Via libera al decreto del PNRR da 1 miliardo per l’agrivoltaico. Lo scorso 14 aprile, il governo ha firmato il Piano che prevede l’utilizzo di energie rinnovabili. E’ un sistema caratterizzato dalla produzione combinata di energia fotovoltaica e di colture agricole attraverso l’uso di pannelli solari.

Questi pannelli creando ombra sul terreno, permettono di massimizzare la produzione agricola perché abbassano la temperatura del suolo e riducono l’evaporazione delle acque del terreno. L’impianto agrivoltaico sfrutta i terreni agricoli per produrre energia tramite pannelli solari senza sottrarre terreni produttivi all’agricoltura, dunque senza consumo di suolo.

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L’obiettivo di costruire sistemi agrivoltaici consiste nell’impiegare la vocazione agricola dell’Italia per creare energia pulita che porti a uno sviluppo del settore, puntando sulla sostenibilità e sulle eccellenze italiane. Gli incentivi stanziati dall’Esecutivo permetterebbero alle aziende di installare nuovi impianti all’avanguardia.

Che cos’è l’agrivoltaico

L’agrivoltaico è uno dei sistemi più efficaci per incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Infatti permette di produrre energia elettrica mantenendo la coltivazione diretta dei terreni e l’allevamento di bestiame, tramite l’utilizzo di impianti che, per le loro caratteristiche tecniche e fisiche, rispettano la produzione agricola.

L’impianto agrivoltaico permette di massimizzare la produzione di energia elettrica da fonte solare. Il sistema è costituito da pannelli fotovoltaici dinamici che si posizionano a circa 5 metri da terra ruotando intorno a 1 o 2 assi. Il movimento dei pannelli è gestito da un’unità elettronica: in questo modo sono sempre orientati verso il sole. Con l’agrivoltaico si arriva sempre a un incremento di produzione fino al 30% rispetto agli impianti fissi. In più l’ombra proiettata dall’impianto permette di ridurre lo stress termico del terreno oltre a portare a una diminuzione del consumo di acqua per l’irrigazione.

Per questa ragione, dal punto di vista economico, si tratta di un’occasione importante per le aziende agricole, che possono contare su un risparmio notevole in bolletta garantito proprio dall’impiego dei pannelli solari.

Anche se allo stato attuale, questi tipi di impianti sono ancora poco diffusi in Italia, soprattutto per via degli alti costi di produzione dovuti alla necessità di rispettare dei parametri tecnici per rendere compatibili tali strutture con le esigenze dell’agricoltura. Inoltre i costi di gestione sono elevati perché l’impianto deve essere mantenuto efficiente nel tempo ed essere sottoposto a continui controlli. Grazie agli incentivi del PNRR per favorire l’installazione degli impianti agrivoltaici, si potrebbero ridurre le tempistiche per raggiungere la transizione energetica.

Agrivoltaico: il decreto del governo

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha approvato la proposta del decreto per promuovere la realizzazione di impianti agrivoltaici innovativi.

Obiettivo del decreto, grazie ai fondi del PNRR, è installare almeno 1,04 gigawatt di impianti agrivoltaici entro il 30 giugno 2026. Il testo è stato trasmesso alla Commissione europea lo scorso 14 aprile: si dovrà attendere il via libera da Bruxelles per l’effettiva entrata in vigore.

Per questo motivo, è previsto che queste installazioni siano costantemente monitorate e che siano supervisionati il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture. I fondi di investimento stanziati dal PNRR corrispondono a circa 1 miliardo e 100 milioni di euro.

Per poter usufruire dei fondi stanziati dal governo, gli imprenditori dovranno presentare progetti che dimostrino vantaggi sia per la produzione di energia sia per la coltivazione del terreno. Il decreto prevede che i sistemi agrivoltaici assicurino la piena continuità dell’attività agricola e pastorizia per tutto il ciclo di vita degli impianti.

L’impianto agrivoltaico risponde quindi sia al fabbisogno energetico che a quello della produzione alimentare. Questo tipo di energia rinnovabile, permette agli imprenditori agricoli di ottenere una maggiore resa qualitativa dei prodotti della propria terra.

Via libera al decreto PNRR per l'agrivoltaico: il governo punta a realizzare impianti senza consumo di suolo

Agricoltore durante l’irrigazione dei campi

Agrivoltaico: il parere di Confagricoltura

Rispetto al tema dell’agrivoltatico, Confagricoltura, una delle principali organizzazioni degli agricoltori in Italia a tutela e rappresentanza delle imprese agricole, si è espressa positivamente dimostrando soddisfazione nell’apprendere della firma del decreto di attuazione del Pnrr per lo sviluppo degli impianti agrivoltaici.

Secondo Alessandro Bettoni, presidente della Federazione nazionale di Prodotto Bioeconomia di Confagricoltura, “il decreto consentirà infatti di supportare nuovi investimenti nella produzione di energia fotovoltaica in impianti realizzati su terreni agricoli, secondo modelli innovativi, su cui viene mantenuta e monitorata l’attività agricola”.

Inoltre Confagricoltura richiede che si arrivi in tempi rapidi alla formulazione della definizione della disciplina sulle aree idonee allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Vi sono molte aziende agricole che si trovano in aree soggette a vincoli di diversa natura: questi impediscono la costruzione di impianti fotovoltaici anche se adatti ai processi produttivi. Secondo l’Organizzazione occorre accelerare i tempi proprio per fare in modo che il settore agricolo arrivi a una propria indipendenza dal punto di vista energetico.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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