Per la giornata dedicata all’ambiente raccontiamo il progetto Kassandra, un incontro tra realtà virtuale e architettura.

Istituita nel 1972 dallAssemblea generale delle Nazioni Unite, la Giornata mondiale dell’ambiente cade ogni anno il 5 giugno e porta con sé tante riflessioni su come migliorare il rapporto uomo-natura. La tematica di quest’anno è il ripristino degli ecosistemi, con un dibattito sulle strategie per ridare vita a miliardi di ettari che compongono boschi e terreni agricoli. Anche le città sono ecosistemi in crisi e tante sono le teorie avanzate da urbanisti e progettisti al fine di poter riavviare una equa condizione antropico-naturalistica. L’appena inaugurata Biennale Architettura 2021 saluta con spirito di necessità i temi affrontati in questa giornata. Tra gli studi selezionati quest’anno alla kermesse veneziana spicca particolarmente il progetto Kassandra del padiglione Italia. Realtà virtuale e architettura si incontrano in questa iniziativa per soluzioni concrete a 360 gradi.

Kassandra, ideato dagli architetti Mark Cannata e Antonio Stornello, si avvale delle nuove tecnologie IDSS (Integrated Decision Support System) per ricreare interamente una città in realtà virtuale e poter dunque intervenire nella sua interezza sia strutturale, sia storica che ambientale. La proposta pilota parte dalla Sicilia e coinvolge la città di Modica, esempio urbano di tutte quelle problematiche che accomunano le città italiane (tessuto storico, gestione energetica, gestione idrica, deforestazione, gestione del suolo stradale, ecc.).

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BuoneNotizie.it ha intervistato per voi i due architetti Mark Cannata e Antonio Stornello per comprendere la loro proposta strategica al cambiamento climatico e al ripristino degli ecosistemi.

Come ci si sente a partecipare alla Biennale?

Cannata: «È una di quelle cose che può capitare una o due volte nella vita di un architetto, siamo molto contenti ed onorati di essere lì, partecipiamo ad una Biennale che ha il tema giusto al momento giusto».

Stornello: «Quest’anno l’esposizione è molto diversa dalle edizioni precedenti, ovviamente per via delle restrizioni anti Covid-19, ma anche per le tematiche trattate: non è la solita “sfilata di moda dell’architettura”, ma un focus sulla ricerca nelle sue connessioni nazionali e internazionali, oltre che sul ruolo strategico e scientifico dell’architetto».

In cosa consiste il progetto Kassandra?

Stornello: «L’approccio del progetto Kassandra è abbastanza ambizioso. Si tratta della costruzione del gemello in realtà virtuale e parametrico di una città, l’analisi che ne deriva propone scenari per risolvere determinate questioni urbane e ambientali. Un grande errore spesso fatto in Italia è quello di affrontare i singoli problemi senza sincronia. Le città invece sono dei sistemi complessi. Gli scenari proposti da Kassandra, che vede appunto come oggetto di indagine Modica, danno avvio a una serie di effetti, diretti e indiretti, in modo da raggiungere interventi mirati e migliorativi in una panoramica completa. Tutto questo attraverso la costruzione della città in realtà virtuale e dei dati che ne derivano».

Kassandra - Rewilding Modica-03-Lo scenario ottimale tra quelli analizzati

Kassandra – Rewilding Modica-03-Lo scenario ottimale tra quelli analizzati. Immagine di Mark Cannata e Antonio Stornello

Cannata: «La differenza del progetto Kassandra – rispetto ad altri approcci spesso monotematici – è che è possibile analizzare in una visione completa i costi che dovranno essere mantenuti, gli effetti sul traffico, sulla socialità, sulla ciclabilità e sulle percorrenze. Ciò che vogliamo mettere in risalto è che non possiamo affidarci al singolo intervento risolutivo perché deve essere valutato nelle molteplici sfaccettature».

Quali sono le soluzioni che proponete?

Cannata: «Il 70% della Sicilia è a rischio desertificazione e Modica ha sempre avuto un rapporto problematico con l’acqua. Il progetto Kassandra parte dalla necessità di interpretare la storia della città: nella progettazione italiana c’è spesso una mancanza della rappresentazione dello sviluppo della città nel tempo. Modica è una città che nasce dalla confluenza di due fiumi coperti nel susseguirsi dei secoli a seguito di disastrose alluvioni. Il cambiamento climatico porta con sé un rischio maggiore di eventi atmosferici estremi».

Kassandra - Grafiche Scenario 7

Kassandra – Grafiche Scenario 7 Immagine di Mark Cannata e Antonio Stornello

Stornello: «Uno dei tanti quesiti toccati dal progetto Kassandra è quello che riguarda il problema della gestione delle acque di Modica. Vogliamo creare una possibile soluzione con i cosiddetti “giardini della pioggia” (giardini costruiti per una migliore infiltrazione dell’acqua piovana n.d.r.) che facciano da ammortizzatore alle frequenti alluvioni. Inoltre una gestione accurata delle cisterne storiche può permettere di riportare la vegetazione autoctona nel centro storico in un processo di “rewilding” (“ripristino dei processi  naturali” n.d.r.) e quindi abbassare le temperature, migliorare la qualità dell’aria e – di conseguenza – la salute dei cittadini. Kassandra si propone inoltre di migliorare la collaborazione con le istituzioni e rendere sempre più diretto l’incontro tra una visione futura a livello scientifico, basata su dati usufruendo della realtà virtuale, e una visione politico-sociale».

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