Da Trump a Orban, dalla Meloni a Vox passando per la Le Pen e altre forze politiche di destra, si è sviluppata nel mondo occidentale una corrente di pensiero che viene identificata come Sovranismo. In quest’area politica si trovano quelle identità politiche che propugnano maggiore sovranità interna, quindi maggiore controllo sui cittadini, ed estera, cioè il non considerare importante il rispetto verso norme internazionali provenienti da enti sovranazionali come possono essere la ONU o l’Unione Europea.

Che cos’è il Sovranismo

I sovranisti rappresentano ad oggi aree politiche che si collegano idealmente con alcune espressioni delle ideologie nazionalistiche otto-novecentesche riviste in chiave contemporanea, per apporre una visione critica ma di chiusura alle dinamiche della società odierna che è economicamente globalizzata e politicamente internazionalizzata.

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Gli Stati oggi devono rispondere non più solo ai propri interessi, ma anche a delle responsabilità rispetto alla comunità internazionale. L’economia globalizzata trascende oramai il controllo territoriale sottoposto alle politiche nazionali e non si limita più alla semplice dimensione dell’import ed export di beni e capitali.

La logica sovranistica ad oggi rappresenta una dimensione liquida dei nazionalismi novecenteschi. Non si utilizzano le masse irregimentate e le corporazioni come nei regimi totalitari, ma se ne influenzano volontà individuali, emozioni e sentimenti – come la rabbia – tramite l’utilizzo calcolato delle reti applicato alla solitudine delle persone e contemporaneamente sulla base della loro esigenza di lavoro e socialità per il rafforzamento della propria presa sulla popolazione.

Sovranisti non solo movimenti politici, ma anche gli Stati

Se nelle democrazie esistono movimenti e politiche sovraniste, a livello di entità statali esistono Stati identificabili come sovranisti. Uno stato sovranista è quello che piega la stabilità internazionale e ignora le prerogative della comunità Onu e le sue risoluzioni, affermando esclusivamente il proprio interesse senza tener conto delle necessità globali di tutela del pianeta.

Il Sovranismo come programma economico è strettamente connesso all’idea di autarchia, ossia a quella dimensione di autosufficienza dell’economia nazionale per controllo di risorse e produzione. Un modello che spesso porta allo scoppio di conflitti e a logiche coloniali in quanto necessarie per l’accaparramento di risorse mancanti e per il controllo di mercati in cui esportare i beni prodotti. Ad oggi solo alcuni Paesi, come USA, Russia e Cina, potrebbero permettersi, e solo teoricamente, delle dinamiche autarchiche per via dell’alta quantità di risorse possedute. La globalizzazione, però, allontana oggi qualsiasi Stato, tanto i grandi quanto i piccoli, da quest’orientamento economico.

Il Sovranismo in Europa

L’Europa, come entità politica sovranazionale e complessa, ma anche come mercato comune, presenta delle condizioni favorevoli allo sviluppo di movimenti politici sovranisti. Se da un lato la necessità di maggiore cooperazione tra Stati derivante anche dall’esigenza di condividere risorse altrimenti assenti ha generato la percezione di una sua lontananza dalla gente comune, dall’altro le difficoltà nella contrattazione di politiche comuni tra Stati hanno creato l’humus su cui i movimenti politici sovranisti hanno coltivato il proprio consenso.

I sovranismi europei hanno delle differenze tra ovest ed est. Premesso il populismo come dinamica di accaparramento dei voti, i sovranismi dell’occidente europeo si collegano idealmente alla nostalgia verso i regimi totalitari e dispotici nazionalisti, come quello fascista in Italia o a idee assolutistiche di stato.

I sovranismi dei Paesi dell’est europeo sembrano invece essere più collegati al rifiuto del proprio passato totalitario in un regime internazionalista, quello sovietico, e ad una forma di gelosa e strenua difesa della propria identità nazionale persino contro una entità sovranazionale, quella europea che è totalmente agli antipodi rispetto ad essere un regime dispotico.

Quali prospettive per il futuro dell’Europa

Nonostante i sovranismi abbiano in comune l’idea della difesa della propria sovranità nazionale, spesso non riescono a giungere a posizioni condivise proprio per la difesa da parte di ognuna delle parti del proprio interesse nazionale a scapito di quello comunitario.

Questa logica, strettamente legata alla produzione di consenso probabilmente porterà alla lunga ad una riduzione delle aspettative verso questi movimenti proprio per via dell’inefficacia della propria proposta politica. Se è vero che nel breve termine la dimensione del dialogo, all’interno del panorama europeo, tra Stati e organizzazioni politiche diverse possa risultare più complicata, alla lunga la tutela di una Europa identificabile come bene comune sovranazionale può permettere il ritorno ad una cooperazione più integrale.

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Pasquale De Salve

Sono laureato in Filosofia e scrivo per passione. Qui scrivo di ambiente, politica, diritti e qualche volta anche di altro. Cerco di intendere il mondo per quello che è, ma di utilizzare quelle poche parole che ho a disposizione perché possa migliorare. Il suo cambiamento, però, dipende dallo sforzo di ognuno di noi!

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