L’Istituto Piepoli ha condotto una ricerca innovativa per conto di Udicon (Unione per la difesa dei Consumatori), stabilendo per la prima volta un indice relativo alla felicità. La quota più alta di persone che si sente più felice si attesta nella fascia 18-34 anni. Secondo l’indagine, il 37% degli italiani si dichiara molto felice, il 26% “infelice” e il restante “abbastanza felice”.

Da sempre la ricerca della felicità è il denominatore comune di ogni vita umana. Sebbene ogni persona abbia un concetto personale di vita felice, gli scienziati la definiscono come un’esperienza costituita da emozioni positive quali piacere, senso di pienezza e scopo esistenziale.

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Serenità familiare, soddisfazioni economiche e lavorative risultano i principali fattori determinanti la felicità. Tuttavia, Shawn Achor, life-coach esperto in psicologia positiva, ribalta la prospettiva: la felicità non è un traguardo conseguibile al raggiungimento determinati obiettivi, ma un punto di partenza.

Nel suo libro Il vantaggio della felicità” (Scuola di Palo Alto) l’autore espone un percorso fatto di sette principi utili ad acquisire una mentalità nuova e felice, attraverso la quale divenire più vincenti nel lavoro, nella vita personale e nella capacità di fronteggiare le difficoltà: “Non sei felice perché hai successo, hai successo perché sei felice, scrive.

Ricercare la felicità, trovare il successo

La felicità è una scelta

, non qualcosa che accade. Ciò non significa stamparsi in faccia un’espressione allegra o negare l’esistenza dei problemi, ma cambiare il modo di guardare alle cose. Su questa scorta, i sette principi di Achor aiutano a cambiare mentalità per “superare ostacoli, cambiare cattive abitudini, diventare più produttivi”.

Il primo principio, il vantaggio della felicità, mostra la funzione evolutiva di questo stato d’animo. Anziché limitare le nostre azioni all’alternativa “combatti o fuggi” come fanno le emozioni negative, quelle positive inondano il cervello di dopamina e serotonina, sostanze chimiche in grado di stimolare la sensazione di benessere nonché rendere più riflessivi, creativi e aperti a nuove idee, favorendo la costruzione di nuove risorse intellettive, sociali e fisiche.

L’autore sottolinea che la felicità è una competenza che può essere allenata: “Meditare in modo regolare può riprogrammare il cervello a innalzare il livello di felicità, così come compiere atti di gentilezza o esprimere un proprio talento. Ogniqualvolta utilizziamo una nostra abilità proviamo un’esplosione di positività”.

La ricerca della felicità: cambiare mentalità e aprirsi a nuove possibilità

Il fulcro e la leva

, secondo principio, invita a cambiare mentalità (fulcro), per sprigionare una nuova forza (leva) tale da raggiungere il successo. Ciò si traduce nell’acquisire ciò che Shawn Achor definisce “stile esplicativo ottimista”, ovvero interpretare gli eventi in chiave costruttiva trasformando, per esempio, gli ostacoli sul lavoro in opportunità di crescita.

Tale cambiamento richiede una riformulazione degli schemi mentali che chiama in causa il terzo principio, effetto tetris. Il cervello tende a replicare il modo di processare le informazioni, dunque “settarsi su uno schema negativo induce a leggere negativamente ogni evento in tutti i suoi aspetti” spiega l’autore, da cui la necessità di addestrare la mente a individuare le diverse possibilità relative a una circostanza, esercitandosi a coglierne aspetti positivi, negativi e possibilità di sviluppo.

Rialzarsi, controllare la mente e imparare buone abitudini

Non cadere mai è impossibile. La vita è fatta anche di sofferenze e fallimenti, l’importante è imparare ad applicare il quarto principio, cadere in su, ossia abituare il cervello a trovare il giusto percorso mentale per uscire dal fallimento, essere più felici e ottenere successo.

Su questa scorta, Achor raccomanda la tecnica del “Modello Interpretativo ABCD”: Adversity (avversità), Belief (convinzione), Consequence (conseguenza) e Disputation (discussione). Di fronte all’avversità è importante vagliare le proprie convinzioni e metterle in discussione, consapevolizzando la loro relatività e assumendo altri punti di vista: “Le avversità, qualunque siano, non ci fanno male quanto crediamo possano fare. Il solo essere a conoscenza di questa particolarità della psicologia umana può aiutarci a individuare un’interpretazione più ottimista delle difficoltà”, afferma.

Quando gli ostacoli incombono, o si è subissati da situazioni complesse, le emozioni negative possono prendere il sopravvento sulla parte razionale del cervello. Il quinto principio, il Cerchio di Zorro, mostra come riacquisire il controllo sulla mente. In che modo? Focalizzarsi su piccoli obiettivi, facilmente gestibili, permette di accumulare risorse, conoscenza e sicurezza in sé stessi per ampliare successivamente il cerchio, puntando gradualmente a obiettivi maggiori.

La ricerca della felicità passa anche attraverso l’assunzione di abitudini più sane. La regola dei venti secondi, simbolicamente intesi come il tempo necessario a compiere lo sforzo di attuare un’azione a cui non si è abituati, è la strategia suggerita da Achor: “Togliere le pile dal telecomando e tenere un libro sul comodino, per esempio, facilita la lettura, anziché tenere il libro nella libreria”.

Amore e felicità, un binomio vincente

L’investimento sociale

, conclude lo psicologo, è il principio più importante. Quando siamo circondati da persone su cui possiamo contare ci riprendiamo prima dai problemi, siamo più produttivi, energici e resilienti. Uno studio condotto dall’Università di Harvard e durato 75 anni ha rilevato, invero, che la felicità è, prima di tutto, frutto di relazioni costruttive e amorevoli con gli altri. George Vaillant, lo psicologo che ha diretto la ricerca negli ultimi quarant’anni, riassume il risultato in poche parole: “L’amore conta più di qualsiasi altra cosa al mondo”.

Quando creiamo una connessione positiva con qualcuno, l’ossitocina (ormone legato al piacere), viene rilasciata nel nostro sistema circolatorio, riducendo l’ansia all’istante e migliorando la nostra concentrazione. […] Godere di un supporto sociale solido permette di estendere la durata della nostra vita” scrive Achor.

La ricerca della felicità è alla portata di tutti, perché non deriva da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo.

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Carlotta Sganzerla

Carlotta Sganzerla Mantovani

Mi sono laureata in filosofia per cercare di comprendere il fondamento dei fenomeni, la dimensione morale, portandomi ad analizzare questioni inerenti la società e le nuove tecnologie. Abbraccio questi temi prospettando soluzioni alla complessità della realtà. Da qui la mia scelta del giornalismo costruttivo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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