"Per la Mente, con il Colore": iniziativa per promuovere l'inclusione sociale e rinnovare il mondo dell'arte.

Tutta italiana l'iniziativa per chi soffre di disturbi psichici che sta coinvolgendo il mondo dell'arte e segna un grande passo verso l'inclusione sociale e una maggiore empatizzazione tra le persone. La Pinacoteca di Brera dà il via a "Per la Mente, con il Colore", un programma che conferisce a persone con una storia di disturbi psichici l'ònere di spiegare e illustrare le opere d'arte in esposizione. Al momento si contano 15 guide appositamente formate per l'incarico.

Le porte di Brera tornano ad aprirsi il 4 maggio, ma si dovrà attendere ancora un mese prima di poter aderire a questa iniziativa. Le distanze che si sono dovute rispettare durante la quarantena per il Covid hanno rallentato il processo di formazione delle future guide costringendo a rimandarne l'inaugurazione. Dal 4 maggio inoltre sarà possibile entrare nella Pinacoteca ma in un numero estremamente ristretto (circa 4 persone alla volta) per scongiurare eventuali contagi. Una tale restrizione, seppur obbligatoria, poco si integra con il proposito del progetto: entrare in sintonia, sì con le opere d'arte, ma anche con gli altri componenti del gruppo durante la visita.

L'idea resta innovativa e anche il Metropolitan Museum di New York ha ammesso di non aver mai fatto nulla del genere. Per il momento sono state selezionate sei opere per garantire una diversificazione dei sentimenti rappresentati e in cui immedesimarsi. Si annoverano nell'elenco: la "Pietà" di Giovanni Bellini, la "Nascita della Vergine" di Gaudenzio Ferrari, la "Cucina" di Vincenzo Campi, la "Pala di San Bernardino" di Piero . . .

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