Blogging: opportunità e consigli per chi lavora sfruttando il digitale.

Fare blogging, oggi, è una moda e un sogno di molti. Monetizzare la propria creatività e farne la principale fonte di reddito è, soprattutto tra i giovani, la più grande aspirazione lavorativa: operare da remoto, sfruttare le opportunità del digitale e ottenere visibilità sono i punti più attraenti e che rendono il blogging il ‘mestiere del momento’. Ma, dietro a questa visione semplicistica, ci sono retroscena, curiosità e storie che rendono i blogger figure tanto ambite quanto eterogenee. Buonenotizie.it ha intervistato Nejua Trentacoste, una blogger italiana, che ci ha dato qualche consiglio su come lavorare con il web e qualche aneddoto sul suo percorso.

Come fare blogging oggi

Fare blogging è, potenzialmente, per chiunque. Nejua Trentacoste dichiara infatti: “Se guidato nel modo corretto, sono certa che la creazione di un business digitale (grande o piccolo che sia) è un qualcosa decisamente alla portata di tutti.” A questo punto, viene da chiedersi quale sia il modo corretto di fare blogging oggi. A tal proposito, Nejua risponde: “Come per tutte le cose, c’è bisogno di studiare, anche se per questa professione il percorso da seguire è in genere personale e di stampo autodidatta. Si devono acquisire molte competenze legate a vari aspetti del marketing online: un blogger non può solo sapere come scrivere, ma deve conoscere il mondo del web; ed è proprio per questo che molti falliscono, perché hanno competenze troppo verticali“.

Ma neanche lo studio, da solo, è sufficiente: “Quello che si vede osservando chi ce l’ha fatta con il proprio blog o con la propria attività sul web è solo la punta dell’iceberg. Dietro a quel che vediamo, infatti, ci sono innumerevoli ore di lavoro, sacrifici personali e un sacco di errori e tentativi falliti; ma c’è anche una grande convinzione personale, una caparbietà e una voglia di farcela che sono state più forti delle difficoltà riscontrate. Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole fare blogging è proprio questo: non aspettarti risultati dall’oggi al domani, persevera e credi in te stesso e nelle tue idee. […] Io stessa, ho dovuto interfacciare alcune di queste realtà. In genere, però, non do affatto importanza alle critiche non costruttive e al contrario sono molto interessata a quelle costruttive: proprio per questo, tutti i miei corsi e i materiali che offro sono pieni di richieste di feedback, di sondaggi e di domande, che mi permettono di capire cosa migliorare“.

Chi sono i blogger… o le blogger

Nejua Trentacoste dichiara che il suo seguito è formato principalmente da donne, e questo per due motivi: “Il primo è il tone-of-voice che ho dato al progetto, nettamente femminile in tutti i suoi aspetti a partire dalla scelta dei colori fino all’angolazione dalla quale affronto la stesura dei miei contenuti. Il secondo è legato al fatto che le donne, rispetto agli uomini, tendono a essere meno affini al mondo della tecnologia e del digital marketing. In questo, il mio modo semplice di esporre anche i concetti più tecnici e il mio approccio inclusivo hanno fatto si che le donne trovassero in me un modello più vicino a loro e se vogliamo anche più comprensibile“.

E poi, ci sono le blogger mamme. Come Nejua, che ne parla così: “Qui vorrei sfatare un mito. Online, c’è un po’ la falsa credenza che chi lavora nel digitale passi metà delle proprie giornate a grattarsi la pancia, ma non è così. Come qualunque progetto, anche l’avvio e la crescita di un blog sono attività che necessitano di lavoro. A ogni modo, essere una mamma blogger significa essere una mamma lavoratrice con il grosso vantaggio di poter gestire in buona parte il proprio tempo e i propri ritmi lavorativi. Questo, per me, significa essere presente nei momenti importanti della crescita di mio figlio e dedicarmi a lui in un modo che non potrei fare se avessi un lavoro tradizionale“.

Le opportunità del lavoro da remoto

Un altro grande vantaggio del lavoro da remoto è l’opportunità di viaggiare: “La flessibilità in termini di tempo ti permette di lavorare come, dove e quando vuoi: dalla camera di un hotel al tavolo di un caffè parigino. Prima del COVID, i miei ultimi viaggi sono stati in Florida, dove vive mia sorella, e in Inghilterra, nelle affascinanti campagna inglesi… e stiamo già pensando ai prossimi“.

E gli svantaggi?: “Il lavoro da remoto tende a essere abbastanza solitario: anche se hai dei collaboratori, le tue giornate si svolgono spesso in solitudine. Questa, a mio avviso, è la pecca più grande. Alla luce di questo, però, ci sono tanti vantaggi”. Il lavoro da remoto, che sia da casa o in viaggio, è una realtà a cui dovremo abituarci, e il nomadismo digitale è destinato a raccogliere sempre più seguaci.

 Leggi anche:

Lavoro da remoto e turismo, un’accoppiata vincente. Anche per l’Italia.

10 consigli per uno stile di vita sano, anche in smart-working.