Nella società odierna, caratterizzata da ritmi frenetici e tendenza al multi-tasking, risulta difficile raggiungere un livello di concentrazione massimale e sperimentare lo stato flow, anche detto stato di flusso o esperienza ottimale.

Il flow è uno stato di coscienza in cui ci si immerge completamente in un’attività, come nel caso di atleti, artisti e musicisti durante le loro prestazioni, con conseguente senso di positività e gratificazione.

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Nello stato di flow si perde la cognizione del tempo e si ignorano le distrazioni esterne, raggiungendo un livello ottimale di concentrazione e produttività, dove pensieri e azioni si susseguono naturalmente e senza intoppi e si acquisisce maggiore consapevolezza delle proprie capacità cognitive, emotive e comportamentali.

Ne deriva una condizione di benessere generale che permette di sentirsi in sintonia con le proprie emozioni e di controllarle, di provare un forte senso di soddisfazione personale, di impegnarsi maggiormente nel proprio lavoro, di considerarsi particolarmente creativi e di sviluppare la consapevolezza di poter raggiungere qualsiasi obiettivo prefissato.

Durante il flow, ambiente esterno e abilità personali sono in equilibrio e permettono l’attivazione e lo sviluppo di forti emozioni positive, nonché un incremento dei propri livelli di autostima e di auto-efficacia.

Stato di flow, come sviluppare positività e concentrazione

Lo stato di flow è frequente negli atleti (Credits: Andrea Piacquadio, Pexels)

Stato di flow: cos’è e come sperimentarlo

In psicologia, il concetto di flow è stato introdotto dal Dott. Mihaly Csikszentmihalyi nel 1975, dopo un importante lavoro di ricerca e sviluppo sulla creatività, attraverso l’osservazione e l’analisi del comportamento degli artisti durante la realizzazione delle loro opere.

Quest’atteggiamento era caratterizzato da massima concentrazione, attenzione elevata, mancanza di stanchezza e perdita totale della concezione del tempo e dello spazio. Ne derivano forte motivazione interiore e auto-gratificazione, tali da sostenere l’individuo nel perseguimento del proprio obiettivo.

In seguito alle sue osservazioni, Csikszentmihalyi ha formulato la Teoria del Flow o Teoria dell’esperienza ottimale, dove definisce tale flusso di coscienza come uno stato in cui la persona si trova completamente assorta in un’attività per suo personale piacere e diletto, fino ad essere incapace di pensare ad altro.

Per sperimentare il flow il compito da svolgere deve essere concreto e raggiungibile, ci si deve trovare nella condizione di potersi concentrare esclusivamente su un’attività, si devono avere obiettivi definiti e molto chiari, nonché feedback diretti e immediati.

Stato di flow, come sviluppare positività e concentrazione

Lo stato di flow stimola la creatività (Credits: Brett Sayles, Pexels)

Prestazioni e creatività: i benefici del flow

Lo stato di flow comporta benefici sulle prestazioni e sulla produttività, in quanto restituisce un forte senso di soddisfazione personale. Dagli studi di McKinsey, una rinomata società di consulenza a livello mondiale, emerge come i manager aziendali che hanno lavorato in questo stato di esperienza ottimale, hanno aumentato la propria produttività di cinque volte rispetto alla media.

Quando si è nel flusso ci si attiva sfruttando pienamente le proprie abilità e questo è vantaggioso anche per la creatività. Da alcune ricerche dell’Harvard Business School è emerso che coloro che provano l’esperienza ottimale del flow sono maggiormente predisposti all’auto-regolazione emotiva e alla corretta gestione dei propri stati d’animo, prediligendo calma, felicità ed energia a frustrazione, ansia, stanchezza e stress.

Al contempo, ormoni neurotrasmettitori come la noradrenalina e la dopamina si attivano aumentando la capacità di collegare le idee in modo nuovo, così da poter affrontare le novità con maggior coraggio e motivazione, lasciandosi trasportare dall’immaginazione e da strategie innovative di problem solving.

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Brunella Mascolo

Logopedista e aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al progetto formativo realizzato dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Come professionista sanitario, nonché persona molto empatica e introspettiva, scrivo principalmente di tematiche inerenti alla crescita personale e alla prevenzione e alla tutela della salute e del benessere mentale.

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