Un nuovo software per rilevare i primi segni del declino cognitivo potrebbe aiutare a prevenire demenza e Alzheimer. L’intelligenza artificiale (IA o AI artificial intelligence) si sta rivelando, assieme ad altri strumenti, una valida alleata per ridurre il rischio di sviluppare tali patologie, definite dall’OMS “una priorità di sanità pubblica”. Nel mondo, infatti più di 50 milioni di persone sono colpite da demenze, il 60-70% di queste, soffrono di Alzheimer, sempre secondo l’OMS, la forma di demenza senile degenerativa più diffusa.

L’importanza di prevenire demenza e Alzheimer

A causa dell’invecchiamento della popolazione si prevede che entro il 2050, circa 1 persona su 85 a livello mondiale sarà affetta da Alzheimer, coinvolgendo tra i 130 e i 150 milioni di individui secondo l’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer. In Italia, si stima che circa 1 milione di persone over 65 siano affette da demenza, oltre 630 mila da malattia di Alzheimer e oltre 928 mila da Declino Cognitivo Lieve (Rapporto Barometro Alzheimer – Biogen Deloitte). Attualmente in Europa non è disponibile alcuna terapia farmacologica che impedisca la progressione dei sintomi, ma l’evoluzione della ricerca scientifica è molto promettente e sembra vicina alla definizione di nuove terapie per trattare la malattia individuata in fase precoce.

Tra i ricercatori impegnati nello sviluppo di strategie per prevenire e curare demenza e Alzheimer ci sono Sina Habibi e Seyed-Mahdi Khaligh-Razavi, che tredici anni fa fondano la società di tecnologia medica Cognetivity Neurosciences a Vancouver per sviluppare e rendere sempre più diffusi test cognitivi di identificazione precoce della demenza.

Un test per la prevenzione basato sull’Intelligenza Artificiale

Una commissione costituita dai redattori del The Lancet, prestigiosa rivista scientifica inglese e da partner accademici, con l’obiettivo di fornire raccomandazioni in ambito di politica sanitaria, ha recentemente osservato che fino al 40% delle demenze potrebbe essere prevenuto o ritardato modificando i fattori di rischio dello stile di vita come fumo, obesità, sedentarietà, dieta, consumo di alcol, isolamento sociale ed esposizione all’inquinamento atmosferico.

In Cognetivity, Habibi e Razavi hanno sviluppato un’app basata su iPad che utilizza l’intelligenza artificiale per rilevare in tempi rapidissimi i primi segni di decadimento cognitivo lieve e altri disturbi. Il test computerizzato, chiamato Valutazione Cognitiva Integrata sarà venduto a fornitori per test su larga scala. Nel settembre 2020, Cognetivity ha firmato il suo primo accordo per l’implementazione della Valutazione Cognitiva Integrata attraverso il servizio sanitario nazionale del Regno Unito. A giugno 2022, invece, ha avviato una collaborazione con SEHA, la più grande rete sanitaria degli Emirati Arabi Uniti, per utilizzare il test in un programma pilota. La sperimentazione e ulteriori ricerche risulteranno necessarie al fine di convalidare gli algoritmi e decretare il livello di efficacia di tale strumento.

Come funziona il test di Cognetivity

Durante il test, vengono presentate ai partecipanti 100 immagini in scala di grigi in rapida successione, 50 animali e 50 non animali. Il compito è quello di classificarli mentre vengono visualizzati, ricevendo in cambio un punteggio legato a velocità e precisione. Il software rileva sottili alterazioni nella velocità di elaborazione delle informazioni e l’IA confronta i tempi di reazione dei partecipanti con quelli di altre persone nella loro fascia di età. Ciò genera una misura approssimativa che indica come funziona il cervello di una persona “sana” rispetto a quello di individui lievemente compromessi e gravemente compromessi.

AI-Mind, lo studio europeo per la prevenzione di demenza e Alzheimer tramite IA

Anche a livello europeo è molto alta l’attenzione rispetto all’aiuto che possono fornire gli strumenti di intelligenza artificiale per prevenire demenza e Alzheimer. A maggio 2022 si è tenuta presso il Policlinico Universitario Gemelli IRCCS-Università Cattolica e l’IRCCS San Raffaele l’Assemblea Generale del progetto internazionale AI-MIND: “Strumenti di intelligenza digitale per lo screening della connettività cerebrale e la stima del rischio di demenza nelle persone affette da disturbo cognitivo lieve”.

Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea con circa 14 milioni di Euro e l’Italia partecipa all’iniziativa con 4 unità operative. L’obiettivo di AI-MIND è l’applicazione dell’intelligenza artificiale a innovativi strumenti di indagine neurofisiologica, neuropsicologica e genetica, per fornire uno strumento diagnostico in grado di elaborare enormi quantità di dati, che il cervello umano non sarebbe in grado di rilevare. Sarà così possibile giungere in breve tempo a diagnosi affidabili, che consentano di prevenire demenza e Alzheimer con un approccio personalizzato, elemento fondamentale in ogni percorso di cura.

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Giulia Angelon

Giulia Angelon

Appassionata di creatività, potenziale umano, innovazione e natura. Laureata in Relazioni Internazionali e Local Development, ho conseguito uno Short Master in Gestione della Sostenibilità Aziendale. Ho lavorato nella Cooperazione Internazionale, per poi dar vita ad un'Associazione di Promozione Sociale che si occupa di innovazione socioculturale e ambiente. Sono affascinata dall'essere umano e da come questo possa esprimersi grazie a creatività e innovazione. Ho fondato una Società Benefit per lavorare concretamente in questo campo. Da vari anni sono impegnata in percorsi di scoperta e crescita personale. Scrivo per BuoneNotizie.it perché amo la forza creatrice che genera l'atto di comunicare quando nasce dal cuore.

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