Le acque europee si estendono per oltre 11 milioni di chilometri quadrati e spaziano da mari poco profondi a vaste distese oceaniche. Ospitano inoltre un’ampia biodiversità, ricca di habitat e specie differenti, messe a rischio, però, dallo sfruttamento eccessivo e dall’inquinamento.

Per questo motivo, negli ultimi quindici anni, e in particolare nel corso dell’ultima Commissione Europea, l’UE ha messo in atto delle politiche per migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e ridurre l’inquinamento marino. In particolare, tra queste misure, si possono citare la Direttiva europea sulla strategia marina e quella, più recente, sull’inquinamento provocato dalle navi.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Come stanno le acque europee

Oltre il 65% del territorio dell’Unione Europea è coperto dai mari, tanto che gli ambienti acquatici ricoprono un ruolo fondamentale per il benessere del pianeta e delle comunità umane: sono ricchi di biodiversità, costituiscono una delle principali fonti di sostentamento alimentare ed economico e contribuiscono ad assorbire circa un quarto dell’anidride carbonica prodotta annualmente dalle attività umane.

Tuttavia, la pesca intensiva, il trasporto marittimo (l’80% del commercio globale passa dai mari), l’inquinamento e la produzione di energia lontano dalle coste minacciano l’equilibrio degli ecosistemi marini, contribuendo alla perdita di biodiversità, al danneggiamento dei fondali, al riscaldamento e all’acidificazione degli oceani.

Secondo il Parlamento europeo, nel solo Mar Mediterraneo vengono riversate ogni giorno 730 tonnellate di rifiuti. Ma non solo: il 49% dei rifiuti marini consiste in plastica usa e getta.

Per questo motivo, l’Unione Europea si sta impegnando attivamente nella lotta all’inquinamento marino attraverso una serie di iniziative e direttive mirate.

Cosa sta facendo l’UE per contrastare l’inquinamento marino

A febbraio Parlamento Europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto un’intesa preliminare per aggiornare le norme sull’inquinamento provocato dalle navi. In particolare, l’accordo estende la gamma di sostanze nocive per cui è previsto un divieto di sversamento in mare (tra cui lo scarico di liquami, di acque di scarico e di residui dei sistemi di depurazione) e inasprisce le sanzioni per chi inquina.

L’intesa, inoltre, mira ad incentivare il monitoraggio satellitare per prevenire gli sversamenti in mare e incoraggia gli spedizionieri a valutare attentamente i profili delle compagnie di navigazione a cui affidano il trasporto dei propri container.

Come riporta il Consiglio Europeo, l’adozione formale degli atti legislativi dovrebbe avvenire in autunno. Una volta entrate in vigore le direttive rivedute, gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo per recepirne le disposizioni nella legislazione nazionale.

Ma non solo: tra le misure introdotte dall’UE si può citare la “Direttiva quadro sulla strategia marina (MSFD)“, adottata nel 2008 con l’obiettivo di garantire ecosistemi marini puliti, sani e resilienti. La Direttiva richiede agli Stati membri di sviluppare delle strategie nazionali per preservare la pulizia delle proprie acque; queste devono comprendere valutazioni regolari, programmi di monitoraggio e misure ad hoc per migliorarne la salute.

Limitare l’inquinamento da plastica

Nel 2023, nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione ha lanciato il Piano d’azione “Zero inquinamento”, con cui mira a migliorare la qualità dell’acqua, riducendo del 50% i rifiuti di plastica nel mare e del 30% le microplastiche rilasciate nell’ambiente.

In particolare, per soddisfare gli obiettivi del Piano, la strategia prevede una revisione delle norme in vigore, un costante monitoraggio e l’introduzione del principio del “chi inquina paga”. A questo proposito, ad aprile 2024, l’UE ha introdotto una direttiva che costringerà le aziende cosmetiche e farmaceutiche a coprire almeno l’80% dei costi aggiuntivi necessari per eliminare i microinquinanti che sporcano le acque reflue urbane. Un provvedimento che, insieme alle altre misure messe in campo dagli Stati UE, può contribuire a preservare la salubrità delle risorse idriche europee.

Condividi su:
Avatar photo

Marzio Fait

Marzio Fait. Mi occupo di comunicazione per il non-profit. Ho partecipato come observer alla COP 27 e alla COP28. Mi occupo di attualità, di diritti umani e di giustizia climatica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici