La Commissione Europea ha presentato un regolamento per sostenere l’emergenza del gas a livello comunitario. Previsti approvvigionamento condiviso del gas con price cap dinamico e tramite consorzio unico delle agenzie europee dell’energia. Per la Commissione Europea i combustibili fossili non torneranno a bassi costi, saranno quindi incentivate ulteriormente le rinnovabili. Intanto arrivano 40 miliardi contro il caro bollette.

Prezzi aumentati per guerra e scarsa coordinazione tra Stati europei

La guerra in Ucraina, con annessi riduzione dei flussi di gas voluta dalla Russia e gasdotti saltati, ha imposto la necessità di sacrificare l’approvvigionamento da questa fonte in funzione della tutela dell’indipendenza del sistema europeo.

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Il conseguente aumento dei prezzi del gas, con la corsa separata dei singoli Stati europei per accaparrarsi le risorse necessarie per l’emergenza, ha prodotto differenze tra Stati ed aumentato le difficoltà di quelli a maggior dipendenza dal gas per fini energetici, come l’Italia che più di tutti ne dipende per il 42%.

Un nuovo regolamento unico per aumentare solidarietà tra Stati

Sulla scia della logica del piano europeo REpowerEU,  la Commissione Europea ha proposto un regolamento di emergenza per far fronte all’aumento dei prezzi e alle necessità particolari di ogni Stato sulla base della condivisione solidale in funzione alle esigenze. Il nuovo regolamento, per cui serve la ratifica di ogni Stato, oltre al taglio dei consumi del gas del 15%, prevede un unico consorzio europeo, composto dalle agenzie per l’energia nazionali, che  provvede all’acquisto del gas e alla sua ripartizione in tutto il territorio europeo.

Price cap dinamico sul gas: di che si tratta

Su proposta italiana, per bloccare o comunque calmierare le fluttuazioni dei prezzi del gas sono previsti dei meccanismi di price cap dinamico sia sulle forniture statali che sull’utilizzo quotidiano del gas sulla base di un nuovo indice di mercato.

L’Unione Europea giudica, infatti, quello attualmente in uso per regolare gli acquisti del gas liquido e naturale, il TTF Title Transfer Facility, come incapace di controllare accuratamente i prezzi degli scambi. Per questo la Commissione Europea con il supporto dell’agenzia ACER, Agenzia europea per la cooperazione degli enti regolatori del mercato energetico, ne produrrà uno nuovo come parametro di riferimento per prezzi stabili e prevedibili.

Serve più solidarietà tra Stati europei anche per il gas

Il meccanismo descritto dal regolamento europeo prevede di riunire le esigenze di importazione del gas dei singoli Stati e di cercare le offerte sul mercato adatte a soddisfare la domanda. C’è anche l’obbligo di solidarietà verso i Paesi senza connessione diretta ai gasdotti.

Il nuovo meccanismo di assegnazione del gas permetterebbe inoltre agli Stati colpiti da un’emergenza più profonda rispetto alla crisi generale di poter avere supporto ulteriore. Questo provvedimento potrebbe essere di aiuto per tutti quei Paesi colpiti da siccità, che soffrono la riduzione delle risorse idriche necessarie per supportare la produzione idroelettrica.

40 miliardi contro il caro bollette

Bruxelles ha previsto nel regolamento l’utilizzo di 40 miliardi derivanti da quanto rimane di inutilizzato del Fondo di Coesione 2014/2020, con l’intenzione di sostenere in maniera mirata famiglie ed imprese contro il caro bollette. Per ogni Stato potrà essere utilizzata una quota fino al 10% del totale.

Preoccupazione per eventuali sabotaggi delle infrastrutture del gas

I sospetti sabotaggi di Nord Stream 1 e 2 hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi di approvvigionamento del gas e dei rischi per la produzione energetica a questi connessa. La Commissione Europea ha ritenuto necessario raccomandare la protezione delle infrastrutture critiche adibite alle forniture di gas sull’intero territorio europeo.

Per l’Europa le rinnovabili sono l’unica risposta strutturale alla crisi

Il Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen  ha fatto intendere che il regolamento sul gas rappresenta solo una risposta emergenziale alla crisi energetica ma che invece “dobbiamo accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture. Investire sempre più velocemente nella transizione verso l’energia pulita è la nostra risposta strutturale a questa crisi energetica.

È convinzione generale in Europa, esplicitata tra l’altro dal vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, che “i prossimi inverni saranno duri” e che “i combustibili fossili a basso costo non torneranno”. Per questo sarà necessario accelerare la transizione verso le energie rinnovabili considerando ulteriori investimenti per la transizione verso l’energia verde europea.

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Pasquale De Salve

Pasquale De Salve

Sono laureato in Filosofia e scrivo per passione. Qui scrivo di ambiente, politica, diritti e qualche volta anche di altro. Cerco di intendere il mondo per quello che è, ma di utilizzare quelle poche parole che ho a disposizione perché possa migliorare. Il suo cambiamento, però, dipende dallo sforzo di ognuno di noi!

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