Se l’arte ha spesso anticipato i tempi, stavolta si focalizza sul presente per un futuro migliore. Il cambiamento climatico sta incidendo in maniera evidente e sempre più incisiva sul nostro pianeta. Ogni avanguardia artistica ha da sempre anticipato gusti e tendenze che poi avrebbero modificato le opinioni e il comportamento degli intellettuali. Oggi, gli artisti di tutto il mondo si fanno ambasciatori di un’arte sostenibile che si prende cura del pianeta che abitiamo.

Venezia capitale delle sostenibilità

La 59° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia prende il nome di “Il Latte dei Sogni”, dall’omonimo libro della scrittrice britannica Leonora Carrington. Inaugurata lo scorso 23 aprile resterà aperta fino al 27 novembre. Sarà la prima Biennale diretta da un’italiana, Cecilia Alemani; la prima a contare più artiste (ben 213) che artisti. “La potenza dell’arte non è necessariamente di cambiare il mondo, ma di darci gli strumenti per essere noi a cambiare il mondo” sostiene la curatrice Alemani.

Questa edizione della mostra non si ferma però alla sola arte sostenibile. Infatti, grazie a vari protocolli e un’attenta raccolta di dati pluriennali, questa Biennale ha raggiunto la neutralità carbonica, ovvero una compensazione totale delle emissioni di CO2. L’opera d’arte di cui si è più discusso è stata “Beyond Walls” (due braccia e un grande prato verde) dell’artista francese Guillaume Legros, in arte Saype con il Gruppo Lavazza; ma non è l’unica. Un’opera che fa parte del progetto omonimo che l’artista porterà in tutti e cinque i continenti nei prossimi anni. Caratteristica peculiare è la pittura biodegradabile utilizzata sull’erba che sparisce dopo un paio di settimane.

Esempi di arte sostenibile del riciclo

Una delle filosofie e correnti artistiche più sostenibili, sia in Laguna che non, è quella del riuso di materiali. Gabrielle L’Hironelle Hill conserva ogni genere di materiale che raccoglie per strada, come linguette di lattine, ciondoli senza valore e fiori selvatici per creare dei souvenir artistici. C’è poi chi riesce a dare nuova vita anche a componenti elettroniche di recupero, lavorandole con materiali organici come paglia e fango: prendono così vita le opere d’arte sostenibile di Elias Sime e dell’italiana Giulia Cenci.

Ci sono molti artisti del recupero anche fuori dalla Biennale di Venezia. Come il coreano Choi Jeong Hwa che ha riassemblato ogni genere di materiale che aveva raccolto per oltre 30 anni. Dalla spazzatura domestica al vetro e acciaio, passando per la plastica Choi ha dato vita a installazioni su larga scala o piccole sculture che proiettano le persone in un mondo fantastico e immaginario.

Esempio di riciclo

Esempio di raccolta di materiale organico.

La Natura che disegna arte

Oltre al riciclo un’altra via molto percorsa nell’arte sostenibile è senza dubbio quella dell’utilizzo di materiali naturali. C’è chi usa soltanto la sabbia per denunciare i danni dell’industria petrolifera, come Kapwani Kiwanga. Precious Okoyomon invece parte da terra, acqua e vegetali per dar vita alle sue opere che esplorano i rapporti tra commercio, coltivazioni e colonialismo. C’è anche chi, come Diana Policarpo che utilizza “sassi parlanti”, chi fibra di canapa o anche materiali tessili trovati e ricuciti insieme tra loro, come Tau Lewis.

L’arte sostenibile del digitale

Non mancano però artisti che utilizzano strumenti tecnologici per le loro opere d’arte. Un esponente di spicco è Andro Eradze che con le sue video-installazioni rende il linguaggio della Natura protagonista indiscusso, con immagini e video di piante e animali. Molti sono invece gli artisti che hanno deciso di partecipare al progetto “Heartbeat of the Earth” (Battito cardiaco della Terra) di Google Arts & Culture.

Si tratta di un progetto che coinvolge oltre 2mila istituzioni culturali di 80 Paesi nel mondo. Google Arts ha deciso di chiamare artisti digitali per interpretare e rappresentare i dati scientifici della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in atto. Sul sito è quindi possibile vedere i rischi e gli effetti concreti dei danni ambientali, grazie a delle creazioni originali.

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Riccardo Pallotta

Riccardo Pallotta

Laureato in comunicazione e marketing con una tesi sul brand journalism. Attore e speaker radiofonico in Italia e all'estero. Social media manager. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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