Diventare atleta professionista è il sogno di molti ragazzi e richiede focalizzare la propria vita sulla carriera sportiva. Spesso per ottenere alte prestazioni già a 13 anni  le giovani promesse viaggiano o si trasferiscono in altre città per entrare in club professionistici a scapito degli studi. Per evitare che praticare sport porti all’abbandono scolastico, ci sono molti progetti in Italia a sostegno degli atleti-studenti. Due su tutti, quello del Miur e il progetto giovanile del  Circolo Canottieri Tevere Remo Nuoto di Roma.

Progetto Atleti-Studenti Alto Livello del Miur

C’è euforia in Italia per l’oro conquistato dopo 21 anni ai Mondiali di Fukuoka 2023 di nuoto il 19 luglio dalla squadra di staffetta di fondo capitanata da Gregorio Paltrinieri. È suo il libro “Il peso dell’acqua” dove il campione olimpico medaglia d’oro ai Giochi di Rio 2016 , si racconta. Una storia fatta di sfide, infortuni, resilienza, sofferenza, dove persino il fallimento è positivo, perché  diventa occasione per migliorarsi. Molti i giovani sportivi ispirati da questa storia, ma tra loro pochissimi riescono a trasformare la passione per lo sport in un lavoro. Ancora meno sono coloro che possono definirsi sportivi professionisti.

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C’è poi chi ricade nel 30% di ragazzi tra i 13 e i 16 anni che abbandona la scuola pur di praticare sport. E c’è chi rientra nel 20% di ragazzi tra gli 11 e 20 anni che abbandona lo sport pur di frequentare la scuola. In entrambi i casi, l’out out tra sport o scuola, tra passione o fistruzione, impatta sulla formazione della personalità e sull’equilibrio psico fisico degli adolescenti.

Corre in aiuto il progetto studenti atleti di alto livello del Miur (Ministro dell’Istruzione e del Merito). Il programma sperimentale è destinato a atleti-studenti che praticano sport a livello agonistico degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado statali e paritari del territorio nazionale. L’obiettivo dell’iniziativa è superare le criticità che nascono durante il percorso scolastico degli studenti-atleti, creando le condizioni per regolarizzare la frequenza delle lezioni. In queste scuole è proposto un programma adeguato alle esigenze degli studenti-atleti, in modo che i ragazzi non rinuncino né allo sport né alla formazione scolastica e professionale.

Il progetto giovanile dell’RCC Tevere Remo nuoto

Meno di tre anni fa è nata a Roma la squadra di nuoto del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, che con i suoi 150 anni è il più antico circolo sportivo della capitale. Più che una nuova realtà natatoria che conta già la presenza di piccoli campioni, la RCC Tevere Remo Nuoto è un progetto giovanile sociale e formativo dal punto di vista umano, scolastico e sportivo.

L’idea nasce dai campioni olimpici Daniele Masala, presidente del circolo e Alessandro Terrin direttore tecnico. In sinergia con loro c’è Daniele Di Nizio, l’allenatore della squadra formata da atlete e atleti dai 13 anni in su, provenienti da tutta Italia. E’ lui che normalizza i fallimenti nella sua squadra, perché “ognuno deve guardare il proprio percorso”, quindi non si perde ma si fa esperienza.

Il nostro progetto giovanile è un progetto sociale e sportivo votato non solo al risultato- spiega Daniele Di Nizio – da adulti sappiamo che per i ragazzi è importante vivere la loro vita, avere le loro esperienze o avere voglia di non fare nulla, perché sta nell’età. Da parte nostra garantiamo tutto l’apporto possibile perché la loro crescita sia umana e professionale. Noi diamo il 100% ma vogliamo il 100%, perché la crescita sia trasversale. Perché grazie alla loro crescita c’è anche la nostra crescita professionale e come squadra. Il progetto infatti prevede ci siano i risultati scolastici per poter continuare a far parte della squadra. Questo potrebbe portare ritardi sui risultati per noi, ma per noi questo non è importante. È importante che loro abbiano una armatura per la vita. Noi speriamo che tutti diventino dei campioni, ma siccome la percentuale è bassissima, teniamo a dare una alternativa.”

Allenare prima la persona, poi l’atleta

Non tutti dunque diventeranno campioni. A tutti però si assicura la possibilità di frequentare la scuola e studiare. Solo così l’atleta-studente potrà realizzarsi al di là dei risultati agonistici. Non ci sono scorciatoie ma solo tanto lavoro, umiltà e capacità di ascolto, sottolineano Alessandro Terrin e Daniele Di Nizio all’unisono. Loro due sono i punti di riferimento di questi atleti studenti e delle famiglie. Tra loro alcuni fuori sede, come Caterina Caporaletti di 13 anni di Chiaravalle, oro per l’Italia nella Coppa Comen 2023 e Andrea Candela, 17 anni di Trapani, giovane promessa. Entrambi promossi a scuola con la media del 9. Il padre di Candela, Rosario, racconta:

 Al primo incontro Masala disse “Speriamo di essere ospitali”. E lo sono sempre. Beninteso che qui alla Tevere Remo, l’ospitalità è gentilezza umana, psicologica e sportiva.

Allenare prima la persona, poi l’atleta” è un dogma per l’ RCC Tevere Remo Nuoto, un metodo educatico che rassicura i genitori sul futuro dei figli. Un progetto giovanile supportato dunque dalle famiglie perché non lascia indietro nessuno.

 

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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