Il governo Meloni mira a estendere i diritti del congedo parentale, adottando un nuovo provvedimento denominato dalla premier “salvadanaio del tempo”e utilizzabile in caso di difficoltà fino al sesto anno di vita del figlio: i genitori potranno così evitare di incorrere in situazioni economiche critiche. Il provvedimento è stato introdotto nella Legge di bilancio 2023 che dovrà essere approvata nelle prossime settimane dal Parlamento. L’obiettivo del nuovo Esecutivo è quello di aggiungere un mese di congedo facoltativo retribuito all’80% utilizzabile fino al sesto anno di vita.

Novità dal governo Meloni sul congedo parentale: retribuzione all'80% per un mese in più

Una madre durante il periodo di congedo

Che cos’è il congedo parentale

La prima normativa in materia è stata la legge 1204 del 1971 che prevedeva disposizioni solo per il congedo di maternità femminile. La legge stabiliva il divieto di licenziamento delle lavoratrici dall’inizio del periodo di gestazione fino al termine del periodo di esclusione dal lavoro, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino.

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro per entrambi i genitori al fine di prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita.

Prevede il diritto ad un periodo di 10 mesi di astensione dal lavoro rivolto sia alla madre sia al padre lavoratori, di cui usufruire nei primi 12 anni di vita del bambino.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo stesso si annulla dalla data di interruzione del lavoro.

Le ultime novità del Governo

Nella manovra di Bilancio per il 2023, all’indomani dell’approvazione avvenuta lo scorso 21 novembre, il premier Giorgia Meloni in conferenza stampa ha affermato che “c’è una misura molto importante sul congedo parentale, ora retribuito al 30%. Io ho sempre pensato che molte madri non se lo potevano permettere. Abbiamo aggiunto un mese di congedo facoltativo retribuito all’80% utilizzabile fino al sesto anno”. 

Le novità più recenti in materia sono quelle introdotte dal decreto legislativo 30 giugno 2022, entrato in vigore il 13 agosto 2022 e prevedono che fino al dodicesimo anno di vita del figlio, a ciascun genitore spetta, per un periodo di 3 mesi, un’indennità pari al 30% della retribuzione. Aumenta quindi da 6 a 12 anni il limite di età del bambino entro cui il congedo è indennizzato, senza alcun limite di reddito da verificare in capo al richiedente.

In più, aumentano da 6 a 9 i mesi di congedo parentale coperti dall’indennità pari al 30% della retribuzione, indipendentemente dai limiti massimi di congedo fruibili dai genitori.

Mentre nel caso vi sia un genitore unico, viene stabilito che allo stesso spetta l’indennità del 30% per un periodo massimo di 9 mesi.  Invece alla madre e al padre, fino al dodicesimo anno  di vita del bambino, spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore.

Congedo parentale per i lavoratori autonomi

Dal 13 agosto 2022, per la prima volta, anche i papà con un lavoro autonomo come gli artigiani, commercianti o agricoltori possono astenersi dal lavoro per tre mesi dopo la nascita del figlio o l’ingresso del minore in famiglia, con diritto a un’indennità pari al 30% della retribuzione convenzionale. Durante lo stesso periodo di tre mesi interi è sospeso anche l’obbligo contributivo. A spiegarlo è la circolare 122/2022 con cui l’Inps illustra le novità della riforma del decreto legislativo 105/2022 contenente disposizioni per migliorare ai genitori la conciliazione tra vita lavorativa e vita privata.

La riforma che, con una modifica del Testo unico sulla maternità del 2001, riconosce il congedo parentale agli autonomi, è una novità per i papà, ma non per le mamme lavoratrici autonome, in quanto già esistente. Il congedo è disposto a partire dall’entrata in vigore della riforma, cioè dallo scorso 13 agosto. Dunque, la nuova normativa, implica il diritto a 3 mesi di congedo parentale per ciascun genitore, da beneficiarne entro l’anno di vita o dall’ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento del minore.

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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