L’ultimo rapporto dell’associazione Antigone mostra gli sviluppi delle condizioni delle carceri in Italia. Infatti, la qualità del sistema penitenziario è un indice molto importante da monitorare per valutare l’efficacia della giustizia in un paese. Gli ultimi dati permettono di analizzare la situazione delle categorie più fragili, la questione del sovraffollamento e del reinserimento sociale.

Inoltre, il rapporto evidenzia anche la recente questione del 41-bis e le condizioni e i diritti dei detenuti. Di seguito un’analisi delle prospettive di miglioramento con focus sugli sviluppi europei, sulla recente riforma della giustizia e sulle missioni del PNRR sul tema.

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La situazione delle carceri in Italia

L’osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone ha pubblicato di recente il suo XVIII rapporto. La prima parte si focalizza sull’analisi di parametri fondamentali come il sovraffollamento e le condizioni dei detenuti. I dati dimostrano che il tasso di affollamento ufficiale medio era del 107,4% nel 2021. Ancora troppo alto secondo gli standard europei. L’associazione osserva che un trattamento migliore dei detenuti eviterebbe il numero di carcerazioni multiple, il quale caratterizza una percentuale alta dei detenuti stessi.

Per quanto riguarda le categorie anagrafiche, i detenuti tra i 50 e i 59 anni sono la categoria principale. Inoltre, aumenta la percentuale di condanne definitive e si registrano ancora carceri in Italia senza adeguati spazi per i detenuti. Nonostante ciò, il ricorso alla custodia cautelare è in costante riduzione nel tempo.

Tra i dati emergono anche notizie positive molto rilevanti. La serie storica delle presenze nelle carceri in Italia dimostra che dal 2008 al 2020 il numero totale di ingressi in carcere è calato del 61%. Anche il numero di bambini detenuti con le madri negli Istituti a custodia attenuata per detenute madri (ICAM) è in calo dal 2005.

Infine, anche per minori si registra un calo negli ingressi in carcere a dimostrazione di come il sistema sia volto a cercare per i giovanissimi l’applicazione di misure meno contenitive.

 

Numero degli ingressi in carcere. Fonte: Antigone

Numero degli ingressi in carcere. Fonte: Antigone

L’Italia a confronto con la situazione europea

Numerosi fonti normative europee evidenziano l’importanza della tutela dei detenuti per l’Unione europea. Famosa è la sentenza Torreggiani della Corte EDU che sottolinea la rilevanza della questione del sovraffollamento delle carceri. Secondo l’ufficio statistiche dell’Unione europea “Nel 2021 c’erano 475.038 detenuti nell’UE, equivalenti a 106 detenuti ogni 100.000 persone. Il tasso di prigionieri è aumentato dopo un calo nel 2020 (104 prigionieri ogni 100.000 persone), ma è rimasto il secondo dato più basso dall’inizio del secolo“.

Inoltre, 8 paesi dell’UE hanno registrato celle di prigione sovraffollate, mentre 17 paesi avevano capacità extra. Tassi di sovraffollamento sono stati monitorati a Cipro (146), Romania (116), Francia (114), Grecia e Italia (entrambe 108), Svezia (102), Croazia e Danimarca (entrambe 101). Mentre i tassi di occupazione delle carceri più bassi sono stati osservati a Malta (65), Estonia e Lettonia (entrambi 66). Infine, l’Italia ricopre una buona posizione se consideriamo la percentuale di detenuti senza una condanna definitiva.

Ripensare la giustizia: la ricerca di un sistema più sostenibile

Il disegno di legge elaborato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, prevede diverse misure per contrastare il fenomeno del sovraffollamento. Tra le proposte per limitare il fenomeno c’è la riforma per evitare l’abuso della custodia cautelare e l’abolizione del reato di abuso di ufficio. Inoltre, la recente riforma Cartabia ha esteso il regime della procedibilità a querela, in linea con il fine di efficienza del processo penale.

Per quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono stati destinati circa 132 milioni di euro per la costruzione di 8 nuovi padiglioni “modello” destinati ai detenuti adulti. L’iniziativa ha lo scopo di combattere il sovraffollamento e potenziare le aree per la riabilitazione. Inoltre, parte dei fondi è riservata alla messa in sicurezza di quattro carceri in Italia per i minorenni. La finalità è quella di garantire l’efficienza energetica, ampliare gli spazi destinati alle attività educative e di formazione professionale.

Infine, l’associazione Antigone evidenzia la necessità di investire nella normativa sulle torture nei confronti dei detenuti e sul personale dei penitenziari. Infatti, nonostante l’inserimento del reato di tortura, la normativa a riguardo è ancora perfettibile alla luce dei recenti eventi. Per quanto riguarda il personale, la proposta dell’associazione è quella di integrare il numero degli educatori, dei psicologi e delle figure dirigenziali.

L’analisi delle condizioni delle carceri in Italia, eseguita attraverso il rapporto dell’associazione Antigone, rivela un quadro complesso e variegato. Se da un lato si evidenziano miglioramenti significativi, come il notevole calo del numero dei detenuti dal 2008 al 2020 e il progressivo ridimensionamento della custodia cautelare, dall’altro emergono ancora sfide e criticità da affrontare. Le proposte di riforma della giustizia e gli investimenti previsti dal PNRR rappresentano un passo importante verso un sistema penitenziario più sostenibile e incentrato sulla riabilitazione dei detenuti.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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