Pubblicate le linee guida cinesi sull'etica dell'intelligenza artificiale. Si ispirano ai valori confuciani e vogliono combattere l'avanzata delle Big Tech.
Lo scorso mese è stato fondamentale per gli obiettivi cinesi riguardo all'intelligenza artificiale. È stata infatti pubblicata dal presidente Xi Jinping la prima serie di linee guida del Paese riguardo l'etica e il corretto utilizzo dell'AI. I punti salienti sono la sicurezza dei diritti degli utenti, la prevenzione dei rischi e la coesione nazionale. Le linee guida sono necessarie per controllare l'impatto politico e sociale delle Big Tech e far diventare la Cina l'avamposto mondiale dell'intelligenza artificiale entro il 2030.

Quali sono le principali minacce che le linee guida cinesi vogliono contrastare e quali le differenze tra l'approccio cinese e le misure europee?
Le lobby Big Tech sulle politiche digitali
L'industria digitale ha oggi una dilatazione tale da premere sulle politiche dell'Unione Europea e di tutto il globo. Le aziende Microsoft, Facebook e Google spendono oltre 97 milioni di euro all'anno in attività lobbistiche sulla tecnologia a Bruxelles. È quanto descritto nel rapporto Corporate Europe Observatory e Lobby Control il quale spiega come la loro pressione superi in Europa quella dell'industria farmaceutica e delle automobili.

In Cina la situazione non è diversa. I colossi del digitale hanno infatti goduto negli ultimi decenni di una libertà quasi totale creando elusioni fiscali e piattaforme monopolistiche. Xi Jinping continua la sua battaglia, espressa anche durante il G20, contro le lobby tech chiedendo una supervisione normativa e il miglioramento della sicurezza dei dati.

Per responsabilizzare i colossi digitali, il Governo di Pechino adotta una strategia puntando sull'etica. Strategia che ha il titolo di "Specifiche etiche per l'intelligenza artificiale di nuova generazione" basata . . .

Registrati gratis per continuare a leggere questo articolo...

Registrati gratis ora!

L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.