Il 30 giugno si celebra il World Social Media Day, e non è solo una scusa per postare selfie. In un mondo dove i trend TikTok dettano legge su meme e linguaggi, questa giornata invita a riflettere su come i social stiano cambiando la comunicazione digitale.

Quali social dominano la scena e come li sta plasmando la Gen Z? Nati con lo smartphone in mano, questi ragazzi usano le piattaforme in modo unico, usando i social anche per l’attivismo e cercando connessioni autentiche.

World Social Media Day: l’evoluzione di un mondo connesso

Nato nel 2010 su iniziativa di Mashable, il World Social Media Day è un’occasione per interrogarsi su quanto le piattaforme social abbiano rivoluzionato il mondo del lavoro e della comunicazione digitale. Dalle rivoluzioni politiche alle mode virali l’uso dei social media riflette una società in costante evoluzione.

Il gesto più diffuso è quello di postare sui propri profili selfie, storie, video e dirette che raccontano quanto i social influenzino la vita di tutti i giorni. L’hashtag ufficiale #SMDay invade le piattaforme, trasformando la giornata in una vera e propria festa virtuale.

Molti utenti approfittano dell’occasione per ripescare i loro post più amati, condividere ricordi digitali e celebrare le relazioni nate online. Siti e blog specializzati pubblicano classifiche dei momenti social più virali dell’anno, raccolgono meme iconici e propongono sfide o contest a tema.

Alcune realtà, come la KnowledgeFlow Cybersafety Foundation, sfruttano il Social Media Day per promuovere la sicurezza digitale, offrendo consigli su privacy, gestione delle password e prevenzione delle truffe online. L’obiettivo è di rendere la giornata un momento di riflessione su come usare i social in modo sicuro e consapevole.

World social media day: mano scrolla sui social

Postare foto online (Foto di RDNE Stock project da PEXELS).

Comunicazione digitale in USA: tra tendenze e potere d’acquisto

Negli Stati Uniti, il rapporto tra giovani e social media è una storia che si scrive ogni giorno. A fotografare questa realtà ci pensa la banca d’investimento Piper Sandler, che da oltre vent’anni conduce uno dei più ampi e autorevoli sondaggi sulle abitudini dei teenager americani. Nell’edizione di primavera 2025, sono stati intervistati 6.455 ragazzi di età media 16,2 anni.

Il dato che salta subito all’occhio? Instagram è ancora il re dei social tra gli adolescenti, con l’87% di utilizzo mensile. Al 79% troviamo TikTok, che segue a ruota con i suoi trend. Snapchat, un tempo inscalfibile, resta al terzo posto ma vede scendere leggermente la sua popolarità. La comunicazione digitale passa sempre più attraverso video brevi, meme e contenuti effimeri.

L’88% dei teenager americani possiede un iPhone, e uno su quattro è già pronto a passare al nuovo modello in arrivo. I social sono il luogo dove si costruisce l’identità, ma si fa anche shopping (Amazon è il sito preferito) e si discutono temi sociali, dalla salute mentale al cambiamento climatico.

La spesa annuale media di un teenager americano è salita a 2.388 dollari, segno che il potere d’acquisto passa anche dai social. E se la moda resta un must, è la capacità di “fare community” che distingue davvero questa generazione. Dalla scelta di un ristorante al tipo di bevanda preferita, ogni dettaglio quotidiano viene discusso e spesso deciso online.

Gen Z italiana: i giovani alla ricerca di autenticità

Se i social americani dettano legge a livello globale, i giovani italiani stanno riscrivendo le regole del gioco, mescolando influenze internazionali e peculiarità tutte nostrane. La generazione Z e i primi Alpha sono sempre più attenti all’autenticità. Via libera a contenuti spontanei, meno filtri e più storie vere, anche a costo di mostrare fragilità e imperfezioni.

Instagram resta la piattaforma più amata, ma il suo utilizzo cambia. Cresce la voglia di raccontarsi attraverso i “close friends”, cerchie ristrette dove condividere pensieri lontano dagli occhi indiscreti. TikTok continua a macinare numeri, ma il trend del 2025 è la ricerca di nicchie dove ci si riconosce per passioni e senso di appartenenza.

Dal booktok per gli amanti della lettura ai canali dedicati alla sostenibilità, i giovani usano i social come spazi di aggregazione, formazione e attivismo. Un altro trend che sta cambiando il panorama è l’uso dell’intelligenza artificiale: dai filtri generativi alle chatbot per studiare, l’IA entra nella quotidianità dei ragazzi.

E se il digital detox resta un tema caldo per il benessere mentale, la vera novità è il rapporto con i creator: meno idolatria, più collaborazione. La Gen Z preferisce micro-influencer autentici, capaci di dialogare con la community, rispetto alle star irraggiungibili. I social non sono più solo vetrine, ma spazi di confronto e laboratori di idee per rinnovare il mondo della comunicazione digitale.

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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