L’azienda SpaceX di Elon Musk ha dato il via al lancio dei primi 21 satelliti della nuova generazione Starlink, che per metteranno un miglioramento ulteriore delle connessioni internet globali tramite smartphone coprendo il vuoto riguardante i luoghi più remoti.

In orbita i nuovi satelliti Starlink V2 Mini

Per il lancio dei satelliti nello spazio, SpaceX ha usato per la terza volta dal 2019 il vettore Falcon 9, un razzo riutilizzabile che è poi atterrato in sicurezza sulla piattaforma “A shortfall of gravitas” che vanta ad oggi ben 100 atterraggi consecutivi conclusi con successo.

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I satelliti messi in orbita, gli Starlink V2 Mini, sono la seconda generazione prodotta dall’azienda, pesano circa 300 kg rispetto agli 800 della precedente e sono spinti da motori a ionizzazione del gas argon che è molto meno costoso rispetto ad altri combustibili. I nuovi satelliti di SpaceX hanno una superficie per i pannelli solari che è passata dai 22 mq a ben 104 mq.

Elon Musk vuole mettere in orbita oltre 30000 satelliti

 È intenzione di SpaceX mettere in orbita una galassia di oltre 30 mila Starlink. Al momento, però, la Federal Communications Commission ne ha autorizzato un numero massimo di 7500. Una presenza così ampia di satelliti nello spazio aumenta la possibilità di produrre detriti spaziali, che alla lunga potrebbero persino impedire l’utilizzo dello spazio per altro tipo di satelliti o per l’esplorazione umana.

Critiche contro Starlink del mondo dell’astronomia

Proprio in questi giorni, un team internazionale di astronomi ha pubblicato uno studio in cui evidenziano che quasi il 5,9% delle immagini scattate dal telescopio orbitale sarà probabilmente inutilizzabile. Al loro passaggio i satelliti lasciano una scia brillante che rovina le immagini scattate dal telescopio spaziale e da quelli terrestri. Lo stesso studio ha dimostrato che negli anni di attività di Starlink l’incidenza delle immagini inutilizzabili è quasi raddoppiata passando dal 3% alla cifra attuale.

Satelliti più resistenti contro i detriti

La società di Elon Musk, almeno per la prima critica, ha già dato una risposta facendo sapere che i nuovi satelliti sono stati costruiti con più solidità per resistere a eventuali collisioni nello spazio. Inoltre Space X ha reso noto che i satelliti stessi, a fine attività sarebbero dei detriti per un periodo di tempo limitato e non permanente: la loro orbita, infatti, a fine attività verrebbe orientata perché possano ricadere sulla terra nel giro di quattro anni. Al momento Space X ha lanciato un totale di 4000 Starlink di cui 3704 sono pienamente funzionanti e in orbita stabile.

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Pasquale De Salve

Sono laureato in Filosofia e scrivo per passione. Qui scrivo di ambiente, politica, diritti e qualche volta anche di altro. Cerco di intendere il mondo per quello che è, ma di utilizzare quelle poche parole che ho a disposizione perché possa migliorare. Il suo cambiamento, però, dipende dallo sforzo di ognuno di noi!

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