Il trasporto pubblico urbano sarà sempre più sostenibile: il mezzo di trasporto locale più diffuso nelle città italiane subirà un cambiamento in termini non solo di sostenibilità, ma anche di tutela alla salute dei cittadini. Secondo il rapporto Clearing the air, promosso dalla Ontario Public Health Association e dall’ente Enviromental Defence, con il trasporto sostenibile ogni anno possono essere salvate 143 persone da una morte prematura. I mezzi ibridi e a zero emissioni che circolano sulle nostre strade sono aumentati passando rispettivamente da 480 a 602 unità e da 436 a 535 unità.

I fondi stanziati dall’Europa per una mobilità più green

L’Europa attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha destinato 1,9 miliardi di euro di fondi ai Comuni e 0,6 miliardi di euro alle Regioni e ha previsto 1,1 miliardi di euro per le città con più di 100 mila abitanti grazie al fondo del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS) che permetterà ai Comuni di acquistare negli anni futuri 8 mila autobus a basse e zero emissioni.

La situazione attuale del trasporto pubblico

Secondo il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili (MIMS), il numero di mezzi più inquinanti (Euro 1,2,3) è sceso di 1.078 unità: un trend destinato a salire con il totale abbandono degli autobus Euro 1 entro il 30 giugno 2022, di quelli Euro 2 entro la fine del 2022 e degli Euro 3 entro il 1° gennaio 2024 come previsto dal decreto Infrastrutture del settembre 2021.

Il trasporto pubblico ecologico sarà il futuro dell'Europa

Nuovo tram elettrico per il trasporto pubblico

Il passaggio dal bus a diesel al bus a zero emissioni

Il cambio di rotta è evidente: tra ottobre 2021 e marzo 2022 la quantità di mezzi Euro 5 ed Euro 6 è aumentata dal 55,4% al 58,1%. L’obiettivo del governo è di migliorare la qualità dell’aria e di incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale e del car sharing. Secondo il Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini è necessario incoraggiare la creazione di una produzione nazionale che crei occupazione e reddito: questo sarà attuabile solo se la scelta di mezzi a zero emissioni sarà condivisa a tutte le aziende di trasporto locale. A tale proposito, i fondi stanziati dal PNRR serviranno alla creazione di contratti di sviluppo per realizzazione di una catena di produzione di mezzi elettrici, il 40% dei quali saranno stanziati a favore di progetti da attuare nelle regioni del Sud.

Gli autobus italiani, i più vecchi d’Europa

Calcolata al 31 dicembre 2021, l’età media degli autobus italiani era di 10,1 anni, in calo rispetto agli anni precedenti ma con notevoli divari regionali. Secondo il MIMS, la quantità di mezzi più inquinanti si trova in Veneto, Molise e Basilicata (oltre il 50%). In Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia e Lazio, la percentuale di mezzi meno inquinanti arriva al 39%. Inoltre vi sono città virtuose come Roma, Napoli Genova e Firenze che dispongono di una quantità di mezzi Euro 6 superiore al 40%.

Venezia e Catania sono i Comuni in cui circolano la maggiore quantità di bus inquinanti: oltre il 50 per cento ha un forte impatto ambientale.

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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