La ventisettesima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop27) tenutasi a Sharm El Sheik registra un’assenza molto pesante, quella di Greta Thunberg. La giovane attivista svedese, diventata il simbolo dell’ambientalismo contemporaneo grazie alle sue battaglie, ha deciso di non partecipare all’incontro sul cambiamento climatico, ma il vuoto lasciato dall’attivista è stato colmato da Sophia Kianni, attivista ventenne americana di origini iraniane, ex coordinatrice di Fridays For Future e “advisor per il clima” presso il segretario generale dell’Onu.

Il ritiro di Greta Thunberg

L’assenza dell’ambientalista svedese alla conferenza sui cambiamenti climatici è dovuta al fatto che, secondo l’attivista, la Cop27 è un incontro per il greenwashing usato dalle persone al potere come opportunità per ottenere attenzione. Thunberg ha inoltre affermato che i suoi colloqui con i leader mondiali l’hanno lasciata pessimista sulla loro capacità di fare progressi sulla questione del clima.

Così, quattro anni dopo l’inizio del suo “sciopero scolastico per il clima” con il quale la teenager svedese aveva scosso le coscienze dei giovani e dato il via a movimenti composti da ragazzi preoccupati per il loro futuro e la salute del Pianeta come i Fridays For Future, Greta è pronta a passare il testimone a coloro che sono in prima linea nel cambiamento climatico.

Dovremmo anche ascoltare i resoconti e le esperienze delle persone più colpite dalla crisi climatica – ha detto la Thunberg all’agenzia di stampa svedese TT – È ora di consegnare il megafono a coloro che hanno davvero storie da raccontare

L’erede della svedese: Sophia Kianni

Una di queste nuove storie da raccontare potrebbe essere quella di Sophia Kianni, attivista per l’ambiente americana, che è intervenuta alla Cop27 di Sharm El Sheik. Sophia ha 20 anni e studia scienza del clima e politiche pubbliche alla Stanford University. La passione per la salvaguardia dell’ambiente nacque durante una vacanza nella terra di sua nonna, l’Iran. Guardando il cielo notturno, Kianni si  rese conto di come le stelle non fossero più visibili a causa dell’inquinamento e in quel momento capì che voleva fare qualcosa.

Nel 2019 organizza lo sciopero per il clima del Black Friday assieme al gruppo di Greta Thunberg Fridays For Future, mentre nel luglio 2020 il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres nomina la Kianni  membro del suo nuovo Youth Advisory Group on Climate Change, in cui è il membro più giovane con il compito di rappresentare gli Stati Uniti e il Medio Oriente.

Nel dicembre 2021, la Kianni è stata nominata una delle “21 under 21” di Teen Vogue per il suo attivismo climatico. I suoi articoli sono stati presentati su numerose testate quali Forbes, Business Insider, The Guardian e il Washington Post; inoltre ha tenuto discorsi sul clima in diverse università, tra cui la Columbia University, la UC Berkeley, la Emory University e la Harvard University.

Sophia Kianni è la fondatrice di “Climate Cardinals” organizzazione no profit internazionale guidata da giovani, che lavora per rendere accessibili a tutti, attraverso traduzioni e verifica delle fonti, le informazioni riguardanti la crisi climatica. Ad oggi questo movimento è attivo in 41 paesi e, grazie al coinvolgimento di 9.000 volontari, ha raggiunto oltre 500.000 persone con oltre 750.000 parole di informazioni sul clima tradotte.

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Giovanni Binda

Giovanni Binda

Giovanni Binda, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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