Non solo luminari o scienziati. Tutti possono fare la differenza nel tutelare il pianeta.

Al giorno d’oggi, è davvero facile sentir parlare di specie in via d’estinzione, di inquinamento o addirittura della scomparsa di milioni di ettari di foreste. Difficile, al contrario, è ritrovarsi davanti a storie di attivisti che sono riusciti a portare avanti le loro lotte per la sostenibilità ambientale con successo, coinvolgendo le proprie comunità e spingendole a prendere iniziativa a loro volta. Ma, quando entriamo in contatto con notizie come queste, una domanda inizia a sorgere in noi: il mondo cambierebbe se tutti, nel loro piccolo, iniziassero a salvaguardare un po’ di più il pianeta su cui viviamo?

Goldman Environmental Prize: dal 1990 vengono premiati sei attivisti provenienti da tutto il mondo

Potrebbero essere definiti eroi, ma la verità è una sola: sono tutti cittadini qualunque, proprio come noi. Forse però è proprio questo a renderli così speciali, perché parliamo di persone che, grazie alla loro tenacia, sono riuscite a guadagnarsi il Goldman Environmental Prize, un vero e proprio premio Nobel per l’ambiente che, dal 1990, viene assegnato annualmente a un attivista per ognuna delle sei regioni geografiche del mondo.

Le sei iniziative a favore della sostenibilità ambientale che hanno vinto il premio Goldman 2021

“Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere, grande o piccolo che sia, nel compito cruciale di difendere il nostro pianeta”.  È così che Jane Fonda, attrice e attivista, ha presentato i vincitori del premio Goldman 2021. Si tratta di sei persone, tra uomini e donne, che sono state capaci di mobilitare le loro comunità per vincere sei importanti battaglie. Gloria Majiga-Kamoto per l’Africa, Thai Van Nguyen per l’Asia, Kimiko Hirata per gli Stati insulari, Maida Bilal per l’Europa, Sharon Lavigne per il Nord America e Liz Chicaje Churay per l’America del Centro-Sud: questi i nomi dei “leader che hanno le potenzialità per ispirare altre persone ordinarie a compiere azioni straordinarie per proteggere la Terra”. Ma cosa hanno fatto di così speciale per guadagnarsi questo titolo?

Gloria Majiga-Kamoto: la battaglia contro l’inquinamento a sud dell’equatore

Preoccupata dal danno ambientale causato dal crescente inquinamento da plastica in Malawi, Gloria Majiga-Kamoto nel 2017 ha dato il via a un movimento a sostegno del divieto di produzione di plastica sottile, un particolare tipo di plastica monouso. Dopo appena due anni, nel luglio del 2019, come risultato della sua campagna, l’Alta Corte del Malawi ha confermato il divieto di produzione, importazione, distribuzione e utilizzo di questo tipo di plastica.

Sostenibilità ambientale: Gloria Majiga-Kamoto e la battaglia contro l'inquinamento a sud dell'equatore

Gloria Majiga-Kamoto mostra la grande quantità di plastica che si è accumulata nelle vicinanze della città commerciale di Blantyre © Goldman Environmental Prize

Thai Van Nguyen: il salvataggio degli animali dal bracconaggio a favore della sostenibilità ambientale

Grande amante della fauna, Thain Van Nguyen ha invece fondato Save Vietnam’s Wildlife, un’organizzazione no profit che, tra il 2014 e il 2020, ha salvato 1540 pangolini, i mammiferi più trafficati al mondo, dal commercio illegale. L’attivista asiatico ha inoltre istituito la prima unità anti-bracconaggio del Vietnam, che, a partire dal 2018, ha smantellato quasi diecimila trappole per animali e oltre settecento campi illegali, confiscato un centinaio di armi da fuoco e arrestato più di cinquecento bracconieri. L’intervento dell’unità ha significativamente ridotto il numero di attività illegali nel parco nazionale di Pu Mat, la principale riserva faunistica del Vietnam.

Thai Van Nguyen: il salvataggio degli animali dal bracconaggio a favore della sostenibilità ambientale

Thai Van Nguyen e un pangolino appena salvato dal bracconaggio © Goldman Environmental Prize

Kimiko Hirata: lotta per la riduzione dell’emissione di CO2

Ma non è tutto, perché, in seguito al disastro nucleare di Fukushima del 2011, il Giappone ha dovuto abbandonare l’energia nucleare per adottare il carbone come principale fonte di energia. Negli ultimi anni, quindi, anche la campagna iniziata da Kimiko Hirata ha portato i suoi frutti, con l’annullamento dell’apertura di tredici centrali a carbone, che, insieme, avrebbero rilasciato nell’ambiente più di 1.6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, una quantità pari a quella emessa ogni anno, per quarant’anni, da 7.5 milioni di automobili.

Sostenibilità ambientale: Kimiko Hirata e la lotta per la riduzione dell'emissione di CO2

Kimiko Hirata durante la sua campagna contro il carbone © Goldman Environmental Prize

Maida Bilal: la salvaguardia dei fiumi incontaminati della Bosnia

Una situazione leggermente migliore si può ritrovare nella penisola balcanica, che ospita gli ultimi fiumi ancora incontaminati d’Europa. Se ciò è ancora così, è anche grazie a Maida Bilal, che, dal dicembre del 2018, per 503 giorni, insieme a un gruppo di donne del suo villaggio, ha protestato per impedire la costruzione di due nuove dighe sul fiume Kruščica, impendendo così il danneggiamento di migliaia di chilometri di quelle acque ancora limpide.

Sostenibilità ambientale: Maida Bilal e la salvaguardia dei fiumi incontaminati della Bosnia

Maida Bilal, insieme ai suoi sostenitori, si trova sul ponte che avrebbe permesso di costruire una nuova diga © Goldman Environmental Prize

Sharon Lavigne: una battaglia contro le multinazionali della plastica

Sharon Lavigne è invece una normalissima insegnante di sostegno che, nel settembre del 2019, grazie alla sua tenacia, è riuscita a fermare la costruzione di un impianto di produzione di plastica dal valore di 1.25 miliardi di dollari. Lo stabilimento sarebbe stato edificato lungo le rive del fiume Mississippi, in Louisiana, e avrebbe generato una consistente quantità di rifiuti liquidi in una regione già vittima di inquinamento tossico e cancerogeno. Per raggiungere il suo scopo, la donna ha istituito un movimento di opposizione, in cui ha coinvolto i membri della sua comunità. Ha poi guidato proteste pacifiche per difendere i diritti di quelle persone, prevalentemente afroamericane.

Sostenibilità ambientale: Sharon Lavigne e la battaglia contro le multinazionali della plastica

Sharon Lavigne si trova sul luogo di sepoltura degli schiavi afroamericani, proprietà acquistata da una società di plastica taiwanese per la costruzione di un complesso petrolchimico © Goldman Environmental Prize

Liz Chicaje Churay: la costruzione di un nuovo parco per combattere la deforestazione

Infine, grazie agli sforzi di Liz Chicaje Churay e dei suoi collaboratori, nel gennaio del 2018, il governo peruviano ha dato vita al Parco nazionale Yaguas. Si tratta di un’area protetta di dimensioni paragonabili a quelle del Parco nazionale di Yellowstone, che ospita oltre due milioni di acri di foresta amazzonica. La sua creazione ha l’obiettivo di salvaguardare migliaia di specie selvatiche rare, di proteggere i popoli indigeni che abitano nella regione di Loreto e di aiutare a conservare le torbiere per lo stoccaggio del carbonio.

Sostenibilità ambientale: Liz Chicaje Churay e la costruzione di un nuovo parco per combattere la deforestazione

Liz Chicaje Churay sulle rive del fiume Ampiyacu © Goldman Environmental Prize

Sostenibilità ambientale: piccoli progetti per grandi ambizioni

Non è necessario possedere due lauree o avere dalla propria parte ingenti quantità di denaro per aiutare a tutelare l’ambiente. Queste sei persone ne sono la prova. Bastano solo un po’ di passione e di spirito d’iniziativa, come ci ha raccontato in una recente intervista anche Amanda Staffoni, fondatrice di un gruppo di ploggers, persone che, mentre corrono, si occupano di raccogliere i rifiuti presenti sul territorio. Le possibilità sono davvero tante: sta solo a noi decidere cosa fa più al caso nostro. Una cosa però è certa: anche una semplice camminata all’aria aperta può diventare un modo per salvaguardare il pianeta su cui viviamo.

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