Intervista di Buonenotizie.it sulla questione tra Bielorussia e Polonia e sul problema migranti: tra problemi oggettivi e probabili soluzioni.
Flussi di migranti si muovono sul confine fra Bielorussia e Polonia da almeno cinque mesi. La situazione è già stata discussa nei giorni scorsi durante la COP26, dai leader europei, ma non si è ancora arrivati a una soluzione. 

La domanda che preme è: chi sono questi migranti e perché si trovano al confine fra Bielorussia e Polonia? Per cercare di capire l’origine di questa situazione e il possibile sviluppo, abbiamo intervistato Mila Novik, impiegata in un’importante associazione umanitaria internazionale. Dalla sua voce emergono dati che possono inquadrare questa nuova fonte di tensioni per l’Europa. 
I migranti dei Paesi secondari: il caso della Bielorussia
“Sono nata a Minsk nel 1980, ma all’età di 3 anni sono arrivata in Veneto con i miei genitori - racconta Mila - Anche io sono stata in qualche modo migrante, ma in un periodo in cui l’idea di Europa, confini e migrazione era molto diversa da quella di oggi. Sono molto legata al mio Paese e torno spesso in Bielorussia, anche se critico fortemente le ultime manovre politiche del governo di Aleksandr Lukashenko.

La causa primaria dell'alterazione degli equilibri è da ricercare nel fatto che l’Europa non riconosca pienamente Lukashenko come presidente, in quanto considera le elezioni del 9 agosto 2020 truccate: è da ben 26 anni che Lukashenko governa il Paese ed è considerato l’ultimo dittatore d’Europa. Questa criticità è diventata il "pomo della discordia" che ha innescato questa grande crisi dove a rimetterci, sono i migranti che scappano da Siria e Afghanistan". 
L’arma di Lukashenko: il gas che passa dalla Bielorussia
"La Bielorussia è un Paese che sta crescendo - continua Mila . . .

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