Novità per gli influencer e per i content creator. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha approvato una consultazione pubblica sulle misure per garantire il rispetto, da parte degli influencer, delle norme previste dal Testo unico sui servizi di media audiovisivi. La legge dovrà essere uguale per tutti coloro che realizzano e diffondono contenuti attraverso i social media e le piattaforme per la condivisione di video. 

L’Agcom ha pubblicato sul proprio sito web la delibera, avviando così la consultazione che durerà 60 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione della stessa. Una necessità questa, affinché i content creator, che svolgono l’attività in maniera continuativa, rispettino la normativa sull’audiovisivo e sull’on demand. Infatti la legge prevede tra i diversi obblighi, l’iscrizione al Registro operatori della comunicazione (Roc) e la segnalazione certificata di inizio attività (Scia). 

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Influencer e social media: cosa prevede la nuova normativa

Il 17 luglio scorso, l’Agcom ha approvato all’unanimità una consultazione pubblica sui provvedimenti per garantire il rispetto, da parte dei content creator , delle disposizioni del Testo unico, proprio perché questi lavoratori, non solo influencer, ma anche streamer (chi trasmette contenuti in diretta) e vlogger (chi usa il video e non il blog come i blogger per diffondere i propri contenuti),“svolgono un’attività analoga o comunque assimilabile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi” e quindi sono chiamati al rispetto delle stesse regole. 

Il primo step della consultazione sarà stabilire i parametri come i guadagni, i contatti, le quantità di contenuti messi a disposizione degli utenti, che identifichino i content creator in grado di raggiungere il grande pubblico, e quindi analoghi alle tv o ai servizi on demand, che dovranno rispettare le regole del Testo unico. 

Tra gli obblighi previsti dalla legge, per esempio, l’iscrizione al Roc (Registro operatori della comunicazione), la disciplina in materie di opere europee e indipendenti, la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività).   

Influencer e content creator: quanti sono in Italia

Secondo i dati forniti da Il Sole 24 ore, circa 350mila persone in Italia possono essere considerate influencer e content creator professionisti, in una classifica che comprende sia i nano, i micro, i macro e i mega influencer a seconda del numero di follower e del seguito che hanno sul web. Attorno a questi girano altri 150mila posti di lavoro, dai social media manager, alle agenzie di talent fino ai centri media, per arrivare agli staff marketing dei marchi che contattano queste persone per sponsorizzare i loro prodotti. Un settore definito “l’industria degli influencer” da DeRev, l’azienda italiana che si occupa di strategia, identità digitali e comunicazione sui social media, ha calcolato che in Italia nel 2022 il giro di affari sui social è stato di 308 milioni di euro mentre quest’anno è prevista una crescita del 13%, pari a 348 milioni. 

Tra le piattaforme più utilizzate troviamo YouTube, dove i compensi per i content creator sono aumentati del 60%, seguito da Instagram con un aumento del 33% e TikTok dove l’aumento è stato del 22%. La meno utilizzata è Facebook, i cui guadagni sono scesi del 35%. Il listino elaborato da DeRev, “fotografa un’economia in piena regola capace di rispondere agli stimoli esterni” , afferma Roberto Esposito, amministratore delegato di DeRev. Il dato di Facebook conferma quanto sia matura l’industria degli influencer: i compensi calano perché sono in flessione le performance stesse della piattaforma. Così gli influencer optano per quelle più seguite dagli utenti e più attraenti per i marchi commerciali.

Influencer: l'Agcom stabilisce nuove regole per chi lavora sui social

Persona che mostra i principali social network

Influencer: i pro e i contro di una professione in crescita

Non è ancora possibile sapere se l’Italia seguirà l’esempio della Francia in materia legislativa. Lo scorso giugno, lo Stato francese ha creato un albo professionale e un codice deontologico, ma non solo. Ha inoltre stabilito dei divieti, come la promozione della chirurgia estetica, dei prodotti contenenti nicotina o dei giochi d’azzardo.

Lo scopo è quello di tutelare i minori rispetto alla diffusione di pubblicità che comunica messaggi che possono risultare fuorvianti e insidiosi per un giovane utente. L’attività di content creator è in continua espansione e a causa degli importanti guadagni che ne derivano è un lavoro che attrae sempre di più i giovanissimi. La concorrenza si fa più agguerrita: per questo il settore richiede sempre più competenze specifiche, oltre alla professionalità con cui devono essere presentati i contenuti.

Infatti le tematiche proposte da molti content creator negli ultimi anni, vanno di pari passo con quelli che sono gli interessi da parte dell’opinione pubblica. Quindi non vengono più trattati solo temi legati ai viaggi, al food, alla moda o al benessere. A questi si aggiungono contenuti che riguardano le tematiche ambientali, legate alla sostenibilità e anche argomenti di carattere sociale come l’inclusività o la body positivity. Argomenti importanti, che attraverso i canali di esperti influencer, possono arrivare con un linguaggio semplice e diretto a un pubblico ampio e variegato.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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