Oscuramento solare, assorbimento della CO2 alterando le terre agricole: sono solo alcuni esempi di applicazione della geoingegneria e della manipolazione climatica per contrastare il cambiamento climatico. Sembrano soluzioni da film di fantascienza ma potrebbero diventare presto realtà.

Le emissioni umane di gas serra sono la causa principale del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Secondo il Copernicus Climate Change Service, uno dei sei servizi informativi tematici offerti dal programma dell’Unione europea di osservazione della Terra, i primi undici giorni di giugno sono stati tra i più caldi mai registrati per il periodo: le temperature dell’aria superficiale globale hanno superato il livello preindustriale di oltre 1,5⁰C. La manipolazione climatica per arrestare l’aumento delle temperatura è la soluzione che la geoingegneria sta provando a mettere in atto.

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Cosa si intende per geoingegneria?

La geoingegneria è una disciplina reale che si occupa di studiare e sviluppare tecniche per influenzare il clima e l’ambiente terrestre su larga scala. L’obiettivo principale della geoingegneria è quello di mitigare gli effetti del cambiamento climatico o di affrontare altre problematiche ambientali attraverso interventi diretti di manipolazione climatica, intervenendo sull’ecosistema.

Esistono diverse proposte e approcci nella geoingegneria, ma molti di essi sono ancora in fase di ricerca e non sono stati implementati su larga scala. Alcuni esempi di tecniche di geoingegneria includono la semina di aerosol atmosferici per riflettere la luce solare, l’assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera, la creazione di nuvole marine per aumentare la riflessione solare e la modifica delle terre agricole per sequestrare il carbonio.

Geoingegneria per il clima: la comunità scientifica è divisa

Il dibattito sulle potenzialità e sugli eventuali rischi della manipolazione climatica è molto acceso nel mondo scientifico. I pro e contro possiamo sintetizzarli in breve. I pro:

  • Potenziale mitigazione del cambiamento climatico: la geoingegneria potrebbe offrire soluzioni immediate per affrontare il cambiamento climatico, in particolare attraverso la gestione della radiazione solare o l’assorbimento di anidride carbonica.
  • Bassi costi: alcune tecniche di geoingegneria potrebbero essere relativamente economiche rispetto ad altre misure di riduzione delle emissioni, come la transizione verso fonti energetiche a basse emissioni di carbonio.
  • Rapidità di attuazione: a differenza di altre soluzioni che richiedono una riduzione graduale delle emissioni, la geoingegneria potrebbe potenzialmente fornire risultati più rapidamente.

Le opinioni contrarie alla manipolazione climatica investono la sfera etica e gli eventuali rischi inattesi ed imprevisti:

  • Effetti collaterali e incertezze: la geoingegneria potrebbe avere conseguenze ambientali e sociali impreviste e indesiderate. Gli impatti a lungo termine delle tecniche di geoingegneria non sono ancora completamente compresi e potrebbero causare danni irreversibili agli ecosistemi.
  • Dipendenza e inattività: l’implementazione della geoingegneria potrebbe portare a una minore motivazione per ridurre le emissioni di gas serra e ad un ritardo nell’adozione di soluzioni a basse emissioni di carbonio.
  • Rischi etici e di governance: la geoingegneria solleva preoccupazioni etiche riguardanti l’interferenza nell’ambiente e la responsabilità dei possibili danni causati. La governance internazionale e la regolamentazione della geoingegneria sono ancora in fase di sviluppo e richiedono una gestione appropriata per evitare abusi.

Progetti ed esperimenti, la manipolazione climatica: una nuova frontiera della scienza?

I Carbon Capture and Storage (CCS) sono una delle soluzione proposte dalla geoingegneria: questo approccio di manipolazione climatica mira a catturare le emissioni di anidride carbonica prodotte da impianti industriali e centrali elettriche e a immagazzinarle in serbatoi sotterranei. Alcuni progetti pilota di CCS sono in corso in diversi paesi per valutare l’efficacia e la fattibilità di questa tecnologia. In Italia, l’azienda energetica Eni e la Società nazionale metanodotti (Snam) hanno firmato un accordo per collaborare allo sviluppo della Fase 1 di un progetto di Cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica che verrà realizzato a Ravenna. Eni ha dichiarato: «Quello di Ravenna è il primo progetto di questo genere in Italia (…) permetterà di catturare 25mila tonnellate della CO2 prodotta dalla nostra centrale elettrica a gas di Casalborsetti».

«La riduzione della radiazione solare – spiega Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) – è una tecnica che si realizza rilasciando nella stratosfera delle particelle (polveri sottili) in grado di riflettere la radiazione solare verso lo spazio».

L’obiettivo non è ridurre la concentrazione di Co2 nell’atmosfera, bensì contrastare il riscaldamento globale. In questa direzione sta lavorando il progetto SCoPEx (Stratospheric Controlled Perturbation Experiment), portato avanti dai ricercatori dell’Università di Harvard. Il progetto di ricerca consiste in un monitoraggio, attraverso un pallone sonda lanciato nell’atmosfera, degli effetti in piccole proporzioni del rilascio di particelli in grado di riflettere i raggi solari. Scopo del progetto è comprendere gli eventuali effetti su larga scala dell’applicazione pratica della geoingegneria.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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