Tra i fattori indicativi del progresso di una nazione, la diffusione della rete internet ha oggi un ruolo primario. Se si parla di digitalizzazione in Italia – specie sul piano economico e su quello dei servizi al pubblico –, il livello del Paese deve ancora migliorare, come attestano i report annuali della Commissione europea. Tuttavia – secondo alcuni dati forniti dall’Istat –, il numero di famiglie che fruiscono della rete è cresciuto in modo notevole negli ultimi tre anni, portando l’Italia a colmare il divario del passato rispetto ad alcuni Stati dell’Unione Europea (in primis quelli nordici, ma anche la Spagna e la Germania). Al momento, il Belpaese è una delle nazioni che si stanno digitalizzando a un ritmo più sostenuto.

Gli italiani sono un popolo sempre più connesso

L’indagine sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), compiuta dall’Istat, mostra delle percentuali dettagliate ed eloquenti. A livello generale, nel 2022 il tasso di diffusione di internet tra le famiglie italiane è stato del 91,4%. Tenendo conto del fatto che la media europea è del 92,5%, si nota che tale valore è pienamente in linea.

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Del resto, già per quanto riguarda il confronto con gli altri Paesi dell’Unione, ci sono stati buoni segnali. Nel 2022, l’indice Desi della Commissione Europea ha visto l’Italia avanzare di due posizioni: dal ventesimo al diciottesimo posto. Per di più, nell’anno precedente, il nostro Paese era salito dal venticinquesimo al ventesimo posto – registrando una crescita importante per due anni di fila.

Interessanti anche i rilevamenti all’interno della stessa Penisola, con particolare attenzione al confronto fra Nord e Sud. Difatti, se la digitalizzazione in Italia continua a essere più forte nelle regioni settentrionali – con in testa il Trentino-Alto Adige e la Lombardia –, l’Istat sottolinea che negli ultimi tre anni i divari territoriali si sono attenuati. Ad esempio, nel 2020 il gap tra Nord e Sud era di 7,5 punti percentuali, mentre nell’anno successivo è sceso a 5,5, e nel 2022 a 4,9.

La digitalizzazione in Italia tra gli over 60

L’indagine di cui sopra ha effettuato rilevamenti anche sull’uso di internet secondo fasce di età. In tale ambito, è il caso di soffermarsi sui dati che riguardano la parte più anziana della popolazione – che ha affrontato l’avvento delle nuove tecnologie manifestando curiosità, ma spesso anche diffidenza. È bene infatti ricordare che in Italia, dieci anni fa, la percentuale degli over 65 che navigavano nel web era del 2,3%, contro il 4,9% degli Stati Uniti.

Perciò, in un quadro in cui l’uso della rete ha raggiunto, per gran parte degli italiani, “livelli prossimi alla saturazione” (come affermano i ricercatori), è senz’altro incoraggiante che continuino a verificarsi incrementi sensibili in tutte le classi di età. In particolare, la crescita maggiore è emersa proprio nella fetta di popolazione dei 60-64 anni, con un aumento di 6,6 punti percentuali.

Uno degli aspetti “positivi” del lockdown, a quanto sembra, è stato quello di aver creato, per molte persone anziane, le condizioni per approcciarsi alle nuove tecnologie – anche solo per effettuare delle videochiamate e mantenere un contatto con i propri cari e conoscenti. Tali mezzi hanno aiutato, in special modo, i soggetti assistiti a domicilio o in Rsa, per i quali la connessione alla rete ha davvero rappresentato una finestra sul mondo. Anche questo sta contribuendo a un allineamento dell’Italia rispetto agli standard dell’Unione Europea.

Come ebbe modo di ricordare – in occasione della Giornata Internazionale degli Anziani – il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “Investire sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie significa promuovere la piena inclusione dei cittadini di tutte le età nella vita relazionale e culturale del Paese”.

Digitalizzazione in Italia over 60

La digitalizzazione in Italia ha registrato una crescita tra i cittadini over 60

I diversi volti della digitalizzazione in Italia

Per quanto concerne i modi in cui gli italiani sfruttano la rete, nel 2022 ha trionfato l’uso delle chat. L’esperto di social media Vincenzo Cosenza ha pubblicato uno studio al riguardo, rilevando che ben 33 milioni di italiani s’affidano a WhatsApp per scrivere e comunicare. Seguono, a livello di preferenze, Messenger e Telegram.

Sempre l’Istat, invece, ha approfondito i dati relativi agli altri canali usati dagli internauti – come YouTube, che si attesta al 55,3%. Apprezzati anche l’ascolto di musica online (45,6%) e l’impiego dei social network (45,1%). La percentuale di chi attinge informazioni dal web – fruendo dei giornali in formato digitale – si attesta al 44,9%.

Dunque, la digitalizzazione in Italia ha accelerato il passo da diversi punti di vista. Dedicando più spazio al suo utilizzo in settori rilevanti come la scuola e la sanità – ma anche, non ultimo, quello dei beni culturali –, il Paese può migliorare ancor più la sua posizione. E magari diventare esso stesso un esempio per altri membri dell’Unione Europea.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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