I cambiamenti climatici dell’ultimo decennio hanno radicalmente modificato il climala percezione delle quattro stagioni. Con l’arrivo dell’autunnoci troviamo davanti a una stagione che non è più la stessa.

Autunno: la stagione dei colori

L’autunno è finalmente arrivato. Dallo scorso 23 settembre, infatti, la stagione del giallo, rosso e arancione ci ha raggiunto dopo un’estate di caldo intenso e forti precipitazioni a carattere temporalesco. Nonostante il sentimento comune porti a pensare che questa sia la stagione in cui tutto torna a dormire, in realtà si tratta di un periodo di grandi cambiamenti. Una sorta di seconda primavera caratterizzata da lenti mutamenti metereologici. Mentre le giornate diventano più corte e la temperatura si abbassa, le foglie assumono una colorazione più calda, innescando un processo mozzafiato. Insomma, una transizione che, a detta di molti, è la più spettacolare dell’anno.

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A far discutere, però, è proprio questo. Il graduale passaggio tra il verde estivo e il giallo-rosso autunnale. Per introdurre quello che è a tutti gli effetti un fenomeno che sta progressivamente scomparendo, ovvero il cambio di stagione e il puntuale arrivo dell’autunno, giusto rifarsi alle parole di Marc Abrams in un articolo pubblicato su The Conversation. Specializzato in scienze forestali, e professore di ecologia forestale all’Università statale della Pennsylvania, l’esperto ha evidenziato il ritardo della transizione stagionale più colorata dell’anno.

Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni sulla questione relativa all’autunno: “Come scienziato forestale mi viene spesso chiesto in che modo il cambiamento climatico sta influenzando le esposizioni del fogliame autunnale. Ciò che è più chiaro finora, è che i cambiamenti di colore si verificano più avanti nella stagione. Il cambiamento climatico, però, non è l’unico fattore in gioco, e in alcune aree le decisioni umane sulla gestione delle foreste rappresentano le maggiori influenze”.

L’impatto del cambiamento climatico sull’autunno

In diverse zone del mondo, dunque, autunno e foliage non sono più gli stessi a causa del cambiamento climatico. Come scritto anche su innaturale.com infatti, negli ultimi 8 anni l’emisfero boreale ha fatto registrare preoccupanti record per le temperature di ottobre. Le ondate di calore estive, spesso roventi e prolungate, unite alla mancanza di precipitazioni, hanno letteralmente stravolto il naturale cambio di stagione. La stagione di crescita, del resto, si arresta sempre più tardi. In determinate aree, inoltre, il differimento è ormai di un solo mese. Oltre a rovinare lo spettacolo del foliage, di conseguenza, questo fenomeno espone gli alberi a grande stress. Essi, insomma, non hanno il tempo di prepararsi in modo adeguato all’inverno, e le prime gelate risultano spesso fatali.

Il cambiamento climatico, dunque, sta lentamente cancellando autunno e foliage. Come riportato sempre su innaturale.it, Stephanie Spera dell’University of Richmond ha evidenziato come tutto stia progressivamente cambiando. E questo a partire dalla primavera, che tende a iniziare sempre più in anticipo. Alcuni alberi, fortunatamente, riescono ad adattarsi ai mutamenti, mentre altri falliscono. Tutto questo, del resto, porta spesso a drastici cambiamenti all’interno di un singolo ambiente.

Per le aree che fanno del foliage una delle principali bellezze turistiche, inoltre, questo rappresenta un enorme problema economico. Considerando che viaggi di questo tipo, ad esempio tra la California e il Maine, generano ogni anno circa 30 miliardi di dollari, la perdita appare evidente. A preoccupare, infine, è anche il fattore CO2. Gli esperti,  dopotutto, starebbero cominciando a chiedersi se, l’alterazione dei cicli possa portare gli alberi ad assorbire meno anidride carbonica. Al momento, però, mancano risposte esaustive o concrete.

La possibile soluzione al cambiamento climatico autunnale

Le condizioni metereologiche pressoché estive all’inizio dell’autunno, riassumendo, non sono più un fenomeno raro. Esse si inseriscono in un quadro generale che conferma la tendenza al cambiamento climatico. Tendenza che, spesso, si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali.

Insomma, tornado alle parole di Marc Abrams su The Conversation: “Per fermare i cambiamenti climatici è necessario aumentare la biodiversità delle foreste, utilizzando alberi che si adattino bene, vivano a lungo, producano semi e migrino nel tempo”.

L’importanza della riprogettazione delle foreste, quindi, appare fondamentale. L’autunno e il foliage sono uno spettacolo bello e mozzafiato.

In Italia, infatti, è possibile ammirare questo fenomeno tra settembre e novembre in Piemonte, Valle d’Aosta, Lazio e Puglia. Le zone delle Langhe e del Monferrato sono sicuramente luoghi ideali per ammirare questa bellezza autunnale. Oppure, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso vi sono numerosi eventi e sentieri dedicati al foliage. Infine, ecco anche il borgo di Vitorchiano, nella provincia di Viterbo. Il bosco del Sasseto e le foreste dei Monti Cimini sempre nel Lazio e il Parco delle Foreste Casentinesi in provincia di Forlì Cesena. Insomma, le alternative non mancano. Il Bel Paese ha paesaggi che consentono di ammirare uno dei fenomeni naturali più fotografati al mondo.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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