Quando si parla di ondata di calore subito si pensa agli impatti che può avere sull’organismo: cali di pressione, svenimenti, mal di testa e insolazione. Secondo i dati della FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), nel 2023 si è registrato un +30% degli accessi al pronto soccorso nei giorni in cui le temperature raggiungevano o superavano il cinque per cento delle temperature normali.
Raramente ci si sofferma sulle conseguenze che il caldo può provocare sulle capacità di logica e di concentramento. Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in evidenza questo aspetto, rilevando come le alte temperature possano compromettere alcune funzionalità cognitive che, molto spesso, si traducevano in una diminuzione nella produttività.
Creare ambienti freschi e ben ventilati, idratarsi in modo adeguato e non uscire nelle ore più calde sono alcuni tra i consigli utili per mantenere ad una corretta funzionalità cognitiva.
Per il caldo, non solo rischi fisici ma anche cognitivi
Oltre alle persone più vulnerabili, il caldo afoso può anche influenzare la capacità di pensare dei giovani adulti in perfetta salute. Nel luglio 2016, durante un’ondata di calore a Boston, è stato condotto uno studio, pubblicato su Plosmedicine, che ha dimostrato come gli studenti che risiedevano in edifici senza aria condizionata, con una temperatura media di 25°, avevano ottenuto risultati peggiori del 13% nei due test cognitivi rispetto a coloro che vivevano in edifici con aria condizionata.
È emerso come un’ondata di calore possa influenzare la capacità di logica e l’apprendimento delle persone. Una conseguenza frequente è innervosirsi facilmente e diventare aggressivi. Uno studio, pubblicato su The Lancet, ha analizzato quattro miliardi di tweet d’odio, evidenziando che quando le temperature superavano i 40°, i tweet di odio aumentavano del 22%, dimostrando così che il caldo può incidere sul comportamento umano. Un secondo studio, invece, condotto dall’Arizona State University, ha evidenziato che i conducenti senza aria condizionata erano più propensi a suonare il clacson, confermando come il caldo possa influenzare anche l’umore.
Strade più fresche per combattere il caldo
Strade, parcheggi e marciapiedi rappresentano fino al 40% delle superfici di una città media assorbendo molta energia solare, e rendendo l’asfalto rovente. Per ridurre il caldo e per promuovere soluzioni stradali che riflettano la luce solare, contribuendo quindi alla costruzione di città più resistenti al calore nasce il Cool Roadways dell’associazione americana Global Cool Cities Allience (GCCA).
Tra le diverse soluzioni spicca il progetto cool pavement sperimentato nella strade di Phoenix, una delle città più calde degli Stati Uniti. Qui è partito un piano d’azione contro il caldo che prevedeva l’uso di materiali riflettenti raggi solari, come colori più chiari, al fine di garantire una pavimentazione più fresca. Il risultato è che la temperatura media nelle aree con pavimentazione fredda si è abbassata di circa 4,8°.
Spazi verdi: una strategia per contrastare le ondate di calore
La creazione e la valorizzazione di aree verdi nelle città può rivelarsi un altro ottimo investimento per affrontare il caldo afoso. Uno studio del 2023, pubblicato su The Lancet, ha messo in evidenza come un semplice viale alberato possa ridurre del 30% le temperature locali.
Gli spazi verdi non solo contribuiscono a ridurre le temperature ambientali ma sono anche dei grandi polmoni verdi che favoriscono il benessere psicofisico delle persone. In un’epoca in cui il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova la qualità della vita delle persone, è attraverso infrastrutture verdi, insieme al cool pavement, che si può delineare un futuro in cui costruire città più sostenibili, resilienti e vivibili.