Nuove regole per i viaggi in Europa. Via al certificato Covid tra i Paesi UE.

Tornare a viaggiare in Europa è stata una delle priorità di questa estate per permettere il ritorno a una forma di libertà di spostamento sul suo territorio. Un modo per far tornare a viaggiare e respirare sia il turismo che l’economia. Ma non è semplice. Anche se la priorità è di permettere viaggi in Europa in sicurezza per tutti, i governi hanno avuto non poche difficoltà per raggiungere una dichiarazione congiunta.

Approvazione del certificato digitale COVID dell’UE

Il 14 giugno i Presidenti delle tre istituzioni Ue, Parlamento Europeo, Consiglio Ue e Commissione Europea, hanno firmato il Regolamento sul Certificato Ue Digitale COVID. Questo ha segnato la fine dell’iter legislativo tra i governi per tornare a viaggiare in Europa. In questa occasione David Sassoli, Ursula von der Leyen e Antònio Costa hanno dichiarato: “Il certificato UE consentirà nuovamente ai cittadini di godere del diritto alla libera circolazione”.

Certificato digitale per viaggi in Europa

Prima di tutto bisogna dire che il certificato non è un prerequisito per i viaggi in Europa, quindi ci si può spostare anche senza. Sicuramente averlo facilita gli spostamenti all’interno dell’Ue durante la pandemia di Covid-19. Questo documento digitale è accessibile a tutti gratuitamente ed entra in vigore il 1° luglio.

Tre i requisiti per ottenere il certificato digitale, alternativi tra loro: aver completato il ciclo di vaccinazione con due dosi (una per J&J), aver effettuato un tampone recente con esito negativo, oppure dimostrare la guarigione da Covid-19.

L’accordo afferma che i Paesi dovrebbero astenersi dall’imporre ulteriori restrizioni, come quarantene o test, ai viaggiatori con un certificato, “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica in risposta alla pandemia”. In pratica con il certificato possiamo viaggiare in Europa con maggiore libertà, ma se alcuni governi lo ritengono necessario potrebbero richiedere ulteriori test o quarantene.

Mappa del rischio per viaggi in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) compila ogni 14 giorni una mappa aggiornata dell’Europa. Il Centro estrapola un indicatore combinato che tiene conto del tasso di test e positività al test ogni due settimane. Il colore classifica il rischio per la salute di alcune regioni dell’Unione Europea. Al verde corrisponde un basso rischio, all’arancione medio e al rosso uno alto. Molto utile quindi consultare la mappa prima di decidere dove intraprendere un viaggio in Europa.

I bambini possono viaggiare in Europa?

L’Europa ha concordato che i bambini di età inferiore ai 12 anni non sono tenuti a vaccinarsi o a testarsi prima di viaggiare. Lo stesso vale per i minori che vengono accompagnati da un genitore o comunque un accompagnatore: non sono tenuti a mettersi in quarantena quando non lo è l’adulto che li accompagna durante il viaggio.

Informarsi sempre prima di viaggiare in Europa

Ogni Paese potrà decidere di imporre delle restrizioni o addirittura un “freno di emergenza” qualora la situazione sanitaria peggiorasse rapidamente. Necessario come non mai questa estate sarà quindi tenersi informati sulle restrizioni che ogni Paese potrà adottare. Utili a tale scopo sono: il sito dell’Unità di Crisi della Farnesina Viaggiare Sicuri, il sito International Air travel Association (IATA) oltre a mappe sempre aggiornate, come la precedente di ECDC o questa di Skyscanner.

Sono stati tempi duri per il turismo e i viaggiatori, ma seppur con delle restrizioni, una cosa sembra ormai certa: questa estate si riapre ai viaggi in Europa e nel mondo.

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