Le allergie alimentari sono un fenomeno sempre più comune, con numeri in crescita in Italia e nel Mondo. Secondo gli ultimi dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il 6% degli adulti e addirittura l’8% dei bambini presenta una forma di allergia alimentare.
Parallelamente alle allergie alimentari, aumentano anche gli sforzi degli esperti per prevenirle e trattarle. Nuove tecniche e terapie in grado non solo di gestire i sintomi, ma anche di curare le allergie alimentari sono oggi in fase di studio. Ecco cosa sapere sulle cause delle allergie alimentari e sulle ultime novità scientifiche che potrebbero aiutare a gestirle.
Allergie o intolleranze?
Le allergie alimentari sono reazioni inappropriate del nostro sistema immunitario, che si attiva contro antigeni contenuti in alcuni cibi, come se fossero dannosi per l’organismo. E’ proprio l’attivazione del sistema immunitario responsabile della comparsa dei classici sintomi che associamo alla reazione allergica. I quadri possono variare da forme relativamente lieve con sintomi gastro-intestinali e manifestazioni cutanee, a quadri estremamente gravi e pericolosi per la vita.
Le allergie alimentari non vanno confuse con le intolleranze. In queste ultime, l’attivazione del sistema immunitario non avviene e gli eventuali sintomi sono legati ad un problema del sistema digestivo nei confronti dell’alimento. Il miglior modo per determinare se si abbia veramente un’allergia alimentare è sottoporsi a test medici quali analisi del sangue specifiche o test cutanei (PATCH-test).
Allergie alimentari in aumento: sistema immunitario meno allenato
Perchè alcune persone sono allergiche ed altre no? Quello che sappiamo è che alla base delle allergie alimentari ci sono fattori genetici e fattori ambientali. Ad esempio, è dimostrato che bambini con genitori allergici, hanno una maggiore probabilità di sviluppare una allergia. L’aumento dei casi di allergie alimentari, sembrerebbe legato ad un cambiamento dei fattori ambientali a cui siamo esposti. Si tratta della cosiddetta “ipotesi igienica”.
Secondo questa ipotesi la tendenza della nostra società a vivere in ambienti sempre più puliti ha diminuito nel tempo i contatti precoci con microbi dannosi per l’organismo. Questo fenomeno, che ha sicuramente dei risvolti positivi per la salute, ha fatto però si che il nostro sistema immunitario fosse meno allenato a riconoscere gli antigeni cattivi, reagendo in modo eccessivo anche a sostanze comuni e innocue. Questa ipotesi trova conferma nel fatto che le allergie sono in aumento in particolare nei Paesi del Mondo ad alto tenore di vita, in cui le condizioni igieniche sono generalmente migliori.
Nuove frontiere: cura e prevenzione delle allergie alimentari
Tra i metodi più all’avanguardia per trattare e prevenire le allergie alimentari ci sono le immunoterapie orali. Queste consistono nell’esporre fin da bambini a piccole quantità di allergeni. Se si sa già di avere un’allergia alimentare, questa esposizione deve avvenire in un ambiente protetto, così da poter gestire prontamente eventuali sintomi. L’immunoterapia orale si è rivelata utile sia per indurre tolleranza nei soggetti allergici, sia per prevenire l’insorgenza di nuove allergie.
Per chi soffre di allergie alimentari gravi, ingerire anche una piccola quantità del cibo incriminato può essere molto pericoloso. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che l’Omalizumab, un anticorpo monoclonale che bersaglia le immunoglobuline E responsabili delle reazioni allergiche, aumenta la tolleranza verso altri alimenti allergenici. Questo farmaco riduce il rischio di reazioni anafilattiche e morte da esposizione accidentale a tracce di allergeni. Sulla base di questi risultati, la FDA ha approvato l’Omalizumab per il trattamento delle allergie alimentari. In Italia è già utilizzato per l’asma grave e l’orticaria cronica, ma non è ancora approvato per le allergie alimentari.