Secondo l’Istat gli anziani sono i più colpiti dall’emergenza sanitaria. Cosa si sta facendo e cosa si può fare ancora?

Su una popolazione di 14 milioni di over 65, la metà sono ultrasettantenni, tra i quali 2,7 milioni presentano gravi difficoltà motorie e compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane, mentre oltre 1,2 milioni dichiarano di vivere senza un aiuto adeguato. Ancor più grave appare la condizione di coloro che vivono soli – ben 638.913 persone – o con conviventi anziani (372.735), che rappresentano il 14,7% della popolazione. L’indagine Istat condotta in collaborazione con la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, istituita presso il Ministero della Salute – evidenzia lo stato di fragilità e di difficoltà in cui vivono gli anziani del nostro Paese. Il rapporto “Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria”  nasce dalla volontà di approfondire i bisogni espressi da una fascia d’età che più di tutte ha vissuto le criticità della pandemia e del lockdown.

Sostenerli in tutti i modi nelle loro abitazioni, – scrivono gli autori dello studio – anche attraverso un robusto supporto sociale ed economico, consentirà di rispondere agli effettivi bisogni di questi anziani, a garanzia del diritto pienamente esigibile all’assistenza, secondo il principio dell’equità sociale“. Da tale quadro emerge la necessità di elaborare un quadro di servizi di sostegno, che comprenda non solo il versante sanitario ma anche di cura della persona in tutti i suoi bisogni, affettivi e di supporto emotivo.

L’invecchiamento demografico dell’UE: in Italia l’età mediana più elevata

L’Eurostat, ufficio statistico dell’Unione Europea, nel suo ultimo studio pubblicato nel 2021, evidenzia che la percentuale di anziani è in continuo aumento in tutti i Paesi dell’UE. L’Italia si conferma il Paese più “vecchio” con il 22,8% del totale che ha più di 65 anni a fronte del 20,3% della media europea. Segue la Grecia (22,0 %), il Portogallo e la Finlandia (entrambi 21,8 %), mentre Irlanda (14,1 %) e Lussemburgo (14,4 %) hanno registrato le percentuali più basse.  Tra le cause del cambiamento della percentuale di anziani in crescita vi sono i tassi di natalità costantemente bassi e la maggiore aspettativa di vita. Anche l’età mediana ha subito una notevole evoluzione: basti pensare che tra il 2009 e il 2019 è aumentata di 2,7 anni passando da 41,0 a 43,7 anni, in Italia addirittura raggiunge i 46,7 anni.
L’ufficio europeo è inoltre autore di una serie di proiezioni demografiche, riguardanti il periodo dal 2019 al 2100, con l’obiettivo di prevedere il processo d’invecchiamento della popolazione: è emerso che la percentuale degli over 80 dell’UE passerà dal 5,8 % al 14,6 %, registrando nel 2100 un incremento 2,5 volte superiore rispetto al 2019.

Le sfide in Europa: come aiutare gli anziani soli?

Coloro che appartengono a tale fascia d’età hanno maggiormente risentito dell’isolamento forzato: l’essere lontano da tutto e tutti, prigionieri delle quattro mura casalinghe, ha notevolmente compromesso la stabilità psico-emotiva degli anziani, già molto spesso precaria. Uno studio condotto presso lo “Stroke & Dementia Lab” del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Luigi Sacco” dell’Università di Milano e pubblicato sulla rivista medica Neurological Sciences, ha racconto informazioni su cento anziani che hanno vissuto il lockdown da marzo a maggio 2020. La ricerca evidenzia la comparsa o il peggioramento di quattro disagi durante le settimane di confinamento sociale: agitazione e aggressività nel 21% delle persone, ansia (15%), apatia e indifferenza (13%), irritabilità (12%). Per far fronte a tale situazione e migliorare la loro qualità di vita, anche solo sul piano sociale, sono state elaborate diverse sfide e progetti a lungo termine nei Paesi dell’Unione Europea.

Uno sguardo ai progetti europei di sostegno sociale agli anziani

Nel mondo il 41% delle persone anziane ha affermato di aver sentito di più la solitudine a partire da marzo 2020. A tal proposito in Europa diverse aziende commerciali si sono attivate con iniziative varie per combattere l’isolamento: in Scozia ad esempio la catena di alimentari Tesco gestisce casse per anziani con diverse patologie, come l’Alzheimer, mentre nel 2020 il marchio Sainsbury’s ha inaugurato le “file relax”, vale a dire una modalità di spesa che permette alle persone di una certa età di passare del tempo piacevole in coda, dando loro l’opportunità di far amicizia. In Francia l’esperimento delle “casse lente” era nato nel 2019, prima del lockdown, in un Carrefour del capoluogo parigino ed il successo riscontrato ha dato modo di replicarne l’esempio in UE. Ad oggi un’inchiesta dell’Associazione dei Petits Frères des Pauvres, ha stimato infatti che oltre mezzo milione di francesi ultra sessantenni vivono in stato di “morte sociale”, prigionieri della loro solitudine, in assenza di contatti con la realtà esterna.

In Olanda nascono le casse per le “chiacchiere”

Il confinamento sociale vissuto durante la pandemia ha compromesso soprattutto il benessere mentale degli anziani, che hanno avuto le ripercussioni più critiche alle quali l’Olanda prova a porre rimedio attraverso il progetto che partirà dal 2022, con oltre duecento supermercati che apriranno le Kletskassa per gli over che soffrono la solitudine. Il piccolo, ma prezioso gesto, funge da valido sostegno per gli oltre 1,3 milioni di persone che hanno più di 75 anni, su un totale di 17 milioni di olandesi. Le casse “relax” sono state introdotte dalla catena Jumbo, ma fanno parte del programma olandese “Uno contro la solitudine” con il quale il governo presieduto da Mark Rutte si propone di arginare la piaga dell’isolamento degli anziani. Tale nuova modalità di spesa, attiva dal prossimo anno, permetterà agli utenti over di poter intrattenersi in chiacchiere, senza alcuna fretta. “Vogliamo aiutare le persone a stabilire un contatto reale, con il genuino interesse dei cassieri nei confronti dei clienti – spiega Colette Cloosterman-van Eerd, Chief creative officer di Jumbo – È un piccolo gesto, ma molto prezioso, soprattutto in un mondo che si digitalizza e diventa sempre più veloce. I nostri negozi sono un importante luogo di incontro per molte persone e vogliamo giocare un ruolo nella riduzione della solitudine“.

In Italia la Val Mongia punta sugli incontri virtuali

L’assenza di contatto umano derivante dall’isolamento sociale ha stimolato la nascita di piani di tutela e sostegno anche in Italia: si chiama Silver Care il programma dedicato agli anziani, nell’ambito della politica “WECARE”, promossa dalla Regione Piemonte, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, che nasce dalla volontà di non far “ammalare lo spirito” di anziani tagliati fuori dalla socialità, in un periodo in cui l’emergenza sanitaria ha reso necessario ridurre gli incontri in presenza e gestirli con molta cautela.

L’iniziativa promuove momenti di socializzazione e di condivisione di ricordi ed emozioni passate attraverso incontri a distanza resi possibili grazie al collegamento Internet. Il web molto spesso è un grande alleato degli anziani, aiutandoli a combattere la depressione.Il progetto da un lato vuole lavorare per uniformare le procedure di accesso e di erogazione dei servizi sul territorio del monregalese e del cebano – chiarisce il Consorzio per i servizi socioassistenziali del Monregalese, che lo gestisce – dall’altro sostenere gli anziani a domicilio con iniziative innovative con lo scopo di permettere alle persone di rimanere il più possibile a casa propria.” 

Tra le iniziative di Silver Care anche “Quattro chiacchiere a distanza” introdotta da alcuni Comuni della Val Mongia, in provincia di Cuneo, che ha permesso ad anziani residenti nella stessa zona di ridurre il distanziamento sociale attraverso incontri virtuali pomeridiani.  Per renderli possibili ed ovviare all’incapacità tecnologica degli over, alcune operatrici si sono recate presso il loro domicilio munite di tablet collegati ad Internet ed hanno avviato videochiamate con persone residenti nella stessa valle, a loro volta aiutate da altre assistenti per far fronte alla mancanza di contatto fisico con vicini di casa.

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