Da area industriale a modello europeo di urbanistica a emissioni zero. Un modello replicabile?

L’area portuale di Copenaghen fondata nel XIX secolo, Nordhavn, è ora una vetrina di bioedilizia all’avanguardia, nonché un esempio di urbanistica a emissioni zero. Divenuto poi area industriale, il quartiere è dal 2009 in fase di ristrutturazione con filosofia green e sostenibile.

Il progetto si concluderà nel 2050 quando Nordhavn sarà in grado di accogliere e dare spazi di lavoro a 40mila abitanti. Negli ultimi anni però i lavori si sono distinti per un design definito da five-minute city ossia da “città dei cinque minuti”. Un design cioè studiato in modo da far raggiungere agli abitanti negozi, istituzioni, luoghi di lavoro, strutture culturali e mezzi pubblici entro cinque minuti a piedi da qualsiasi punto. Il quartiere è di oltre 2km ed è divenuto – grazie ai lavori svolti – altamente residenziale. I marchi locali d’attrazione situati nell’area sono inoltre un incentivo per il turismo di Copenaghen.

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La filosofia sostenibile di Nordhavn

Nordhavn ha inoltre a cuore l’inverdimento urbano e la sostenibilità. Uno dei primi edifici che dal 2009 è giunto al suo completamento è il famoso EnergyLab Nordhavn. L’edificio è un laboratorio energetico per smart city che ha goduto di collaborazioni con dozzine di aziende locali, fornitori di servizi pubblici ed enti governativi. All’interno del laboratorio si sono progettati nuovi metodi per il sistema energetico integrato e flessibile, nonché per accelerare il fenomeno della transizione verde. Sono stati implementati la gestione intelligente dei rifiuti, le pompe di calore per infrastrutture di trasporto elettriche, il teleriscaldamento e le superstrade ciclabili.

Tutto ciò ha reso noto il quartiere in Europa e il proseguimento di questa filosofia potrebbe garantire a Nordhavn la più alta certificazione dal Consiglio tedesco per l’edilizia sostenibile (DGNB), unendosi così a circa una dozzina di comuni in tutto il mondo insigniti di questo riconoscimento.

La sfida per le emissioni zero di Nordhavn

Le innovazioni principali dell’ex area industriale sono tutte a favore delle emissioni zero, come l’incremento massiccio di piste ciclabili e percorsi pedonali che rendono l’area molto vivibile. Non solo, anche innovazioni tecnologiche come un magazzino di dati energetici che raccoglie informazioni in tempo reale sulla produzione eolica e solare, sulle condizioni meteorologiche, sui costi energetici e su tutte le risorse consumate (dal riscaldamento ai trasporti).

Ogni edificio del quartiere non è creato solo per svolgere le sue peculiari funzioni, ma anche per combattere la battaglia contro il carbonio, ed ambisce alle emissioni zero. La Copenaghen International School, situata a Nordhavn vicino alla stazione metropolitana Orientkaj, ha sul tetto il più grande pannello dell’area. Il supermercato Meny ha una tecnologia per catturare il calore di scarto dai sistemi di raffreddamento. Un quartiere, insomma, che è consapevole dei benefici di un approccio energetico stabilito anche per la progettazione edile.

Emissioni zero: l’obiettivo mondiale

Il rapporto “Net Zero Carbon Cities: An Integrated Approach”, sviluppato recentemente da Schneider Electric, Gruppo Enel e WEF ha delineato l’esigenza di questo cambiamento. Un approccio energetico che sfrutti inoltre le reti digitali e che riguardi anche la mobilità urbana.

Secondo l’indagine le città del mondo sono responsabili del 70% di emissioni di anidride carbonica e consumano il 78% dell’energia del pianeta. Modelli come Nordhavn a emissioni zero sono dunque essenziali per far scendere queste percentuali e per limitare l’innalzamento della temperatura globale.

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Martina Tolaro

Martina Tolaro

Martina Tolaro, curator ed editor freelance. Ho collaborato con imprese culturali creative nazionali e artisti internazionali. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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