Il mese di aprile è un mese di grande ripartenza per il mondo culturale. Dopo il rinvio dal 2020 al 2022 causa pandemia, la Biennale di Venezia sezione Arte riapre i battenti il 23 aprile. Il latte dei sogni è il titolo conferito quest’anno alla grande esposizione internazionale, presieduta da Roberto Cicutto e curata da Cecilia Alemani. Sono tante le novità di questa 59esima edizione. Una di queste è la sfida alla sostenibilità ambientale. Un percorso intrapreso già nel 2021 con l’esposizione Cinema e Architettura, che ha l’obiettivo adesso di ottenere per ogni evento di Biennale la certificazione di neutralità carbonica.

Fino a quando si svolge la Biennale d’arte di Venezia? Cosa accadrà il 23 aprile? Vediamo insieme le novità che ci aspettano.

Il progetto curatoriale

L’evento artistico Il latte dei sogni si svolgerà dal 23 aprile al 27 novembre 2022, e si articolerà tra il Padiglione Centrale e l’Arsenale. Le opere coinvolte saranno quelle di 213 artisti e artiste provenienti da 58 nazioni. Il titolo, come spiega Cecilia Alemani in conferenza stampa, prende spunto da un libro di favole di Leonora Carrington. Il mondo della scrittrice surrealista si manifesta alla Biennale per reinventare il rapporto uomo-natura e uomo-tecnologia. Un’esposizione che, attraverso il “prisma dell’immaginazione”, vuole inoltre celebrare la libertà dello stare insieme e di incontrarsi nuovamente ai Padiglioni.

La mostra Il latte dei sogni – spiega Cecilia Alemani – è stata concepita e realizzata in un periodo di grande instabilità e incertezza. La sua genesi ed esecuzione hanno coinciso con l’inizio e il continuo protrarsi della pandemia di Covid-19 che ha costretto la Biennale di Venezia a posticipare questa edizione. Un evento che, sin dal 1895, si era verificato soltanto durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Che la mostra possa aprire, di per sé, è un fatto straordinario: non tanto il simbolo di una ritrovata normalità, quanto piuttosto il segno di uno sforzo collettivo che ha qualcosa di miracoloso.

L’esposizione prova a immaginare nuove convivenze che allontanino dall’arte il concetto di antropocentrismo. Per un armonioso dialogo con la natura, con le nuove frontiere robotiche e con le diversità. La curatrice infatti preannuncia che ci sarà una maggioranza di artiste donne e di artisti non binari. Novità di quest’anno, come spiega il presidente Roberto Cicutto, è anche la partecipazione di nuovi Paesi. Saranno infatti presentati per la prima volta lavori artistici del Nepal, Namibia, Sultanato dell’Oman, Repubblica del Camerun e Uganda.

L’obiettivo sostenibile: la neutralità carbonica

L’oggetto della Biennale di Venezia, presentato in veste artistica sul rapporto tra l’uomo e l’altro, tra umanità e Pianeta Terra, assume le sembianze della sostenibilità ambientale. L’esposizione infatti si impegna per la lotta allo spreco di materiali da allestimento e per la riduzione delle emissioni generate durante la mostra.

Il piano d’azione costruito dalla Biennale, già avviato in occasione della Mostra del Cinema e della Biennale di Architettura, è adesso inerente alla sezione Arte e sarà adottato anche per i Festival di Teatro, Musica e Danza. Gli interventi per minimizzare le emissioni e per introdurre i principi di economia circolare sono:

  • la scelta di materiali di allestimento riciclati e il riutilizzo dei materiali di smontaggio
  • l’utilizzo di energia green attraverso fonti rinnovabili certificate
  • l’adozione di criteri di sostenibilità in fase di gare di appalto dei fornitori
  • le linee guida sulla consapevolezza e il rispetto ambientale rivolte ai lavoratori, agli artisti e ai visitatori

Biennale di Venezia e promozione artisti in erba

Altra importante innovazione è la I edizione di Biennale College Arte, il progetto dedicato alla formazione e al supporto di giovani artisti emergenti nazionali e internazionali. Una buona strategia, questa, per rendere più accessibile e meno autoreferenziale il mondo della Biennale. L’opportunità del College dà agli artisti la possibilità di confrontarsi con curatori e con tutor. Questi ultimi accompagnano i giovani in un percorso che vede come step finale l’esposizione dei loro lavori all’interno della 59esima.

Il bando internazionale per il College è stato chiuso lo scorso luglio 2021. Gli artisti che hanno aderito sono stati oltre 250 giovani under 30. Dopo una lunga selezione seguita da un percorso di tutoraggio, le opere che saranno esposte sono infine quelle di Andro Eradze, Kudzanai-Violet Hwami, Ambra Castagnetti e Simnikiwe Bhulungu.

Il College è dunque un modo per avvicinare allo scenario internazionale gli artisti ancora in erba. Questa, come anche le altre novità appena viste, rappresentano forse l’inizio di una svolta per la Biennale. Una Biennale cioè sempre più attenta alle tematiche umane e ambientali. Nonché alla promozione dei giovanissimi.

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Martina Tolaro

Martina Tolaro

Martina Tolaro, curator ed editor freelance. Ho collaborato con imprese culturali creative nazionali e artisti internazionali. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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