Stando a quanto emerge da un recente studio sulla relazione tra gli stili di vita e lo stress, svolto dall’Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione, circa 9 italiani su 10 soffrono di disturbi dovuti allo stress, soprattutto per stress lavoro-correlato e stress post-traumatico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), lo stress è il male del secolo: è la risposta del proprio corpo e della propria mente a compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti come eccessivi e, se cronico o persistente, può provocare disturbi psico-fisici come ansia, stanchezza, irritabilità, mal di testa, bruciore di stomaco, digestione lenta, tensioni muscolari, insonnia e un conseguente calo delle difese immunitarie con tendenza ad ammalarsi facilmente.

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L’insorgenza di tali disturbi dipende molto dal modo in cui si reagisce alla situazione o all’evento stressante. In psicologia, i meccanismi di adattamento o risposta allo stress messi in atto da un individuo possono essere di varia natura e si chiamano strategie di coping o di adattamento.

Queste strategie possono risultare adattive o disadattive: nel primo caso permettono di affrontare e superare l’evento stressante, nel secondo caso non aiutano a risolvere il problema, ma semplicemente a limitarne i sintomi. Conoscere le diverse strategie di coping può essere d’aiuto per capire quale sia il modo migliore di reagire a conflitti, situazioni ed eventi stressanti, al fine di evitare ripercussioni negative sulla propria salute fisica e mentale, salvaguardando la qualità della vita di tutti i giorni.

Strategie di coping disadattivo o di “non coping”

Le strategie di non coping non aiutano ad affrontare efficacemente l’evento stressante, ma ne riducono semplicemente i sintomi, mantenendo e rafforzando il disturbo. Tra le strategie disadattive più diffuse, soprattutto nel caso di stress post-traumatico, c’è la dissociazione, cioè la capacità della mente di separare, tra loro, pensieri, ricordi ed emozioni: tutto ciò che non si riesce a elaborare o metabolizzare, viene allontanato dalla coscienza e spinto verso un luogo protetto e inconscio.

Il non coping si manifesta anche quando si ricerca costantemente sicurezza in qualcosa o qualcuno usato come mezzo per fronteggiare l’ansia insorta durante un evento stressante. La sensibilizzazione, invece, consiste nel tentativo di voler impedire a ogni costo il manifestarsi di tale evento, mentre l’evitamento è una strategia disadattiva messa in atto per evitare situazioni d’ansia: non si entra in contatto con la situazione o la cosa temuta ma la si evita provocando, per esempio, ulteriori eventi o condizioni pur di non affrontarla.

Infine ci sono coloro che tendono a fuggire dinanzi a un conflitto o un evento stressante non appena cominciano a percepire i primi segni d’ansia, comportamento che si manifesta, per esempio, in chi soffre di fobie o attacchi di panico.

Le strategie di coping più efficaci per affrontare conflitti ed eventi stressanti

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Affrontare lo stress in modo efficace: tipi di coping adattivo o costruttivo

Secondo la classificazione dello psicologo statunitense Wayne Weiten, esistono quattro tipi di strategie di coping adattivo: quelle incentrate sulla valutazione, quelle focalizzate sul problema o sull’emozione e le strategie orientate al lavoro.

Le strategie di coping incentrate sulla valutazione permettono di modificare il proprio modo di pensare rispetto a un problema, ricorrendo alla negazione o all’allontanamento dello stesso, mentre quelle focalizzate sul problema permettono di gestirne direttamente la causa, comprendendo il disagio e apprendendo nuove abilità per fronteggiarlo e risolverlo.

Il coping incentrato sulle emozioni induce un individuo a entrare in contatto con le componenti emotive di un fattore stressante e cercare di gestirle al meglio. Questa strategia ha l’obiettivo di modificare il significato del problema o di distoglierne l’attenzione e si manifesta mediante la ricerca di supporto sociale, l’allontanamento dal fattore stressante, l’accettazione delle proprie responsabilità o delle proprie colpe, l’utilizzo dell’auto-controllo e la valutazione positiva dell’evento.

Infine c’è il coping incentrato sul lavoro, che consiste nell’affrontare e superare un evento stressante mediante la ricerca di un’occupazione duratura e stabile, che sia in grado di fornire costantemente risposte positive. Anche prendere iniziative come praticare tecniche di rilassamento, avere un’adeguata alimentazione, fare un buon esercizio fisico e migliorare la propria qualità del sonno favorisce una buona gestione dello stress. Risulta importante, inoltre, avere pensieri positivi, una corretta organizzazione del tempo e una buona capacità di pianificare il proprio futuro ed esprimere al meglio le proprie emozioni.

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Brunella Mascolo

Logopedista e aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al progetto formativo realizzato dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Come professionista sanitario, nonché persona molto empatica e introspettiva, scrivo principalmente di tematiche inerenti alla crescita personale e alla prevenzione e alla tutela della salute e del benessere mentale.

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