Il lancio di SpaceX Inspiration4 ha aperto la gara al razzo riutilizzabile.

Lo scorso 15 settembre è avvenuto il primo lancio del Falcon9 di SpaceX: quattro civili a bordo di un razzo riutilizzabile. La missione, dal nome Inspiraton4, ha portato Elon Musk a capo dell’Olimpo dei viaggi spaziali. Il filantropo e imprenditore è la punta di diamante nel panorama imprenditoriale statunitense: poco ha potuto Besoz con la sua Blue Origin. Ma che succede nel resto del mondo? Si è aperta la gara al razzo riutilizzabile con il lancio di SpaceX.

Che significa riutilizzare un razzo

Nel ventunesimo secolo è cresciuto l’interesse per i razzi cosiddetti riutilizzabili, capaci cioè di non andare distrutti dopo il lancio. Il concetto del riutilizzo sta nel garantire una partenza, un corretto distacco dal modulo che andrà in orbita e l’atterraggio del corpo che, tornando a terra, verrà riutilizzato nel lancio successivo.

I vantaggi che questo tipo di razzo può offrire sono soprattutto economici, temporali e ambientali: SpaceX punta a riutilizzare due parti su tre di quelle che vengono lanciate. La componente intermedia è la più difficile da far atterrare, considerando che raggiunge un’altezza oltre l’atmosfera. Il riutilizzo del primo modulo, più costoso e massiccio, riduce del 30% il costo di un lancio: quindi anziché 61 milioni di dollari, se ne spenderebbero circa 43 milioni. Dal 2016 il Falcon9 è l’unico razzo con primo modulo riutilizzabile operativo a tutti gli effetti. Si sta ancora lavorando per capire come rendere riutilizzabile anche il secondo stadio.

Per rendere il Falcon9 realmente riutilizzabile devono andare a buon fine i lanci successivi al primo. Il modulo da riutilizzare non deve richiedere enormi interventi di ristrutturazione in modo tale da permettere lanci più frequenti. SpaceX punta al riutilizzo dello stesso razzo per ben 100 volte. Rimane però da verificare in che condizioni il modulo del Falcon atterrerà. È stato stimato che, per risultare conveniente, un razzo riutilizzabile dovrebbe garantire circa 35 lanci all’anno. In ogni caso sarà responsabilità dell’azienda l’opera di manutenzione del razzo.

Ultimo, ma non meno importante, il fattore ambientale. Il riutilizzo del razzo permetterebbe una notevole diminuzione dei rifiuti spaziali, ma anche terrestri.

Stati Uniti vs resto del mondo: SpaceX lancia la moda del razzo riutilizzabile

La Blue Origin di Jeff Besoz è l’unica azienda al mondo, oltre la SpaceX, in grado di lanciare un razzo riutilizzabile e farlo atterrare con successo. L’unico problema è che Besoz, finora, è riuscito nell’impresa soltanto compiendo voli suborbitali, ovvero restando nell’atmosfera e non superando la linea dei 100 km sopra il livello del mare che rappresenta la porta per lo spazio. Così Elon Musk si è preso il monopolio del lancio in orbita con razzo riutilizzabile. Nessuno negli Stati Uniti è, per ora, in grado di competere. Ma che succede nel resto del mondo?

I privati monopolizzano l’industria della space economy in tutto il mondo. La Cina è una delle realtà più avanti nella rincorsa a SpaceX. La branca di ricerca e sviluppo della CASC (Compagnia cinese di scienza e tecnologia aerospaziali) sta testando il Lunga Marcia 8R, razzo riutilizzabile che secondo le previsioni potrà effettuare quattro lanci al mese contro i tre di SpaceX. La sostanziale differenza sta nella costruzione del razzo: il Lunga Marcia sfrutta la stampa in 3D ed è dotato di compatibilità universale con i vettori già esistenti. Questo è un notevole guadagno in termini economici. Per ora il razzo non è operativo, ma in fase di test.

L’inseguimento al lancio di SpaceX: c’è anche l’Europa

Russia, Giappone, Europa, sono soltanto altri paesi in corsa per prendersi la loro fetta dei viaggi spaziali. Il monopolio, si sa, appartiene agli Stati Uniti. Ma è inutile negare che nel corso dei decenni la NASA ha avuto necessità di collaborare soprattutto con la Russia in campo aerospaziale. Proprio l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha dato il via alla fase di analisi del progetto del razzo riutilizzabile Amur, molto simile al Falcon9.

Sono Giappone, Francia e Germania a spaventare più di tutti. La collaborazione tra le Agenzie spaziali di queste tre potenze mondiali e i fondi che si stanno stanziando in Giappone e nell’Unione Europea possono dare frutti incredibili, ma è troppo presto per parlare di una vera concorrenza. Per ora il progetto del razzo riutilizzabile è ancora embrionale.

In India è attivo il progetto per l’RLV-TD dell’ISRO (Organizzazione Indiana per le Ricerche Spaziali). È un prototipo in scala ridotta di un veicolo riutilizzabile a due stadi. In Nuova Zelanda l’azienda privata statunitense Rocket Lab ha reso semi-operativo il razzo Electron: è un lanciatore per piccoli satelliti che, per ora, sta effettuando alcuni test di recupero del booster.

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Flavia Santilli

Flavia Santilli

Studio presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Ho collaborato con diverse testate. Sportiva agonista e istruttrice di nuoto. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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