Il Comitato sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Onu ha invitato da subito gli Stati a proteggere i minori dai danni psicologici delle misure di contenimento Covid. Com'è andata?
La necessità di fronteggiare l’emergenza sanitaria per il Covid ha assorbito completamente le forze degli operatori e degli interi sistemi sanitari di ogni Paese e imposto – per la natura stessa della modalità di trasmissione del virus – l’isolamento completo per tutti, vietando ogni forma di socialità esterna.

In particolare gli adolescenti hanno sperimentato un drastico cambiamento, che instaurava senza preavviso né gradualità una nuova quotidianità con divieti sulla possibilità di uscire di casa liberamente per andare a scuola o a trovare i nonni, per incontrare un amico o per l’allenamento della propria squadra.

Questo insieme di abitudini consolidate e schemi ripetuti su cui si fonda l’equilibrio personale di ogni persona, negli adolescenti è il terreno su cui trova un appoggio saldo la costruzione dell’identità, un passaggio fondamentale in questa fase evolutiva.

La privazione di una routine varia - scandita da rituali che rinforzano il senso di appartenenza a luoghi, gruppi nei quali esprimersi e condividere esperienze - per un periodo indeterminato così prolungato, non ha minato semplicemente l’indole naturale da animali sociali di cui parlava Aristotele, ma ha creato quella che il sociologo Alain Ehrenberg - direttore di ricerca presso il CNRS di Parigi – definisce “un’esistenza individuale di massa associata ad un’insicurezza personale di massa che si esprime in termini di salute mentale e sofferenza psicologica”.
Le analisi condotte dagli esperti e i metodi di indagine
Nello studio di un fenomeno, per garantire un’osservazione obiettiva è necessario che l’oggetto di studio sia isolabile e possibilmente distante. In questo caso - per

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Roberta Nutricati

Roberta Nutricati

Laureata in Lettere Moderne e in Relazioni Internazionali. Un master in Europrogettazione e il riconoscimento alla Camera dei Deputati come Professionista Accreditata presso la Fondazione Italia-USA. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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