche che fanno acquistare valore, permettono essere molto richiesti e, a volte, anche invidiati. “La mancanza di tempo significa gloria e prestigio sociale – racconta la dottoressa Laura Merli Lavagna, medico specialista in psicoterapia – Nella nostra società il successo è spesso valutato in base all’occupazione e alla carriera, perciò le persone si sentono motivate a mostrare quanto sono impegnate proprio per migliorare la percezione di sé“.

Oggi è diventato sempre più comune portare il proprio mestiere anche fuori dall’ambiente di lavoro. Complice la possibilità di svolgere la propria attività in smart working, si rimane incastrati in una sorta di vortice: in qualsiasi momento si risponde a chiamate, messaggi e mail, permettendo così alla parte professionale di invadere la delicata e importante sfera della vita privata.

Essere in costante iperattività non solo allontana dalle relazioni famigliari e amicali, fondamentali per la nostra salute mentale, ma nasconde anche diversi disturbi della sfera psichica. “Le persone che praticano il busy bragging – continua Merli Lavagna -, soffrono di bassa autostima che cercano di elevare dimostrando al mondo che sono super impegnati perché sono molto richiesti, temono il giudizio, sono affamati di bisogno di riconoscimento e convivono con la costante ansia di autorealizzazione. Il busy bragging diventa così un tentativo di controllo nei confronti della mancanza di sicurezze stabili.“.
I rischi che porta con sé questo fenomeno culturale sono soprattutto stress e affaticamento, con conseguenze particolarmente dannose per la salute. Sforzi eccessivi, stanchezza prolungata e tensioni alterano il nostro sistema immunitario rendendoci fisicamente più fragili e inclini a malattie, provocano insonnia e, nei casi più gravi, portano a problemi cardiaci.

Come uscire dal tunnel del busy bragging

Chi soffre di busy bragging non è sempre consapevole di essere entrato in un circolo vizioso e, di conseguenza, difficilmente riesce autonomamente a riprendere il controllo sulla propria identità al di fuori degli impegni di lavoro. “Lavorare con professionisti del settore sull’aspetto psicologico delle persone rapite dalla frenesia del fare in continuazioneasserisce Merli Lavagna -, contribuisce notevolmente a ridurre le tensioni emotive e dona consapevolezza riguardo le cause del loro stile di vita poco sano“.

Ritrovare la serenità interiore e la connessione con gli altri permette di godere appieno delle esperienze quotidiane. Investire tempo ed energie, condividere esperienze significative e relazioni autentiche con gli amici sono un’importante fonte di felicità.
È importante evitare la competizione imparando a confrontarsi con sincerità – conclude Laura Merli Lavagna -. È indispensabile frequentare amici veri,  fare passeggiate nella natura, ritrovare il gusto di leggere e di praticare sport o hobby che nel tempo abbiamo trascurato, praticare la meditazione dormire le ore giuste, alimentarsi con attenzione e soprattutto amarsi. Il nostro vero valore non ci viene attribuito dal numero di ore lavorate né dagli impegni assolti, ma dalla fiducia in noi stessi, senza il bisogno di conferme esterne“.
Allontanarsi dalla volontà di riempire le giornate in modo totalmente disorganizzato permette di avere del tempo per riflettere su ciò per cui si può essere grati ogni giorno. Senza negare l’importanza del lavoro e della realizzazione personale nello stesso, è fondamentale relegarli in uno spazio e in un tempo ben definito della nostra quotidianità, lasciando alle relazionali interpersonali l’importante ruolo di mediatori del benessere psico-fisico.

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Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con specializzazione in Scienze Forensi, amo la cronaca tanto quanto la narrativa. Da sempre impegnata per portare l'attenzione sui sempre attuali temi della crescita personale. Il cassetto mi piace riempirlo fino all'orlo di sogni che sostituisco non appena diventano realtà. Aperta al cambiamento solo se porta a migliorare.

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