La Commissione Europea ha presentato con grande urgenza la bozza del Piano REPowerEU, una road map per abbattere le importazioni di gas e petrolio dalla Russia entro un anno e incentivare l’indipendenza energetica del continente dalla Russia con tempistiche più brevi del già preventivato 2030.

REPowerEU è una misura emergenziale che risponde all’instabilità introdotta nell’eurozona dall’invasione russa dell’Ucraina.  Instabilità aggravata dalla minaccia dell’interruzione totale delle forniture di gas russo che rischia di far collassare la produzione europea, vanificando i segnali di ripresa economica dell’eurozona ottenuti dopo il crollo del primo anno di pandemia.

Per l’Unione Europea, l’invasione dell’Ucraina ha reso evidente e forte come mai prima d’ora la necessità di una transizione rapida verso l’energia pulita: l’Unione Europea, infatti, importa il 90% del gas che consuma.

Le misure a breve termine

Le misure previste tramite REPowerEU sono determinate dal fatto che l’Europa dipende dalla Russia per il 45% del proprio fabbisogno di gas, per il 46% del carbone e per il 27% di petrolio. Per far fronte al rischio imminente d’interruzione delle forniture russe, l’Unione Europea prevede come misure di urgenza a brevissimo termine di riempire gli stock delle riserve strategiche almeno a una quota minima del 90% entro il primo ottobre. L’obiettivo è poter rispondere alla domanda del prossimo inverno e accostare questo provvedimento a soluzioni economiche per calmierare i prezzi già sottoposti a forte lievitazione.

Accelerare la riconversione energetica

REPowerEU di fatto accelera una dinamica che l’Unione Europea aveva già avviato per due motivazioni di fondo:  la prima è rappresentata dalla necessità di avviare il continente europeo verso quella riconversione energetica verde dettata dal Green Deal del 2019.

La seconda, necessità già contemplata, è porre le basi per una minore dipendenza dal gas russo, la cui domanda non era stata pienamente coperta da Gazprom già nel 2021, spingendo l’EU ad adottare misure per contenere l’aumento dei prezzi dovuto alla domanda dettata dalla sola emergenza Covid.

Oggi si assiste alla necessaria corsa per la ricerca di soluzioni alternative al gas russo. Esiste il rischio che, senza un celere e ampio sviluppo delle fonti di energie alternative, l’Europa possa ritrovarsi rinchiusa nei vincoli di una specie di nuovo monopolio delle forniture dettato questa volta da un clima di guerra non voluto, ma maggiormente vincolante.

Per questo la corsa ad affrancarsi dalle risorse russe può divenire anche occasione di cesura sulla dipendenza dalle risorse fossili e non rinnovabili. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen  ha affermato: “Quanto più velocemente passeremo alle energie rinnovabili e all’idrogeno, associati a una maggiore efficienza energetica, tanto più velocemente saremo di fatto indipendenti e in controllo del nostro sistema energetico”.

Cosa prevede il Piano REPowerEU

In tal senso, secondo la Commissione Europea, il Piano dovrà prevedere delle misure riguardanti la produzione interna all’Unione, che salvaguardino i principi previsti nel Green Deal europeo: un approvvigionamento energetico dell’UE sicuro e a prezzi accessibili, un mercato dell’energia pienamente integrato, interconnesso e digitalizzato e una forte priorità all’efficienza energetica.

In questa direzione, oltre al già aperto dialogo interno agli Stati dell’Unione sulla riorganizzazione intereuropea del sistema energetico, il piano prevede come obbiettivi ulteriori: l’aumento dei volumi di produzione e di importazione di biometano e idrogeno rinnovabile; la più rapida riduzione dell’uso dei combustibili fossili nell’edilizia, anche abitativa, nell’industria e a livello di sistema energetico grazie a miglioramenti dell’efficienza energetica, all’aumento delle energie rinnovabili e all’elettrificazione e superando le strozzature infrastrutturali.

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Pasquale De Salve

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