Con il ritorno sui banchi di scuola entra in gioco un’importante novità. Su decisione del ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, gli smartphone sono banditi dalla scuola dell’infanzia fino alla terza media, anche per scopi didattici. Tale misura nasce dall’esigenza di ridurre le distrazioni, favorire la formazione e il benessere psicologico della Generazione Alpha, coloro che sono nati fra i primi anni 2010 e metà anni 2020.

Lo stress precoce risulta infatti una sfida crescente per la generazione di domani. L’ultimo rapporto UNICEF rileva che più di 11 milioni di giovanissimi in Europa soffrirebbe di problematiche legate alla salute mentale. I sintomi di stress infantile, riconosciuti in tempo, sono la chiave per promuovere la salute dei più piccoli. Le ricerche individuano alcune strategie semplici per aiutare i bambini a rilassarsi e ritrovare il sorriso.

Stop ai cellulari, via libera all’apprendimento

Nata nell’era digitale, la Generazione Alpha, è immersa in un mondo sempre connesso. Social media e videogiochi scandiscono la loro quotidianità. Questo costante bombardamento di stimoli avrebbe però conseguenze negative sull’equilibrio psicologico. Inoltre, passare ore davanti lo schermo di dispositivi smart o guardare troppa tv metterebbe a rischio lo sviluppo cerebrale.

Da quest’anno scolastico, la scuola italiana lancia un messaggio a tutela del benessere della Gen Alpha. Il divieto dell’uso dei telefonini è la recente misura volta a contrastare il calo dell’attenzione e incrementare l’apprendimento. Una deroga sarà permessa a studenti con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, se previsto dal piano educativo individualizzato (PEI) o piano didattico personalizzato (PDP).

Ci troviamo di fronte a una scuola dalle sfumature più analogiche, decisa a combattere il fenomeno del cyberbullismo e incoraggiare le relazioni sociali tra studenti, senza che un schermo faccia da filtro fra di essi. Inoltre, il ritorno al diario cartaceo incentiverà la scrittura a mano, considerata preziosa per il consolidamento delle capacità cognitive.

Generazione alpha: bambino tiene in mano uno smartphone.

(Unsplash – Julia Coimbra).

Dalla parte dei bambini: individuare i segnali dello stress

Umore irritabile, isolamento dagli amici, mal di testa e mal di stomaco, mancanza di appetito. Spesso, i segnali di stress nella Generazione Alpha vengono erroneamente interpretati come capricci, ritardando un intervento tempestivo da parte degli adulti. Le cause di questo stato emotivo sono spesso legate a una sovra-stimolazione da internet, pressioni scolastiche o extra-scolastiche, poco esercizio fisico e ritmi frenetici.

La relazione genitori-figli gioca un ruolo cruciale. Dedicare tempo di qualità al proprio figlio, senza proiettare le proprie ansie ed aspettative su di lui, è il primo passo per costruire una relazione sana. Per migliorare la qualità di vita dei nativi digitali, è fondamentale l’ascolto attivo verso i loro bisogni. Uno sondaggio di Verywell Mind & Parents su 1.000 genitori americani definisce il 75% di essi a favore di piccole pause dalla scuola. A patto di mantenere voti alti, staccare la spina per un giorno sarebbe considerato un alleato della salute psico-fisica dei figli.

Guida pratica al benessere della Generazione Alpha

Gli esperti concordano sull’importanza di insegnare alla Gen Alpha come gestire lo stress. Una ricerca su Hormone Research Paediatrics evidenzia che l’efficacia di diverse tecniche per ridurre l’ansia, migliorare la socialità e le prestazioni scolastiche. Numerosi approcci puntano su meditazione ed educazione alla respirazione profonda, per rallentare il battito cardiaco e implementare l’autoregolazione.

Un valido strumento è l’immaginazione guidata, che attiverebbe tutti i sensi. Si tratta di una combinazione di esercizi di rilassamento e visualizzazione di immaginari piacevoli. Non va sottovalutato il training autogeno che utilizza l’autosuggestione per indurre uno stato di relax. Per mezzo di specifiche suggestioni, si indurrebbe l’organismo a reagire producendo sensazioni fisiche associabili alla calma.

Secondo i pediatri, l’antidoto principale allo stress rimane il movimento fisico, inteso come attività basate su divertimento, crescita e scoperta. Che si scelga yoga per i più piccoli o un qualsiasi sport, il protagonista è il bambino: l’ultima parola spetta a lui.

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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