I ricercatori dell’Università di Milano stanno lavorando sulla mappatura del Dna degli animali a rischio estinzione per comprendere come questi si adattino ai cambiamenti climatici. Luca Gianfranceschi e Guido Gallo dell’Università di Milano stanno studiando il legame tra patrimonio genetico e capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Riuscire a mappare il Dna delle specie a rischio permetterà in futuro di comprendere meglio come intervenire per preservare questi animali dal rischio estinzione.

Il contributo della mappatura del DNA nell’identificazione degli animali a rischio estinzione

Oggi, secondo le stime del WWF, le specie si estinguono a una velocità circa 100 volte superiore a quella del passato: è urgente cambiare rotta e difendere la biodiversità, in tutte le sue forme.

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Ricostruire la sequenza completa del Dna degli animali a rischio estinzione può aiutare a capire come salvarla. Anche dai cambiamenti climatici. La mappatura del DNA può anche aiutare a identificare le popolazioni all’interno delle specie a rischio che sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici. Alcune popolazioni potrebbero mostrare un pool genetico ridotto o specifiche varianti genetiche che le rendono meno adattabili alle nuove condizioni ambientali. Identificare queste specie di animali a rischio estinzione consente di concentrare gli sforzi di conservazione e adottare misure specifiche per preservare la diversità genetica e garantire la sopravvivenza di queste specie.

I ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con importanti laboratori internazionali, hanno ricostruito in maniera accurata gli 80 cromosomi che costituiscono il patrimonio genetico della rondine. Questo genoma è stato inizialmente utilizzato per costruire un catalogo di tutte le varianti genetiche, identificate sfruttando le milioni di sequenze di DNA disponibili nel mondo per questa specie. Questo lavoro di mappatura sugli animali a rischio estinzione è «partito nel 2018 con la pubblicazione del primo genoma» come spiegano i genetisti Luca Gianfranceschi e Guido Gallo – questo permette di evidenziare similitudini e differenze tra gli individui, aumentando la precisione e la capacità di identificare le varianti genetiche in nuovi individui e l’accuratezza di tutte le analisi successive».

La genetica della conservazione e l’importanza della mappatura del DNA

La genetica della conservazione è una disciplina che si concentra sullo studio della diversità genetica degli animali minacciati o a rischio estinzione. La mappatura del DNA di queste specie offre un’opportunità senza precedenti per ottenere una panoramica dettagliata dei loro genomi. Questa tecnologia avanzata permette di identificare variazioni genetiche significative che potrebbero essere correlate all’adattamento delle specie ai cambiamenti climatici. Comprendere la diversità genetica e l’adattabilità degli animali a rischio estinzione può fornire informazioni preziose per la formulazione di strategie di conservazione mirate. «Questo ci consentirà – spiegano i due ricercatori – di identificare le regioni del genoma che contengono i geni alla base della migrazione. A questo punto potremo capire se la variabilità genetica in queste regioni è sufficiente per consentire l’adattamento della specie ai cambiamenti climatici in atto».

I dati genomici ottenuti dalla mappatura del DNA possono essere fondamentali per lo sviluppo di strategie di conservazione basate sulla genetica delle specie a rischio. Questi dati possono essere integrati con informazioni sul clima e l’habitat per identificare le aree prioritarie per la conservazione, prevedere i movimenti delle popolazioni e individuare i corridoi ecologici per favorire la dispersione genetica. Inoltre, la mappatura del DNA può contribuire alla selezione di individui per programmi di riproduzione assistita e per l’introduzione di nuove varianti genetiche che potrebbero aumentare l’adattabilità delle specie a rischio.

I dati dello studio verranno analizzati dopo l’estate, sarà necessario un altro anno di lavoro per identificare le regioni cromosomiche rilevanti. Questi risultati potranno avere un impatto anche su altre specie di uccelli permettendo di verificare in modo mirato la variabilità dei geni identificati e capire così le chances delle varie specie di far fronte ai futuri cambiamenti climatici.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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