Il segreto per mantenere la giovinezza risiede nella felicità. Lo conferma la scienza: c’è un legame sorprendente tra benessere psicofisico e salute cerebrale negli anziani. Con l’aspettativa di vita in netto aumento a livello globale, il Ministero della Salute sostiene sempre di più l’invecchiamento attivo come modello ideale.

Coltivare il benessere diviene quindi un alleato prezioso per migliorare la qualità della vita dopo i 60 anni. Quali sono gli elementi che caratterizzano questo stile di vita e quali attività sono consigliate per mantenere il cervello in salute?

Sfide della terza età: l’antidoto per l’invecchiamento

La popolazione mondiale sta vivendo una profonda trasformazione: l’OMS prevede un boom demografico degli over 60, che raggiungeranno i 2,1 miliardi nel 2050. Un cambiamento epocale che ridefinisce le priorità globali in termini di benessere psico-fisico. L’OMS evidenzia inoltre i fattori di rischio per la salute mentale degli anziani. Spiccano isolamento sociale e solitudine, abusi psicologici, fisici o finanziari, oltre che depressione e ansia.

La buona notizia è che la felicità è la migliore medicina per il cervello. Secondo il World Happiness Report 2024, chi è più contento ha meno probabilità di sviluppare l’Alzheimer. Uno studio recente lo conferma: un alto livello di benessere renderebbe più resilienti di fronte alle malattie neurodegenerative, migliorerebbe le capacità cognitive e stimolerebbe a investire di più in attività fisiche e impegno sociale.

Per prevenire il declino cognitivo e fisico, l’OMS raccomanda di unire una sana alimentazione a un’attività fisica regolare. Si aprono nuove frontiere per il l’invecchiamento attivo degli anziani: accanto alla ginnastica dolce, programmi innovativi come quelli promossi dalla Fondazione Patrizio Paoletti integrano movimento e stimolazione cognitiva.

Invecchiamento attivo: due donne over 60 si abbracciano sorridenti.

Due donne over 60 abbracciate (Unsplash – Logan Weaver).

Invecchiamento attivo: la centralità dell’impegno sociale

Per invecchiare bene, le città devono diventare ‘a misura di anziano’. Spazi più accessibili, aree verdi e attività comunitarie sono infatti fondamentali per la qualità della vita degli over 60. Studi dimostrano che vivere in un ambiente favorevole ha un impatto decisivo sulla salute mentale e fisica in età senile. Iniziative come volontariato o i ‘gruppi di cammino’, passeggiate organizzate all’aria aperta, sono un esempio di incontro fra benessere e socializzazione.

Le organizzazioni che propongono attività di gruppo per gli anziani sono in costante aumento. Partecipare a queste iniziative permette di investire nelle relazioni sociali, contrastando l’isolamento, la depressione e altri problemi di salute. L’impegno sociale stimola mente e corpo, migliorando l’autostima e favorendo il senso di appartenenza. L’invecchiamento attivo offre opportunità di crescita e realizzazione, rendendo la terza età ricca di significato e soddisfazione.

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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