Moderna, Pfizer, Seqirus e Sanofi avviano una sperimentazione clinica per il vaccino antinfluenzale a mRNa.

Il coronavirus ha portato la ricerca a modalità di sperimentazione più veloci e sofisticate. Ciò è senza dubbio un traguardo raggiunto in due difficili anni di pandemia. Il lato straordinario del successo in campo medico è l’utilizzo di una nuova tecnologia: l’mRNa. Questo meccanismo, utilizzato per il vaccino anti Covid-19, pare sia promettente anche per debellare altri tipi di patologie. È inoltre risultato compatibile per creare un nuovo vaccino antinfluenzale e combattere le influenze stagionali. Malattie, queste ultime, che ogni anno raggiungono un impatto da tenere in considerazione.

Come spiega InfluNet nel rapporto epidemiologico 2021 relativo alla sorveglianza dell’influenza, l’incidenza registrata dal 29 novembre al 5 dicembre è pari a 4,8 su mille assistiti. Un dato in aumento rispetto all’anno scorso che risultava pari a 1,15 su mille assistiti (stagione 2019-2020).

Sono quattro le case farmaceutiche che hanno avviato lo sviluppo dell’mRNa per nuovi vaccini contro l’influenza. Si tratta di Moderna, Pfizer, Seqirus e Sanofi. Ma come funziona questa nuova tecnologia applicata al vaccino antinfluenzale?

Cos’è l’mRNa

L’mRNa è un acido ribonucleico messaggero, una soluzione prodotta biologicamente dal nostro corpo per sintetizzare le proteine vitali. L’mRNa utilizzato nel vaccino anti Covid-19 ci dà la possibilità di fornire al nostro organismo informazioni sul coronavirus senza la necessità di introdurre il virus, ma solo le sue proteine. Una volta inserita l’informazione nel nostro corpo, essa giunge al citoplasma cellulare senza entrare nel nucleo. Tutto ciò grazie a un rivestimento lipidico che ne impedisce l’aggressione da parte dei nostri anticorpi. L’informazione servirà per creare diverse copie della proteina virale di modo da essere notate dalle cellule immunitarie che imparano a contrastarle, registrandone memoria.

Questo procedimento è applicabile a ogni tipo di vaccino ed è in fase di studio da circa vent’anni. In un anno di utilizzo di vaccini anti coronavirus a mRNa si è riscontrata la loro efficacia, soprattutto per le forme gravi del contagio.

Adesso le aziende farmaceutiche riprendono i loro studi pre-pandemia per utilizzare la nuova tecnologia anche – e soprattutto – nei casi di influenza. Qual è la differenza tra il metodo mRNa e il vaccino antinfluenzale tradizionale?

mRNa e vaccino antinfluenzale tradizionale

Gli elementi divergenti tra il vaccino a mRNa e quello tradizionale sono parecchi. Innanzitutto il vaccino antinfluenzale di uso comune presenta metodologie diverse di preparazione e azione sul nostro organismo. Esistono diversi tipi di vaccino antinfluenzale standard, i principali sono:

  •  inattivato
  •  attenuato
  •  sintetico

Il vaccino antinfluenzale inattivato è prodotto uccidendo il microrganismo responsabile dell’influenza attraverso l’utilizzo del calore o di altri metodi. È un tipo di vaccino sicuro poiché, non essendo attivo, non può tornare nella sua forma patogena e non ha bisogno di essere congelato. Questo garantisce un più agevole trasporto del farmaco, anche in paesi caldi e a maggiore rischio malattie come l’Africa. Tuttavia ha lo svantaggio di una protezione immunitaria inferiore rispetto alle altre tipologie.

Quello attenuato consiste invece nell’inoculazione di un microrganismo vivo ma reso incapace di contagiare. Il virus è coltivato in laboratorio con speciali accorgimenti di conservazione e crea una risposta immunitaria tale da bastare una sola somministrazione. Infine c’è il vaccino antinfluenzale ricombinante che si produce operando nel DNA del virus.

Efficacia e prospettive future

Nonostante le differenze, il vantaggio principale del vaccino a mRNa riscontrato dalle aziende farmaceutiche è il risparmio di tempo nella sua produzione rispetto a un vaccino antinfluenzale tradizionale. I vaccini a mRNa utilizzati per l’influenza potrebbero dunque essere prodotti a ridosso della stagione influenzale evitando lunghi passaggi da parte dei ricercatori o previsioni spesso incerte sui virus. Inoltre una maggiore accuratezza corrisponde anche a una maggiore efficacia nel combattere l’influenza, soprattutto in soggetti anziani o persone affette da altre patologie.

Altro vantaggio dell’mRNa è la grande flessibilità che potrebbe portare a realizzare un solo vaccino per più malattie respiratorie. Moderna dalla scorsa estate sta lavorando proprio su questo aspetto per un vaccino sperimentale che contrasterebbe i virus dell’influenza stagionale, il coronavirus e il virus respiratorio sinciziale umano.

Infine le prospettive future – secondo i ricercatori di Moderna, Pizer, Sanofi e Seqirus – sarebbero quelle di realizzare un vaccino antinfluenzale universale che offra una copertura per diversi anni rendendo non più necessaria la somministrazione annuale.

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