Le vaccinazioni stanno dando i loro primi frutti: a beneficiarne soprattutto operatori sanitari e anziani.

La campagna di vaccinazione, cominciata ufficialmente il 27 dicembre 2020, sta iniziando a dare i suoi primi frutti. A beneficiare delle vaccinazioni sono soprattutto le categorie coinvolte per prime: operatori sanitari e over 80. Gli effetti principali sono una consistente diminuzione dei ricoverati di età superiore a 80 anni e una conseguente riduzione della mortalità in questa fascia d’età. Gli esperti sono fiduciosi che nelle prossime settimane vedremo ulteriori flessioni nella curva epidemica.

I dati del monitoraggio dei primi mesi di vaccinazioni sono aggiornati allo scorso 28 aprile e sono stati pubblicati dall’ISS il 30 aprile.

Attiva la tua membership e ricevi buone notizie ogni settimana!Non perderti questa Offerta Limitata (solo per i primi 100)
  • Newsletter settimanale
  • Sconti sui prossimi eventi live
  • eBook gratuiti

Chi si ammala di più di Covid-19 in Italia?

Cominciamo con la cattiva notizia: dall’inizio della campagna di vaccinazioni c’è stato un incremento di casi di Covid-19 nella fascia più giovane della popolazione. Al 28 aprile i dati segnalavano un incremento rispetto alle due settimane precedenti nella fascia d’età 0-18 anni (19,7% v. 17,6%), 19-50 anni (43,1% v. 43%), over 50 (37,2% v. 39,4).

Fonte: www.epicentro.iss.it

L’aumento dei casi di Coronavirus nella popolazione più giovane è causato anche dalla concentrazione delle vaccinazioni nella fascia d’età over 80. Guardando i dati regionali si evidenziano alcune criticità per quanto riguarda l’incidenza dei casi nelle ultime due settimane interessate dal monitoraggio (12-25 aprile 2021) e nelle due precedenti (29 marzo – 11 aprile 2021). Le Regioni Basilicata, Campania, Molise e Sicilia sono le uniche a non registrare una diminuzione dell’incidenza rispetto alle due settimane precedenti.

Dall’inizio dell’epidemia, l’età media dei casi di Covid-19 era 47 anni. Da fine aprile 2020 il trend appare in diminuzione, assestandosi al momento della rilevazione a 42 anni.

Gli effetti delle vaccinazioni sugli operatori sanitari

Gli operatori sanitari sono stati una delle categorie più duramente colpite dalla pandemia. Dall’inizio dell’epidemia si sono contati 132.538 casi tra medici, infermieri e operatori delle RSA (pari al 3,3% dei casi totali). Durante il periodo interessato dalla rilevazione (12-25 aprile 2021) sono stati segnalati 184.432 nuovi casi: 1.481 di questi (1%) erano operatori sanitari.

Fonte: www.epicentro.iss.it

A metà novembre 2020 la percentuale di casi nei lavoratori della sanità superava il 5% del totale: da metà gennaio il trend è decisamente in diminuzione. Effetto della campagna vaccinale, che ha cominciato proprio da questa categoria, la più esposta al contagio insieme agli anziani.

L’impatto della seconda ondata si è fatto sentire decisamente di più rispetto alla prima, grazie all’aumentata capacità diagnostica. Da metà novembre 2020 la curva epidemica ha mostrato una graduale ma costante diminuzione fino al 21 dicembre, a ridosso dell’inizio della campagna vaccinale. Poi c’è stato un aumento fino a gennaio, quando si è stabilizzata: a febbraio, in concomitanza con il periodo più critico delle infezioni invernali, si è lievemente alzata (la cosiddetta terza ondata, decisamente meno catastrofica della seconda) per poi riabbassarsi nuovamente da metà marzo.

Tra gli operatori sanitari la terza ondata ha avuto un impatto decisamente meno grave della seconda: per consolidare il legame tra diminuzione dei casi e campagna vaccinale serviranno più tempo e più dati. Ma i segnali sono decisamente incoraggianti.

Gli effetti delle vaccinazioni sugli over 80

I primi effetti della campagna vaccinale sugli over 80 sono stati una consistente riduzione degli ingressi nelle terapie intensive e la diminuzione dei ricoveri. A partire dalla metà di marzo 2021, quando le vaccinazioni interessavano soprattutto questa fascia di popolazione arrivando anche al 40% di copertura, il tasso di ricovero è sceso notevolmente. Già da inizio febbraio il tasso di ricovero tra gli over 80 era diminuito rispetto alle altre due fasce d’età considerate, gli ultra 60enni e gli ultra 70enni.

Fonte: www.epicentro.iss.it

Venerdì 30 aprile, nel corso della conferenza stampa che mostra il monitoraggio settimanale dell’epidemia, Silvio Brusaferro ha commentato così l’effetto positivo delle vaccinazioni sugli anziani:

«Quasi il 75 per cento delle persone positive è asintomatica o ha pochi sintomi e c’è una decrescita dei casi tra gli anziani e tra gli operatori sanitari. Questo è un segnale dell’efficacia delle vaccinazioni».

Fonte: www.epicentro.iss.it

Al 28 aprile 2021 le vaccinazioni in Italia erano 18.957.365 (di cui 5.584776 persone che avevano completato il ciclo vaccinale). Ad oggi (11 maggio, ndr), i dati del governo sono 24.502.646 somministrazioni totali, di cui 7.561.566 seconde dosi (12,76 % della popolazione).

Al 28 aprile 2021 l’85% degli ultra 80enni aveva ricevuto almeno la prima dose (il 60% ha completato il ciclo vaccinale). A oggi, le somministrazioni agli over 80 sono oltre 6 milioni: 15 regioni hanno superato l’80% di copertura vaccinale in questa fascia d’età.

A inizio febbraio, in concomitanza con il pieno delle vaccinazioni agli ultra 80enni, i casi sono aumentati nella fascia d’età 60-69 anni, portando l’età media dei decessi a 79 anni. Gli esperti sono fiduciosi che nelle prossime settimane vedremo un calo significativo dei casi nelle fasce d’età target delle vaccinazioni.

 

Leggi anche:

Vaccini di massa per le isole fragili: dove e perché

Vaccini Covid-19: facciamo il punto della situazione

L’UE non rinnova il contratto con AstraZeneca per inadempienza contrattuale

Cosa sono gli anticorpi monoclonali? La risposta della scienza

ISCRIVITI SUBITO ALLA NEWSLETTER e RICEVI L'ESTRATTO GRATUITO del primo libro mai scritto in Italia sul Giornalismo Costruttivo!