L’EPD, acronimo di Environmental Product Declaration, è un documento che descrive in modo oggettivo, trasparente e comparabile l’impatto ambientale dei prodotti, che vengono così valorizzati. Si tratta di un valido alleato nella lotta al fenomeno del greenwashing, poiché organismi indipendenti validano le informazioni comunicate. Dal punto di vista del consumatore, inoltre, la certificazione rappresenta soprattutto una guida nelle scelte di acquisto.

La dichiarazione EPD che cos’è?

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto si sviluppa dalle Norme della serie ISO 14020: in particolare si basa sulla UNI EN ISO 14025:2010 (Etichette e dichiarazioni ambientali – Dichiarazioni ambientali di Tipo III) e sulla EN 15804, e costituisce uno strumento per comunicare informazioni oggettive e confrontabili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi. Le Norme ISO serie 14020 prevedono tre diversi tipi di etichettature ambientali.

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La Tipo I (ISO 14024) è una ecolabel volontaria basata su un sistema che considera l’intero ciclo di vita di un prodotto, deve essere certificata esternamente da un’autorità competente, che può essere pubblica o privata. La TIPO II (ISO 14021) è un’autodichiarazione ambientale le cui informazioni vengono fornite dal produttore, dall’importatore o dal distributore del prodotto senza l’intervento di un organismo di certificazione indipendente. In ogni caso, ci sono restrizioni su cosa e come diffondere.  Infine la TIPO III (ISO 1402) è la dichiarazione ambientale di prodotto, o EPD, che contiene informazioni oggettive e quantificabili sull’impatto ambientale associato al ciclo di vita del prodotto. Le attività di verifica e convalida vengono svolte da organismi terzi accreditati.

La valutazione dell’impatto ambientale e delle risorse consumate (materiali, acqua o energia) è possibile grazie all’analisi del Ciclo di Vita o LCA (Life Cycle Assessment), che definisce gli impatti sull’ambiente registrati nel corso delle varie fasi di produzione. Le fasi minime considerate vanno dall’estrazione delle materie prime, al loro trasporto, alla produzione, fino allo smaltimento del prodotto.

Come si ottiene una EPD?

Per ottenere la certificazione di una Dichiarazione Ambientale di Prodotto, occorre prima di tutto verificare la disponibilità delle “Regole Specifiche di Prodotto” o PCR (Product Category Rules), ossia quelle regole di riferimento per condurre l’analisi del ciclo di vita per la categoria di merce per il quale si intende predisporre l’EPD.

Se queste sono già disponibili, l’azienda deve innanzitutto effettuare uno studio LCA del prodotto (conforme alle norme di riferimento della serie ISO 14040), tenuto anche conto delle PCR applicabili. In seguito dovrà redigere la Dichiarazione Ambientale di Prodotto e un rapporto descrittivo dello studio LCA effettuato per poi sottoporre a convalida di una “terza parte indipendente” (ente di certificazione) lo studio LCA e la DAP.

Se la DAP e lo studio LCA risulteranno adeguati, l’ente provvederà alla convalida della Dichiarazione Ambientale di Prodotto a cui seguirà la richiesta  di registrazione Dichiarazione nel Registro EDP, acquisendo il diritto di utilizzo del relativo logo.

Un valido alleato contro il greenwashing

La dichiarazione ambientale di prodotto è un efficace alleato nella lotta al greenwashing perché le agenzie indipendenti verificano le informazioni comunicate, inoltre, dal punto di vista del consumatore, la certificazione rappresenta prima di tutto una guida alle scelte di acquisto.

Lo evidenzia una survey sviluppata per Eridania, azienda italiana produttrice di zucchero, nel 2021 da Ergo, società Spin off della Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa. Ergo, che svolge attività di consulenza focalizzata sulla gestione ambientale e sul management della sostenibilità di imprese e prodotti, sostiene che gli italiani sono ben attenti alle caratteristiche di sostenibilità dello zucchero che acquistano e sono maggiormente portati a scegliere un prodotto che riduce il suo impatto ambientale (emissioni di Co2, consumo di acqua, consumo di risorse).

La Dichiarazione ambientale di prodotto è quindi uno strumento immediato per sapere se un’azienda si sta realmente impegnando in ambito sostenibilità e rappresenta una garanzia della responsabilità assunta dalle imprese rispetto al futuro del Pianeta. Scegliere di ottenere l’EPD e sottoporsi per questo a un’analisi approfondita dei propri processi produttivi risulta dunque premiante per le aziende.

 

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Giovanni Binda

Giovanni Binda, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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