Negli ultimi giorni, in vari paesi europei (i più colpiti Grecia, Spagna e Portogallo) si sono sviluppati incendi boschivi di grande entità. Le fiamme hanno distrutto decine di chilometri quadrati di boschi, costringendo le persone ad abbandonare le proprie case.

La situazione è stata drammatica in molte zone del continente europeo, come illustrato dal report dello European Forest Fire Information System[1]. Nei paesi dell’Ue sono bruciati nel 2021 più di mezzo milione di ettari di terreno. L’Italia è stata, tra tutti, il paese più duramente colpito: 159.537 ettari di terreno bruciati nel corso del 2021. Questi incendi sono la conseguenza diretta di un problema enormemente serio e preoccupante: la crisi climatica.

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I danni non si fermano quando vengono spente le fiamme

«Quasi tutti gli habitat – spiegano gli attivisti del WWF[2]che si tratti di foreste, di steppe, di praterie, di savane, risentono in maniera significativa dai cambiamenti prodotti dal riscaldamento del pianeta: cambiamenti nel ciclo delle piogge, nella quantità di acqua e umidità presente nel terreno, nell’energia dei venti, nelle frequenti siccità, nell’inaridimento, nella progressiva desertificazione che avanza nel pianeta al ritmo di 11 milioni di ettari l’anno. In questo generale stato di sofferenza si aggiunge l’impatto umano diretto: degrado, consumo insostenibile, deforestazione, mancata gestione, abbandono».

Secondo lo studio condotto dal WWF, oltre il 75% degli incendi boschivi nel mondo sono provocati dall’uomo in maniera dolosa. Inoltre gli incendi incontrollati sono responsabili del 10% delle emissioni globali annue di CO2 e aggravano il cambiamento climatico. Le conseguenze della distruzione dei boschi vanno ben oltre l’estinzione delle fiamme.

«Le conseguenze sono devastanti – afferma Isabella Pratesi, direttore del programma di Conservazione del WWF Italia– per la biodiversità e per le persone, le loro proprietà e l’economia in generale. Gli effetti degli incendi boschivi non si fermano quando questi vengono spenti, poiché le foreste distrutte non possono più fornire i tantissimi servizi che offrono alla comunità: riduzione del rischio idrogeologico, difesa del suolo dall’erosione, assorbimento di carbonio, regolazione del ciclo dell’acqua, protezione della biodiversità, riduzione degli effetti degli eventi estremi come le ondate di calore, oltre ad importanti benefici per il turismo e le attività ricreative in genere».

Abbiamo bisogno di foreste sane e ricche di biodiversità: aumentare la resilienza degli ecosistemi

Nel rapporto “Il Mediteranno brucia” stilato dal WWF vengono esposti problemi e possibili soluzioni su come favorire lo sviluppo di ecosistemi resilienti in accordo con le infrastrutture e la presenza umana.

Anche se gli incendi boschivi fanno parte del naturale ciclo evolutivo, l’intervento dell’uomo nell’alterare il clima e l’agire doloso hanno fatto crescere talmente tanto il numero di incendi da frenare la rigenerazione dei boschi. «Le previsioni del cambiamento climatico – leggiamo nella relazione – confermano la tendenza alla crescita della frequenza e dell’intensità degli incendi boschivi, con periodi di rischio più lunghi e meno stagionali. Il cambiamento climatico ha alterato la distribuzione degli incendi durante l’anno».

In tutto il mondo, nel 2021, sono bruciati 1.113.464 ettari come mappato dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea. Ma il rapporto lascia intravedere una speranza: In dieci anni, l’umanità dovrebbe essere in grado di invertire la curva della perdita di biodiversità, come delineato dal WWF nel rapporto Living Planet 2020. A tal fine, le Nazioni Unite hanno lanciato il decennio del ripristino degli ecosistemi”.

È necessario impegnarsi in una politica di prevenzione più ambiziosa che non si riduca allo spegnimento delle fiamme, ma che sia concentrata sulla “gestione del territorio: passare da un modello che dà la priorità agli investimenti nello spegnimento e sottostima gli effetti del riscaldamento globale e dell’accumulo di materia combustibile a uno che mira a costruire paesaggi rurali più resilienti, vivi e meno infiammabili, non solo per ridurre l’impatto degli incendi, ma anche per salvaguardare la conservazione della biodiversità e il sequestro del carbonio, nonché per incoraggiare lo sviluppo rurale in regioni sempre più trascurate e invecchiate“.

La salute umana dipende dalla salute del pianeta, per cui deve essere punto prioritario nelle politiche per il futuro e pensiero di tutti nel preservarla al meglio.

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[1] European Forest Fire Information System (Effis)

[2] fonte: WWF

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Vittorio Palmieri

Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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