Firmato accordo che distribuirà farmaci generici contro il Covid-19.

L’azienda farmaceutica Pfizer ha annunciato che la sua nuova cura contro il Covid-19, denominata Paxlovid, potrà essere distribuita come farmaco generico in ben 95 paesi, garantendo una copertura di circa il 53% della popolazione mondiale. Sicuramente una svolta specialmente per quelle nazioni economicamente in difficoltà. Questa nuova cura si va ad aggiungere al Molnupiravir della Merck che è stato il primo antivirale orale per il trattamento della Sars-Cov-2.

L’organizzazione artefice dell’accordo

Medicine Patent Pool (MPP), con cui Pfizer ha firmato l’accordo per il farmaco generico, è un’organizzazione sanitaria pubblica sostenuta dalle Nazioni Unite (ONU) che lavora per aumentare l’accesso e facilitare lo sviluppo di farmaci salvavita per i paesi a basso e medio reddito. La diffusione dei brevetti sui farmaci apre la strada a copie degli stessi di alta qualità delle versioni di marca. Precedentemente il processo per divenire farmaci generici richiedeva mediamente otto anni. Ora si può fare in appena due mesi.

Lo studio sul farmaco generico Paxlovid

Gli esperti sostengono che entrambi sono farmaci da somministrare soprattutto nei casi più gravi e che riducono notevolmente la mortalità. Gli studi mostrano efficacia specialmente tra i soggetti più a rischio: anziani e chi ha altre patologie. Paxlovid, della Pfizer, ha mostrato una riduzione dell’89% del rischio di ospedalizzazione o morte per qualsiasi causa correlata al Covid-19.

La migliore efficacia la si riscontra se somministrato nei primi tre giorni dall’insorgere dei sintomi. La pillola deve però essere somministrata in combinazione a un farmaco antivirale più vecchio chiamato ‘ritonavir’. La medicina punta a bloccare l’enzima che serve al coronavirus per moltiplicarsi. Andrà somministrata per cinque giorni con tre compresse al mattino e tre alla sera.

Merck la prima cura a compresse

Il Molnupiravir, come si è detto, è stato il primo farmaco antivirale orale autorizzato per il trattamento del Covid da lieve a moderato negli adulti. La compressa è stata sviluppata da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics. A differenza della pillola di Pfizer, questa mira a introdurre “errori” nel codice genetico del virus in modo da ostacolarlo nella sua riproduzione. La durata è sempre di cinque giorni, ma stavolta le pillole sono quattro al mattino e quattro alla sera. Al momento però non c’è accordo per renderlo un farmaco generico.

Reazioni alla nuova cura in Italia

Molto positive sembrano anche le impressioni dei nostri esperti. “Avere un farmaco generico che eviti lo sviluppo di una malattia grave nelle persone a rischio è molto importante” sostiene Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Secondo l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) i nuovi medicinali potrebbero arrivare in Italia già nelle settimane successive al Natale. Una nuova arma su cui finora non potevamo contare, ma che va a supporto delle vaccinazioni già in atto. “Non è uno strumento sostitutivo della vaccinazione” tiene a ribadire il virologo Fabrizio Pregliasco, docente alla Statale di Milano.

Le reazioni internazionali ai nuovi farmaci generici

Mentre l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e i capi delle agenzie per i medicinali stanno ancora valutando, ci sono paesi come la Svizzera che li ha già prenotati. Infatti gli elvetici hanno sottoscritto in questi giorni un contratto per la prenotazione della pillola Molnupiravir. La fornitura prevista dovrebbe ammontare a 8.640 confezioni, considerando che una serve a curare un paziente. Il medicinale dovrebbe arrivare entro gennaio 2022.

Oltre ai test clinici più che positivi fin qui svolti, questi farmaci generici sono una delle più importanti opportunità per permettere a tutti, poveri compresi, di avere accesso a una cura contro la pandemia. Purtroppo nella lista dei 95 paesi manca il Brasile che ha uno dei più alti livelli di decessi da Covid al mondo.

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