Il giornalismo costruttivo o giornalismo delle soluzioni è un modo diverso di fare del “buon giornalismo” che affronta sfide sociali, economiche e ambientali non focalizzandosi sul problema, ma sul modo in cui persone, comunità, istituzioni o altri soggetti coinvolti, stiano lavorando a possibili soluzioni.

Questa forma di giornalismo nasce in nord Europa, tra il 2011 e il 2012, dall’incontro di un gruppo di professionisti dell’informazione, al fine di promuovere un tipo di notizia che, pur restando ancorata agli standard del giornalismo tradizionale, orientato soprattutto su informazioni negative, per lo più di critica e di denuncia, riporti fatti e storie secondo modalità “costruttive”, sensibilizzando e coinvolgendo i lettori.

Parlare di giornalismo costruttivo: l’azione di BuoneNotizie.it

Al 1° Convegno globale sul Giornalismo Costruttivo, fatto in Danimarca nel 2017, hanno partecipato anche Silvio Malvolti, fondatore ed editore di BuoneNotizie.it e Martina Fragale, giornalista e direttrice responsabile del giornale, da allora divulgatori di questo modo alternativo di fare informazione. Entrambi hanno tenuto numerosi corsi di aggiornamento per gli ordini dei giornalisti di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna e partecipato a importanti eventi del settore, come l’annuale Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari.

L’intervento al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

In occasione dell’ottava edizione del Festival, Silvio Malvolti e Martina Fragale hanno tenuto il corso “Giornalismo costruttivo: c’è un modo diverso di raccontare le notizie?” in cui hanno spiegato cos’è il giornalismo costruttivo, come può essere applicato e in che modo può giovare non solo ai giornalisti, ma all’intera società. L’incontro si è svolto presso la sala Delbianco della biblioteca comunale di Staranzano, nella serata di domenica 5 giugno.

Organizzatrice dell’evento, l’associazione Leali delle Notizie, nata nel 2015 per diffondere un tipo di giornalismo libero e veritiero, ma profondamente legato ai fatti. Una filosofia di vita e di lavoro che combacia perfettamente con quella di BuoneNotizie.it, impegnata a diffondere il giornalismo costruttivo: “Parlarne, farlo conoscere e insegnarlo a chi le notizie le produce, affinché venga adottato nel modo più ampio possibile – ha dichiarato Silvio MalvoltiSolo così le notizie costruttive potranno veramente diffondersi e arrivare alle persone, dando una percezione migliore e più veritiera della realtà che ci circonda”.

Il giornalismo costruttivo come risposta allo scenario attuale

All’incontro del 5 giugno, il fondatore di BuoneNotizie.it ha affermato che il giornalismo costruttivo nasce in risposta allo scenario attuale del giornalismo, ricco di notizie negative, che parlano di corruzione e fallimenti della società e dell’umanità. Ne consegue una serie di emozioni negative che inducono lettori e telespettatori ad allontanarsi sempre più dal “consumo” di informazioni, provocando un vero e proprio crollo del settore.

Esempi concreti di “media tossici” sono: l’esagerazione del numero di vittime durante l’attentato alle torri gemelle nel 2001, dove i giornali citavano 20.000 morti e le stime reali erano di 2974 o l’allarmismo eccessivo sull’influenza aviaria del 2006, che scatenò una vera e propria psicosi tra i consumatori, con conseguente e drastico crollo del mercato avicolo in tutto il Mondo.

Silvio Malvolti ha sollevato il problema attuale del forte divario tra la realtà effettiva e quella percepita attraverso i notiziari italiani, che utilizzano spesso titoli “apocalittici” per attirare l’attenzione dei lettori che, d’altro canto, stanno perdendo sempre più la fiducia nei giornalisti. Significativi i dati emersi dal Digital News Report del 2017, un sondaggio condotto dal Reuters Institute di Oxford, nel quale: il 48% degli intervistati ha dichiarato di non seguire più le notizie perché hanno un impatto negativo sul loro umore, il 37% ha perso fiducia nelle notizie e il 28% si sente impotente rispetto ai problemi di cui parlano.

Un modo diverso di raccontare le notizie

Nel suo intervento, invece, Martina Fragale ha spiegato perché il giornalismo costruttivo non è da confondere con quello positivo: a differenza di quest’ultimo, infatti, non ignora le notizie negative, ma ne parla spostando l’attenzione sulle possibili soluzioni, ricercandole sia a livello nazionale che internazionale.

Esempi di articoli scritti in un’ottica costruttiva sono quelli del quotidiano britannico Guardian. Una sua pubblicazione, intitolata “Combattere cicloni e coronavirus: ecco come abbiamo evacuato milioni di persone durante una pandemia”, parla dei danni provocati dal ciclone Amphan in Bangladesh, a maggio 2020, non evidenziando il problema ma come la popolazione locale sia riuscita a prevenirlo e gestirlo in piena pandemia, registrando pochissime vittime.

Altri articoli parlano delle problematiche ambientali in Italia, focalizzandosi su come molte associazioni stiano sviluppando sempre più progetti di gestione ambientale, limitando il rischio di incendi e il numero di alberi morti, al fine di ridurre il rilascio di carbonio nell’atmosfera.

Questi esempi dimostrano come il giornalismo costruttivo possa dare una visione diversa della notizia, critica sul problema ma propositiva verso le possibili soluzioni, con l’obiettivo di far rinascere nei lettori il piacere di informarsi.

Leggi anche:

Al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari si parlerà del futuro dei media

BuoneNotizie.it sarà al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

Brunella Mascolo

Brunella Mascolo

Brunella Mascolo, logopedista e aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al progetto formativo realizzato dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. E tu, cosa stai aspettando?

Vuoi diventare giornalista?

Sei un aspirante pubblicista, ma non hai ancora trovato editori disposti a pagare i tuoi articoli?

Scopri di più