Ci sono delle novità assolute per il nostro Bel Paese. Da un lato l’economia italiana sta crescendo specialmente con gli under36 del Decreto “Sostegni Bis” e le migliaia di giovani assunti dalle principali banche italiane. Dall’altro, uno dei settimanali d’informazione politico-economica più antichi e influenti al mondo, ha incoronato l’Italia come “country of the year”, ovvero paese dell’anno.

Il merito della politica e dell’economia italiana

The Economist, fondato nel 1843, secondo uno studio del 2017 dell’Università del Missouri è la fonte di informazione più autorevole da parte del pubblico statunitense. Pochi giorni fa, nonostante anni di critiche verso il nostro governo, ha riconosciuto i meriti dei nostri politici (Conte e specialmente Draghi) eleggendo l’Italia a Paese dell’anno.

Punti di forza del riconoscimento sono stati: il tasso di vaccinazione contro il Covid tra i più alti d’Europa e l’economia italiana che si sta riprendendo più rapidamente di Francia e Germania. Le motivazioni del settimanale concludono riconoscendo che l’Italia di oggi è un posto miglior di quello di un anno fa.

L’economia e il PIL italiani crescono

Stando ai dati del Tranding Economics globali, il prodotto interno lordo del nostro Paese è cresciuto del 2,6% nel trimestre antecedente settembre 2021 e del 2,7% nel periodo precedente. Su base annua, l’economia italiana è cresciuta del 3,9%, un valore superiore anche alla stima preliminare del 3,8. La stessa Banca d’Italia sostiene che l’economia italiana risulti cresciuta del 6,2% a chiusura 2021. Il PIL italiano continuerà la crescita dello 0,60 nel 2022 e dello 0,40 nel 2023. 

L’economia italiana cresce grazie ai giovani

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano dal 13 febbraio 2021, Mario Draghi.

Il Decreto “Sostegni Bis

La spinta all’economia italiana viene anche dall’aumento delle richieste di prestiti. Grazie al Decreto “Sostegni Bis” il mercato dell’immobiliare è stato trascinato dei giovani under36. Una vera novità per l’Italia. Infatti storicamente e statisticamente, almeno fino a oggi, questa fascia anagrafica ha avuto le maggiori difficoltà ad accedere a prestiti bancari. Questo principalmente per mancanza di garanzie da presentare per l’istruttoria bancaria. Con il decreto “Sostegni Bis” lo Stato, attraverso la Consap, passa a garantire dal 50 all’80% del prestito. Vengono inoltre cancellate le imposte di registro e ipotecarie.

Il decreto riguarda tutti gli under36 e anche le coppie di cui almeno uno corrisponde al requisito anagrafico, con un reddito ISEE inferiore ai 40mila euro annui. Novità ulteriore è che l’under36 che richiede il prestito non deve necessariamente avere un lavoro, infatti sono inclusi nel decreto anche i disoccupati. I mutui agevolati erogati in questo 2021 che rientrano tra quelli garantiti dallo Stato secondo il decreto, sono schizzati a oltre 46mila. Si tratta di oltre il 66% del totale dei mutui erogati dal Fondo Garanzia Mutui Prima Casa.

Ulteriore conferma a questa crescita economica italiana è data dalle analisi elaborate da Mutuionline.it che fanno emergere che gli under36 erano il 28% dei richiedenti prestiti nel 2020 e oggi sono oltre il 49%. Nell’oltre 85% dei casi i mutui sono Consap. Nel piano di sviluppo dell’economia italiana il Decreto “Sostegni Bis” sarà prorogato dal 30 giugno al 31 dicembre 2022 per continuare ad assistere ai giovani.

L’economia bancaria italiana cambia

Lo sviluppo dell’economia italiana passa anche per un cambio generazionale senza precedenti nel settore bancario nostrano. Infatti nei prossimi mesi, i cinque principali istituti bancari d’Italia assumeranno oltre 9mila giovani. Anche le figure professionali richieste cambieranno. Non più i classici cassieri, ma coloro che hanno competenze digitali e padronanza di temi quali big data, information technologies e cyber security.

Il Fondo per l’occupazione e il fondo di solidarietà saranno il carburante del motore di queste assunzioni. Le banche rispetteranno un patto di responsabilità sociale che consentirà un’assunzione ogni due uscite, altrimenti i sindacati non si siederanno a firmare gli accordi. Guidano questo vento di cambiamento Intesa San Paolo e Bper Banca. I giovani italiani sembrano diventare davvero i protagonisti dello sviluppo attuale dell’economia italiana.

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